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Gli studi hanno dimostrato che, per i giovani, il semplice fatto di stare insieme a persone di diversa provenienza etnica e razziale, potrebbe non essere sufficiente per migliorare atteggiamento e disponibilità nei loro confronti, migliorando le relazioni con gruppi e ragazzi di altra origine etnica.

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In aggiunta al semplice stare insieme, ad esempio nella stessa classe, per pre-adolescenti e adolescenti è importante venga valorizzato il tempo passato insieme, per stabilire relazioni significative con i compagni di diversi gruppi etnici.

Un nuovo studio ha esaminato il modo in cui gli amici della scuola media influenzano l'attitudine reciproca all'interazione con i pari di diverse etnie e razze, scoprendo che gli amici influenzano significativamente i rispettivi punti di vista “razziali” e sulle differenze etniche.

Lo studio è stato condotto da ricercatori dell'Università del Michigan e dell'Università della California-Irvine. È stato pubblicato su Child Development, una rivista della Society for Research in Child Development.

"Il successo nell’allacciare e consolidare amicizie con persone provenienti da diversi gruppi etnici e razziali, è un tipo importante di competenza sociale, ed è particolarmente rilevante date le odierne pervasive tensioni razziali " spiega Deborah Rivas-Drake, professore associato di psicologia ed educazione presso l’Università del Michigan, che ha guidato lo studio.

"I nostri risultati descrivono un sistema in cui gli adolescenti preferiscono fare amicizia con altri compagni di mentalità aperta e, tra loro, una volta stabilita la relazione, si influenzano reciprocamente a riguardo delle relazioni con gruppi e ragazzi di diversa provenienza etnica.

Nel complesso, la nostra ricerca suggerisce che tali atteggiamenti possano essere virtuosamente contagiosi".

Lo studio ha raccolto informazioni e dati da 524 studenti di differente origine etnica, tra la prima media e la prima superiore, che hanno frequentato una scuola negli Stati Uniti centro-occidentali. Gli studenti hanno compilato questionari sui loro amici a scuola e sul loro atteggiamento nei confronti della "diversità" - di come si sentivano a interagire con compagni di diversi gruppi etnici e razziali.

I ricercatori hanno scoperto che gli studenti che avevano atteggiamenti più positivi sull'interazione con i compagni di altri gruppi etnici e razziali, avevano più probabilità di essere amici di studenti che condividevano gli stessi atteggiamenti.

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Gli studenti con atteggiamenti più positivi avevano meno probabilità di scegliere amici del loro stesso gruppo etnico. Viceversa, quelli più aperti. E le disposizioni e gli atteggiamenti degli studenti sono diventati più simili a quelli dei loro amici nel tempo.

Lo studio ha anche scoperto che gli studenti che hanno espresso convinzioni positive sull'interazione con compagni di altri gruppi etnici e razziali, hanno tratto benefici da questo: erano più ricercati come amici di quelli con atteggiamenti meno positivi verso la diversità e hanno indicato di avere un maggior numero di amici di gruppi diversi dal proprio.

"Molte scuole, come quelle che abbiamo studiato, incoraggiano non solo la consapevolezza della differenza, ma anche l'empatia e la capacità di prendere in considerazione le prospettive altrui" osserva Robert Jagers, ex professore associato di educazione e psicologia all'Università del Michigan e vice presidente entrante per la ricerca presso la Collaborative for Academic, Social, and Emotional Learning (CASEL), coautore dello studio.

"La nostra ricerca evidenzia l'importanza dei pari in questo processo e il loro ruolo nell'aiutare a formare le convinzioni degli studenti sulla diversità".

Poiché lo studio è stato condotto in una scuola etnicamente eterogenea, gli autori avvertono che le loro scoperte potrebbero non essere replicabili in scuole meno ricche dal punto di vista etnico. Inoltre, lo studio non ha chiesto agli studenti dove vivessero o indagato il loro status socioeconomico, fattore che potrebbe avere un ruolo nelle decisioni degli studenti di associarsi a pari che sono simili a loro.

Sono comunque indicazioni e risultati preziosi per gli insegnanti delle nostre scuole e per chi si occupa di progettazione didattica, considerando le trasformazioni in atto nel nostro paese, il cui sistema scolastico ha una popolazione sempre più multiculturale e multirazziale.

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