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L’età più “pericolosa” della fase adolescenziale sembra essere quella dei quattordici anni. Se si conosce qualche adolescente questo potrebbe non rappresentare una sorpresa, ma la più recente ricerca ha confermato che i picchi dei comportamenti più azzardati avvengono in questo preciso momento nella media adolescenza.

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"Abbiamo calcolato che l'età in cui il nostro gruppo di partecipanti alla ricerca ha fatto la maggior parte delle scelte rischiose è di 14,38 anni" scrive la neuroscienziata Sarah-Jayne Blakemore della University of London nel suo nuovo libro: " Inventare noi stessi: la vita segreta del cervello adolescente".

Dall'inizio della pubertà (intorno agli 11 o 12 anni) fino alla tarda adolescenza all’inizio dei venti anni, avvengono una serie di cambiamenti cerebrali e comportamentali.

Le scansioni cerebrali hanno dimostrato che gli adolescenti non sono solo più inclini al disagio e alla vergogna, ma sono anche meno propensi a rispondere alle punizioni e sono più visivamente creativi degli adulti.

Conoscere la neuroscienza che sta alla base dello sviluppo del cervello dovrebbe aiutarci a capire meglio, a essere genitori e insegnanti più competenti, e a saper relazionarci con coloro che stanno per raggiungere l'età adulta.

"Non dovremmo demonizzare questo periodo della vita. Dovremmo capirlo, alimentarlo e celebrarlo" scrive la Blakemore.

Questi di seguito sono alcuni passi del suo libro che approfondiscono il tema del cervello degli adolescenti.


Sono più imbarazzati

Genitori, non è una vostra immaginazione - gli adolescenti sono fisicamente più imbarazzati (spesso proprio da voi).

Uno studio di Harvard del 2013 ha scannerizzato i partecipanti con l’MRI, avvertendoli che un loro pari li stava guardando (in realtà, non c'era nessun pari). Gli adolescenti "osservati" hanno mostrato una maggiore attività nella loro corteccia prefrontale mediale, un'area del cervello associata al "riflettere sul sé" scrive la Blakemore. Perfino la loro pelle ha rivelato il loro tumulto interiore. Gli adolescenti producevano più sudore quando pensavano di essere osservati.


Gli adolescenti non sempre corrono rischi, lo fanno soprattutto quando sono con gli amici

Utilizzando un gioco di guida in simulazione, è stato chiesto a ragazzi di diverse fasce d'età di percorrere una pista il più velocemente possibile senza smettere di rispettare i semafori.

Passare con la luce gialla rappresentava una scelta rischiosa, poiché ci sarebbe stata una maggiore probabilità di causare un incidente e perdere tempo e punti.

Ragazzi di età compresa tra i 13 e i 16 anni avevano quasi il doppio delle probabilità di passare con il giallo quando giocavano di fronte agli amici. È interessante notare che non ci sono stati passaggi con il giallo quando giocavano da soli.

"Significa che gli adolescenti non sempre corrono rischi, contrariamente a quanto afferma un luogo comune su di loro" scrive la Blakemore.


Il comportamento rischioso continua fino ai vent'anni

Un gioco di carte per la valutazione del rischio - in cui un mazzo di carte è considerato un mazzo "rischioso" che permette grandi vincite ma perdite ancora maggiori e l'altro è un mazzo a rischio normale - ha mostrato che gli adolescenti dai 14 ai 21 anni avevano più probabilità di scegliere il mazzo rischioso.

"Questa fascia di età preferiva e persisteva a giocare con il mazzo rischioso, anche se alla fine perdeva denaro". I più piccoli e gli adulti avevano maggiori probabilità di continuare a giocare con il mazzo a rischio normale.


Anche i topi adolescenti sperimentano la pressione dei compagni

Uno studio del 2014 sui roditori ha dimostrato che i topi adolescenti bevono più alcol (sì, a quanto sembra i topi si danno all’alcol) se sono circondati da altri topi adolescenti.

Questo non è vero per i topi adulti, che bevono in egual misura indipendentemente da chi sta con loro.

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La pubertà gioca un brutto scherzo al cervello

Una serie di test di memoria degli anni '80 ha mostrato che esiste un crollo nelle capacità della memoria intorno ai 12 anni. Un follow-up realizzato nel 2000 ha confermato che i bambini di 11 e 12 anni erano il 15% più “lenti” di quelli di 10-11 anni quando veniva chiesto loro di identificare le emozioni in fotografie di volti.

"Non comprendiamo ancora le cause del possibile calo. . . È possibile che i grandi cambiamenti negli ormoni sessuali in questo momento della crescita possano innescare cambiamenti nei circuiti cerebrali" afferma la Blakemore. Ciò supporta l’evidenza del "calo educativo" nella prima adolescenza, tra i 12 e i 14 anni, periodo in cui alcuni studenti tendono a peggiorare a scuola.


Faticano a trascurare le informazioni emotive

Uno studio realizzato presso il National Institutes of Health nel 2007 ha suggerito che gli adolescenti se la cavano peggio degli adulti nell’ignorare segnali emotivi.

Lo studio ha chiesto a due gruppi, uno di età compresa tra 9 e 17 anni, l'altro da 25 a 36 anni, ​​di osservare volti impauriti negli scanner fMRI.

"Rispetto agli adulti, i bambini e gli adolescenti hanno mostrato una maggiore attivazione di due regioni nella corteccia frontale quando è stato chiesto loro di guardare facce impaurite rispetto a quando è stato chiesto loro di guardare facce neutre" scrive la Blakemore.

Questo non è cambiato quando è stato detto loro di focalizzarsi solo sull'aspetto "non emotivo" - il naso (la paura è tipicamente comunicata attraverso gli occhi) come è accaduto negli adulti".

Questo suggerisce che il cervello dell'adolescente sta monitorando gli stimoli emotivi che sorgono nell'ambiente anche quando vengono invitati a concentrarsi su stimoli non emotivi".


Gli adolescenti hanno meno probabilità di imparare dalle punizioni

Nel 2016 la Blakemore ha scoperto che gli adolescenti sono "meno propensi a imparare dalla punizione". Nello studio, ha chiesto a due gruppi - da 12 a 17 e da 18 a 32 - di scegliere simboli che (lo avrebbero appreso via via) erano associati a premi e punizioni.

Mentre entrambi i gruppi erano ugualmente bravi a individuare quelli vincenti, gli adolescenti sono andati molto peggio nel trovare quelli perdenti.

Ciò suggerisce che "un approccio basato sulla ricompensa, piuttosto che su una punizione, potrebbe essere più efficace per favorire un apprendimento adolescenziale" scrive la Blakemore.


Sono più creativi (in diversi modi)

La creatività visiva è spesso più alta nell'adolescenza, hanno dimostrato alcuni studi. Sebbene gli adulti si comportino meglio con il pensiero "verbale divergente" (ad esempio, "indicare il nome di un mattone a seconda dei vari impieghi"), i giovani adolescenti (di età tra i 15 e i 16 anni) hanno avuto risultati migliori sui test "visivi divergenti" (ad esempio, "riconoscono le somiglianze tra disegni diversi ") rispetto agli adolescenti più giovani e agli adulti.

"La creatività si sta ancora sviluppando nell'adolescenza" scrive la Blakemore. "Gli adolescenti sono creativi, i loro cervelli sono plastici e malleabili e apprendono molto velocemente".

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