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paura

  • Non lo so cosa vedevo ma ricordo la paura.
    La ricordo così bene.

    Oggi vai al cinema con papà.
    L'ha detto mamma e per me è una sventura.
    Sola con papà, io? Perché, che cosa ho fatto di male?
    Che mi succederà?

    Presentiamo "Con voce bambina", un libro in cui si sente la voce di una bambina – ormai donna, con lo pseudonimo di Elena Dì – cresciuta nella paura di un padre violento. Un testo toccante, che espone le ferite non rimarginabili di chi è cresciuto nella minaccia della violenza.

    20131203 con voce bambina

  • Cinque figure dell'immaginario fumettistico come altrettanti simboli di adolescenze "sul limite" tra perdita di sé e riscoperta dell'appartenenza a un gruppo.

    Dylan Dog: la paura

    In una società nella quale la paura è un sentimento da nascondere, una sorta di vergogna soprattutto per i maschi, gli e le adolescenti provano, oltre alle paure tipiche della loro età, anche una sorta di paura al quadrato, la paura d'aver paura, e di mostrarlo; Dylan Dog, il simpatico "indagatore dell'incubo" creato dalla fantasia di Tiziano Sclavi, è un personaggio che entra, da pauroso, nelle paure degli altri (e soprattutto nelle sue) e rivaluta la dignità questo sentimento, quasi legittimandolo. 

    04012014 dylan dog

  • A Oakland, dove vivo, i giovani si svegliano ogni giorno con la notizia che un'altra persona è stata uccisa, vittima della violenza delle armi. È un incubo senza fine. Questa violenza proviene dalla grande disponibilità delle armi da fuoco e viene “nascosta sotto il tappeto” da persone che temono un mondo senza armi.

    20180508 target 1

  • Nicola, un bimbo di 6 anni. Entra in un negozio di abbigliamento insieme all’affidataria e si mette a tremare davanti a un mazzo di cinture appese.
    Ne indica una borchiata: “Pensa se papà mi picchiava con quella”.
    Questa filastrocca è per lui, ed è stata scritta canticchiando. Forse per quietare la paura la rabbia che non lo hanno mai lasciato in pace, neppure dopo.

    Laccio, cintola, cinghia,
    m’hanno chiuso il cuore dentro una conchiglia.

    20150909 filastrocca gola 1 

  • Okay, la bigenitorialità. Okay, i legami di sangue. Purché non se ne faccia un’ideologia, perché le ideologie lasciano morti e feriti e questa non è da meno.
    Alcuni bambini si allontanano da un genitore perché non riescono a perdonarlo. Ci sono ferite da rimarginare, non megafoni da impugnare. Non è una mamma cattiva a determinare l’alienazione del papà, è una sofferenza ancora aperta di cui occorre tenere conto.

    20170605 rifiuto

  • Si misura, a volte, la gravità della violenza familiare, in base all’intensità dei fatti e si pretende dai bambini un colpo di spugna ad ogni attimo o promessa di tranquillità. Pochi sanno capire che i fatti valgono, sì, per quel che sono ma anche per la forma che danno alle cose, ai pensieri ed emozioni dei bambini, alla rappresentazione della realtà. Il tempo che sta in mezzo non è vuoto di violenza, se è questo che conosci e che ti aspetti, ancora e ancora.

    20170703 attesa 4

  • Mi ha aiutata mio figlio Antonio 
    a rompere il matrimonio 
    e la piccola Maria
    che ha chiamato la polizia 

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  • Son gocce dentro al mare.

    I sorsi più salati

    li voglio dedicare

    a quelli mai arrivati.

    20150422 filastrocca migranti 3

  • La paura dei ragazzi

    nel portale Non ci sto dentro

     20160224 paura 3

  •  “Dentro ogni uomo c’è un bambino morto.” Scriveva Curzio Malaparte.
    Antonio Moresco, nel suo romanzo La lucina, ci fa incontrare un bambino suicidato, grazie alla mediazione dell’anonimo protagonista e voce narrante del racconto, il quale ci invita a seguirlo, e attraversare l’abisso che il nostro sguardo contempla ogni giorno. Dall’altra parte dell’abisso, nascosta da una vegetazione asfissiante nella sua perenne crescere e disfarsi, c’è qualcosa al cui richiamo non possiamo sottrarci.

    20140218 Lucina

estate 2

Le pubblicazioni su Ubiminor riprenderanno il 3 settembre.
A tutti i lettori, auguriamo buone vacanze!

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