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diritto allo studio

  • Il fondamentale ruolo degli insegnanti in questa fase di interruzione scolastica

    La scuola e il lavoro degli insegnanti garantiscono a ogni ragazzo i fondamenti del sapere e consentono di sviluppare le capacità di apprendimento autonomo, che sono le basi della cittadinanza in democrazia. La chiusura delle scuole dall'inizio della crisi prodotta dalla pandemia priva i bambini e i giovani di opportunità di sviluppo e miglioramento.

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  • Il passaggio alle lezioni online e le disparità formative

    Da quando si è cercata di istituire una continuità scolastica online, dopo il blocco delle scuole per l’emergenza della pandemia, continuità che peraltro non tutti gli istituti sono riusciti a garantire, molti studenti si sono trovati a dover seguire le lezioni in condizioni precarie, all’interno di spazi angusti e senza i mezzi informatici adeguati.

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  • L'importanza di un punto di osservazione psicologico alla ripresa della scuola

    Il rientro a scuola dei ragazzi, soprattutto di quelli più giovani, non comporterà solo la necessità di recuperare apprendimenti, ma anche di ristabilire un principio di equità didattica a partire dalle lacune e dalle differenze prodotte dalla sospensione in presenza, da studente a studente, per le diverse condizioni familiari ed economiche.

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  • L’impatto sull’apprendimento dell’emergenza e l’occasione per un rilancio della scuola

    Da quando le scuole hanno sospeso le attività in presenza a seguito dell’emergenza coronavirus, molti genitori si sono chiesti e hanno domandato agli insegnanti quale effetto possa avere il radicale cambiamento nella didattica sull’apprendimento dei figli.

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  • La didattica a distanza per gli alunni con bisogni speciali di fronte alla sfida del Covid-19

    In questo complicato momento storico nulla sembra essere certo: non si sa quando la pandemia avrà fine e si tornerà alla vita normale. Le scuole quest’anno non riapriranno, ma il diritto e dovere allo studio non può essere sospeso.

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  • La didattica a distanza tra limiti e belle sorprese – I parte

    In gita al supermercato mi godo il racconto di una cassiera.

    In questi giorni ho studiato gli assiro-babilonesi e gli etruschi. Quando torno a casa la sera mi metto a fare i compiti. Mia figlia dice: Mamma, ho preso dieci! E io: No cara, IO ho preso dieci! In matematica son sempre stata una schiappa, mio marito voleva aiutarla lui, allora gli ho detto: Eh no, stavolta la imparo anch’io. Ricomincio dalle basi.

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  • La didattica a distanza tra limiti e belle sorprese – II parte

    Non so se si può dire. Alla prova dei fatti la didattica a distanza (per i congiunti, DAD) mi si è mostrata con pregi imprevedibili.

    Ha reso più evidente quello che nel bene e nel male già sapevamo della scuola, ha portato in luce altro che prima stava sullo sfondo. Mi fa pensare a un’opera di Escher dove a un primo sguardo vedi solo gli uccelli ma tra loro stanno i pesci, te ne accorgi e provi a concentrarti sui pesci ma perdi di vista gli uccelli… o viceversa, ma il difficile è vederli entrambi, contemporaneamente.

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  • Miracle resiste e pensa al futuro, ma le ferite si vedono ancora

    Quando incontro Miracle è quasi maggiorenne e ne ha già passate tante, chiede alla giustizia minorile di consentirle qualche anno ancora in comunità, almeno il tempo di finire gli studi.

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  • Senza pietre non c’è arco

    Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra.
    – Ma qual è la pietra che sostiene il ponte? – chiede Kublai Kan.
    – Il ponte non è sostenuto da questa o da quella pietra, – risponde Marco, – ma dalla linea dell’arco che esse formano.
    Kublai Kan rimase silenzioso, riflettendo. Poi soggiunse: – Perché mi parli delle pietre? è solo dell’arco che mi importa.
    Polo risponde: – Senza pietre non c’è arco.

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