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Mentre molti paesi europei non sanno più come gestire la saturazione delle loro prigioni, la Finlandia ha osato scommettere - con successo - di ridurre della metà il suo tasso di detenzione, grazie a un protocollo sperimentale applicato, nelle sue linee generali, ormai da una trentina d’anni.

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Il modello finlandese è stato discusso in una recente conferenza tenutasi a Losanna.
In sintesi, i suoi presupposti sono la riduzione del tempo trascorso in carcere e la sostituzione della pena detentiva con sanzioni alternative. 

Ridurre il tempo trascorso in carcere

In Finlandia, tutti i detenuti  beneficiano della libertà condizionata. L'unica eccezione: i recidivi considerati particolarmente pericolosi. In totale, ogni anno il 99% dei detenuti esce sulla parola:

- la maggior parte dei trasgressori viene rilasciata dopo aver scontato la metà della pena,
- i recidivi vengono rilasciati a due terzi della loro pena,
- i giovani autori di reato (dai 15 ai 20 anni) vengono rilasciati, la maggior parte dopo 1/3 della pena e i recidivi dopo la metà della pena.        

La decisione di concedere la libertà provvisoria secondo le regole sopra esposte è di competenza del direttore del carcere. Tuttavia, per i casi più gravi, la decisione di rilascio condizionale spetta alla Corte d'appello di Helsinki:
- i condannati ad effettuare tutta la loro condanna in carcere vengono rilasciati dopo l'esecuzione dei 5/6 della pena (e almeno tre anni di privazione della libertà)
- i condannati al carcere a vita (per un numero molto limitato di reati, quali l'omicidio) possono essere rilasciati dopo aver scontato almeno 12 anni di reclusione.

Il tempo della libertà condizionale  non può essere inferiore a tre mesi né superiore a tre anni. Esiste poi una nuova procedura di liberazione anticipata chiamata "libertà vigilata sotto sorveglianza”  progettato per i detenuti a lungo termine che necessitano di un monitoraggio più assiduo, basato anche sul controllo elettronico, che è stato introdotto in Finlandia non come una punizione aggiuntiva ma come un mezzo tecnico utilizzato in diverse fasi della condanna penale.

Dal 2001 è stata applicata questa procedura per monitorare i detenuti che lavorano al di fuori del carcere: il detenuto riceve un telefono cellulare che gli permette solo di contattare il carcere e la centrale di allarme; l'apparecchio funziona da dispositivo di rilevamento del luogo in cui si trova il detenuto. Questi deve chiamare periodicamente il carcere, dal carcere possono essere effettuate chiamate senza preavviso al detenuto.

Il controllo attraverso il cellulare è ovviamente diverso dal sistema di monitoraggio con braccialetto elettronico utilizzato da alcuni paesi europei. È sia meno costoso per l'amministrazione penitenziaria, sia meno stigmatizzante e più accettabile per i detenuti.

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Pene alternative alla detenzione

Una pena detentiva inferiore ai due anni può essere commutata dal giudice in  "condanna condizionale" . È di fatto una sospensione dell'esecuzione della pena detentiva per un periodo di prova.
Questa sospensione esiste in Finlandia dal 1918. Nel 1976, la sua applicazione è stato esteso da sentenze di meno di un anno a quelle  fino ai due anni di reclusione. Inoltre, dal 2001, sono stati introdotti nuovi criteri nella legge che definiscono la possibilità di accedere a questa pena alternativa, alla quale può essere aggiunta una fase di lavoro socialmente utile (TIG).

I giovani tra i 15 e i 20 anni possono essere posti sotto controllo elettronico, con l'obiettivo di promuovere la loro inclusione sociale e la prevenzione di nuovi reati. Questo monitoraggio è introdotto in media (da parte del giudice che ha pronunciato la sentenza) in quattro casi su cinque di condanna. Il giovane autore di reato, oltre al controllo, deve incontrarsi regolarmente con funzionari del servizio di libertà vigilata, o con volontari di organizzazioni private (soluzione ampiamente utilizzata).

La privazione della libertà sotto condizione comporta che l'esecuzione della pena sarà sospesa per un periodo di prova stabilito dal giudice, che va da uno a tre anni.

Tale sanzione mantiene una forte valenza simbolica: è sempre una pena detentiva, anche se è condizionale. È meno stigmatizzante per l'autore del reato e molto meno costosa per la società.

È adatto, in primo luogo per i trasgressori adulti, a basso rischio, condannati per reati minori e che non richiedono la sorveglianza e, in secondo luogo, per i minori che hanno commesso reati anche gravi. S

Il lavoro socialmente utile (TIG) è stato introdotto nel sistema penale finlandese nel 1991, a titolo sperimentale e poi messo a regime nel 1995. Questa misura è diventata un elemento base del sistema penale, giustificata sia dal sovraffollamento carcerario che dalla mancanza di un sanzione intermedia tra la multa e il carcere.

La sanzione consiste nell'eseguire da 20 a 200 ore di lavoro nell'interesse della comunità, alle seguenti condizioni: il consenso della persona condannata, pena non superiore agli otto mesi, possibilità per il condannato di eseguire la sentenza (in base a quanto rilevato da una valutazione specifica).

qui il report

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