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  A.I.M.M.F.
Associazione Italiana dei Magistrati per i Minorenni e per la Famiglia Aderente alla  "Association Internationale des Magistrats de la Jeunesse et de la Famille" www.minoriefamiglia.org

Facendo seguito al proprio accorato APPELLO alla RESPONSABILITA’  diramato lo scorso 2 maggio, ai numerosissimi documenti e contributi licenziati sin dalla pubblicazione dei lavori della Commissione Luiso e fatti pervenire al Ministero di Giustizia e alle Camere , alla dichiarazione resa dalla Ministra il 20 ottobre 2021 di fronte a tutti i capi degli uffici minorili italiani circa le gravi criticità contenute nel testo della legge delega sulla riforma del processo civile, nonostante ciò approvata dal Parlamento il 26 novembre 2021, preso atto del contenuto dei decreti attuativi predisposti dalla Commissione Ministeriale all’uopo istituita e dei pareri favorevoli nei giorni scorsi espressi dalle Commissioni Giustizia di  Senato e Camera, quanto alla istituzione del   “Tribunale per le persone, i minorenni e le famiglie”, 

RILEVA

come il deliberato snaturamento dell’attuale  sistema della Giustizia Minorile, in nome di ragioni che nulla hanno a che vedere con la tutela effettiva dei soggetti più deboli,  e l’istituzione di  un organismo, dal nome evocativo, ma  del tutto irrealizzabile nella sua concretezza senza un intervento imponente quanto alla destinazione di risorse umane e materiali, porterà a risultati radicalmente contrari a quanto auspicato, sin dalla imminente entrata in vigore delle norme sul rito prevista per il  giugno 2023.

SOTTOLINEA

come la ricognizione dei carichi di lavoro dei principali uffici minorili italiani, compiuta da AIMMF anche grazie al prezioso contributo dei Capi degli uffici medesimi, e portata tempestivamente all’attenzione del legislatore, peraltro del tutto ignorata, abbia esplicitato la ingestibilità della applicazione delle nuove norme processuali. E’ di tutta evidenza infatti che  la prevista radicale emarginazione dalle istruttorie  dei giudici onorari, grazie ai quali la gran parte dei Tribunali per i Minorenni più oberati  riesce a garantire un funzionamento qualitativamente e quantitativamente adeguato, porterà  all’impossibilità di garantire solleciti interventi in situazioni prevalentemente emergenziali e  a gravi  ritardi nella trattazione delle procedure, alla luce delle attuali modestissime piante organiche degli uffici giudiziari minorili che non verranno implementate.                                            

DENUNZIA

che  nell’imminenza della entrata in vigore delle norme processuali, e in ogni caso  della riforma ordinamentale,  la perdurante assenza del processo telematico e l’assenza di un sistema informatico adeguato e dialogante con gli altri sistemi del mondo giustizia, nel silenzio sul punto degli organismi preposti alla digitalizzazione nonostante gli impegni assunti con l’Europa e le costanti e preoccupate sollecitazioni di AIMMF e di tutti gli uffici,  renderanno  la riforma del tutto inattuabile e ingestibile, anche alla luce delle notevoli e mai risolte carenze del personale amministrativo che continuano a caratterizzare il comparto minorile.

RILEVA

come nella fase antecedente siamo stati da più parti rassicurati sulla possibile introduzione di correttivi in  sede di predisposizione dei decreti attuativi, ma risulti ora evidente  che il testo dei suddetti decreti non si sia discostato affatto dall’ impianto originario,  come la propaganda mediatica circa la bontà della riforma non si sia basata su una seria riflessione, né risulti alcuno studio di fattibilità sulla concreta possibile realizzazione di quanto approvato, specie in assenza di imponenti risorse in termini di mezzi e di persone necessarie al funzionamento minimo di una costruzione che appare non tenere conto della realtà degli uffici giudiziari e ,come già più volte rappresentato,  in netta controtendenza rispetto alle più recenti direttive europee, risalenti al 5 aprile 2022. 

RAPPRESENTA

ancora una volta la natura reazionaria di una riforma che, concentrando la propria attenzione solo sulle situazioni di violenza di genere, ha trascurato la centralità della tutela del minore inserito in famiglie fortemente disfunzionali e in ragione di ciò gravemente traumatizzato , eliminando i presidi esistenti in luogo di provvedere alla correzione delle possibili imperfezioni, a favore di una struttura ordinamentale e processuale che  privilegia coloro che potranno sostenerne le spese.

In ragione di tutto ciò AIMMF, pur consapevole che le proprie argomentazioni resteranno come accaduto finora probabilmente inascoltate,                                             

RIBADISCE

a futura memoria la gravità delle scelte effettuate e la loro sostanziale violazione dei principi costituzionali e di ragionevolezza più volte in varie sedi ricordati

Roma, 16 settembre 2022

                                                                                        Il Presidente
Cristina  Maggia

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