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Quando si tratta di imparare una nuova lingua, adulti e bambini hanno differenti punti di forza. Gli adulti sono bravi nell'assorbire il vocabolario necessario per potersi muovere all'interno di un negozio di alimentari o per ordinare i piatti in un ristorante, ma i bambini hanno una straordinaria capacità di impadronirsi di sottili sfumature del linguaggio che spesso sfuggono agli adulti. Dopo pochi mesi di vita in un paese straniero, un bambino riesce già a parlare una seconda lingua come un madrelingua.

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La struttura del cervello gioca un ruolo importante in quel "periodo sensibile" per l'apprendimento delle lingue, che si crede termini intorno all'adolescenza. Il giovane cervello è dotato di circuiti neurali in grado di analizzare i suoni e di costruire un insieme coerente di norme per la costruzione di parole e frasi correlate a quei suoni. Una volta che queste strutture linguistiche siano state stabilite, è difficile costruirne poi altre per un nuovo linguaggio.

Un team di neuroscienziati e psicologi guidati da Amy Finn,  ha trovato prove di un altro fattore che contribuisce alle difficoltà linguistiche degli adulti. Mentre imparano alcuni elementi del linguaggio, la più alta abilità cognitiva degli adulti può diventare un ostacolo.

I ricercatori, approntando una situazione sperimentale ad hoc, hanno scoperto che gli adulti hanno difficoltà più grandi quando cercano di apprendere un nuovo linguaggio, in particolare quando devono decifrarne la morfologia, la struttura e la collocazione di unità linguistiche come radici, suffissi e prefissi.

"Abbiamo trovato che lo sforzo aiuta quando si cerca di capire quali siano le unità linguistiche che occorre conoscere, e l'ordinamento di base degli elementi linguistici., Ma quando si cerca di imparare la morfologia, almeno nella  lingua artificiale che abbiamo creato per l’apprendimento, in realtà i risultati peggiori arrivano quando ci si sforza", dice la dottoressa Finn.

Troppa potenza cerebrale

I linguisti sanno da decenni che i bambini sono abili nell’”assorbire” alcuni elementi complessi del linguaggio, come i participi passati irregolari o modi verbali complicati come il congiuntivo.

"I bambini hanno prestazioni migliori degli adulti in termini di padronanza della grammatica e delle componenti strutturali del linguaggio – che sono alcuni degli aspetti più idiosincratici e difficili da articolare del linguaggio, di cui anche la maggior parte dei madrelingua non ha una piena consapevolezza ", dice Finn.

Nel 1990 la linguista Elissa Newport ha ipotizzato che gli adulti hanno difficoltà a imparare quelle sfumature del linguaggio perché hanno la tendenza ad analizzare troppe informazioni in una volta. Gli adulti hanno una corteccia prefrontale molto più evoluta rispetto ai bambini, e tendono a buttare tutta questa loto potenza cerebrale nell'apprendimento di una seconda lingua. Questa potente capacità di elaborazione può effettivamente interferire con alcuni elementi che contraddistinguono l'apprendimento delle lingue.

"Questa  è un'idea ha suggestionato i linguisti per un lungo periodo, ma non c'è stato finora modo di dimostrare  sperimentalmente che sia vera" osserva la dottoressa Finn, la quale, con i suoi colleghi, ha progettato un esperimento per verificare se esercitare uno sforzo maggiore possa aiutare o, al contrario, ostacoli il successo nell'apprendimento.

Hanno creato nove parole senza senso, ciascuna con due sillabe. Ogni parola rientrava in una di tre categorie (A, B, e C), definita in base all'ordine delle consonanti e dei suoni vocalici.

I partecipanti alla ricerca hanno ascoltato la lingua artificiale per circa 10 minuti. A un gruppo di soggetti è stato detto di non effettuare un'analisi eccessiva di quello che avrebbero sentito, ma nemmeno di ascoltare distrattamente. Per aiutarli a non pensare troppo alla lingua, è stata data loro la possibilità di completare un puzzle o di colorare mentre ascoltavano. All'altro gruppo è stato detto di cercare di individuare le parole che avrebbero ascoltato.

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Ogni gruppo ha ascoltato la stessa registrazione, che era una serie di sequenze di tre parole - prima una parola della categoria A, poi una della categoria B, quindi una della categoria C - senza pause tra le parole. Precedenti studi hanno dimostrato che gli adulti, i bambini e perfino le scimmie possono analizzare questo genere di informazioni, un compito noto come segmentazione di parole.

I soggetti di entrambi i gruppi sono riusciti ad effettuare una “segmentazione di parole”, anche se il gruppo che si è sforzato di più ha eseguito il compito un po' meglio. Entrambi i gruppi hanno anche eseguito bene un esercizio chiamato “ordinamento di parole”, nel quale si chiedeva loro di scegliere tra una corretta sequenza di parole (ABC) e una sequenza errata (come ACB) delle parole che avevano sentito.

La prova finale misurava l'abilità nell'individuare la morfologia del linguaggio. I ricercatori hanno fatto sentire una sequenza di tre parole che includeva una parola che i soggetti non avevano mai ascoltato prima, ma che rientrava in una delle tre categorie. Quando è stato chiesto di giudicare se questa parola nuova fosse nella posizione corretta, i soggetti cui era stato chiesto di prestare maggiore attenzione alla sequenza originale di parole (quella senza la parola estranea) hanno avuto risultati molto peggiori di quelli che avevano ascoltato più passivamente.

Disattivare lo sforzo

I risultati supportano quella particolare teoria di acquisizione del linguaggio che sostiene che alcune parti del linguaggio vengono apprese attraverso la memoria procedurale, mentre altre vengono apprese attraverso la memoria dichiarativa. In base a tale teoria, la memoria dichiarativa, che memorizza le conoscenze e i fatti, sarebbe più utile per imparare il vocabolario e alcune regole della grammatica. La memoria procedurale, che guida le attività che compiamo senza consapevolezza di come le abbiamo apprese, sarebbe più utile per imparare le regole sottili riferite alla morfologia del linguaggio.

"È probabile che sia il sistema di memoria procedurale ad essere davvero importante per l'apprendimento di questi difficili aspetti morfologici della lingua. Infatti, quando si utilizza il sistema di memoria dichiarativa, questo non aiuta ma danneggia l'apprendimento" sostiene la dottoressa Finn.

Ancora irrisolta è la questione se gli adulti possano superare questo ostacolo all'apprendimento linguistico. La dottoressa Finn dice di non aver ancora trovato una buona risposta a questa domanda, sono in corso esperimenti in questo senso, attraverso i quali si stanno testando gli effetti dello "spegnimento" o della distrazione della corteccia prefrontale degli adulti, mentre stanno ascoltando una lingua che non conoscono.

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