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Lo stato di indecisione e di conflitto interiore così caratteristico per un ragazzo adolescente, costituisce anche un importante fattore di sviluppo e maturazione.

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In questa condizione di ambivalenza è caratteristico quello stato di incoerenza motivazionale tra il desiderare e allo stesso tempo non desiderare di fare una determinata scelta, o il percepire in modo contraddittorio una qualche idea o esperienza di vita sia in termini sia favorevoli che sfavorevoli. L'ambivalenza può essere percepita come conflittuale e confusiva.

Un ragazzo potrebbe dire, per riassumere la sua condizione: "Per certi versi, io non voglio per niente quello che voglio. Per certi versi mi va bene quello che sta succedendo, ma per altri no. "


La complessità dell'indecisione

L'indecisione può essere una condizione psicologica molto complicata da gestire, perché a uno stesso  individuo richiede di aver a che fare con valutazioni o desideri o punti di vista contrastanti e confusi tra loro.

Le persone che pensano solo in termini di scelta radicale tra opzioni opposte, possono avere una bassa tolleranza per l'ambivalenza. Ad esempio, nel’ambito della rivalità tra individui di generazioni diverse o di differente opinione politica, le persone che si contrappongono in merito a una certa questione, possono vederle le cose solo in termini di "noi abbiamo ragione e loro hanno torto".

È più semplice parteggiare per una posizione piuttosto che considerarle entrambe. Per loro non esiste una via di mezzo, non ha senso che "entrambi i punti di vista abbiano qualcosa da offrire". Richiede fatica considerare con equanimità punti di vista opposti.

Per altri versi, a volte, l'indecisione può essere invalidante: "Non riesco proprio a scegliere!". Ad esempio, desiderando fare chiarezza su una relazione amorosa di lunga data, un tardo adolescente (18-23 anni) si trova spesso in un conflitto interiore “onorevole”.  

Potrebbe dire a se stesso: "La nostra relazione era così semplice quando eravamo innamorati al liceo. Stare insieme era indiscutibilmente ciò che volevamo. Da quando ci siamo laureati, ci amiamo ancora, ma adesso ci conosciamo meglio. Conosciamo il bello e il brutto della nostra relazione, e questo rende più complersso lo stare insieme”.

In questo caso, l’indecisione nutrita di ambivalenza può essere nemica dell’impegnarsi nella relazione.

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L’ambivalenza in adolescenza

Quando un individuo sta crescendo, a volte l'ambivalenza può essere un ostacolo. Ad esempio, nella tarda adolescenza, quando si avvicina il momento di decidere magari di allontanarsi da casa per frequentare un’università lontana o cogliere un'occasione professionale, un giovane può rimanere bloccato nell'ambivalenza di volerlo e non volerlo fare. Si sente confuso, intrappolato tra i desideri contrapposti di mantenere la sicurezza di ciò che è familiare e continuare a vivere a casa, e quello di fare il passo successivo di lasciare la famiglia e trasferirsi per vivere in modo più indipendente.

Nella prima adolescenza, l'ambivalenza giovanile può portare all'invio di messaggi confusi e contraddittori ai genitori su ciò che si desidera. Ad esempio: "Non ho bisogno che tu me lo dica di nuovo!" / "Non ti ricordi mai di me!"; "Mi stai sempre addosso! / "Non ti rivolgi mai a me quando parli!"; "Lasciami solo!" / "Non mi fai mai partecipare!"; "Posso farlo da solo!" / "Non mi aiuti mai!"

I genitori meravigliati si chiedono cosa voglia davvero il ragazzo, e la risposta è che vuole un po’ entrambe le cose, perché crescere richiede la rinuncia a certe forme di dipendenza dell'infanzia e questo può essere sentito come una perdita dolorosa. In questa fase l'esperienza di vita viene percepita come più confusa e contrastante, e infatti lo è.

La crescente ambivalenza fa parte di quello che rende l'adolescenza un passaggio tanto complicato da gestire. "È come se tutto diventasse una forma di scambio quanto più invecchio! Per avere maggiore indipendenza, devo assumermi maggiori responsabilità! Era tanto più semplice essere un bambino!".

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Ambivalenza tra adolescenti e genitori

In generale, c'è più ambivalenza tra un adolescente e un genitore che tra un bambino e genitore. Ora le pulsioni adolescenziali del distacco per l'indipendenza (libertà di azione) e della differenziazione per affermare l'individualità (libertà di espressione) stanno mettendo sempre più a dura prova la vecchia relazione tra i ragazzi e i genitori.

All’interno di questo processo, genitori e adolescenti non vanno sempre d'accordo come hanno fatto durante l'infanzia. Ad esempio, possono trovarsi più frequentemente in opposizione e in contrasto di quanto non fossero in passato.

Laddove la relazione genitore / bambino era più idealizzata, quella tra genitore / adolescente diventa più contrastata. Condivisione e compatibilità reciproche possono diventare più difficili da trovare. Quindi, se genitore e adolescente riescono a sviluppare più tolleranza verso l'ambivalenza, il loro rapporto ne giova. 

Può essere d’aiuto per i genitori superare le crescenti differenze coltivando e manifestando interesse nei confronti dei figli, chiedendo loro, ad esempio, di aiutarli a capire cosa stia cambiando in loro, cercando di frenare la poca tolleranza che può sorgere dai nuovi contrasti.


Ambivalenza e crescita adolescente

Per quanto riguarda il giovane, la crescente ambivalenza, che è parte della crescita adolescenziale, può avere conseguenze che possono preoccuparlo in molti modi.

L'ambivalenza può offuscare la sua visione della vita, può causare indecisione, può richiedere un impegnativo sforzo di pensiero per soppesare possibilità contrapposte, può essere fonte di confusione e difficoltà di comprensione, può essere scoraggiante, creare senso di imperfezione e provocare ansia.

L’ambivalenza negli adolescenti nasce dalla difficoltà di lasciare “il vecchio ordine”, è il risultato del trovare contrastante l'esperienza di vita sempre più indipendente che hanno di fronte. Con le cose positive arrivano i rischi, con i benefici che arrivano i costi, con i guadagni arrivano le perdite, con le certezze giungono le incertezze, con le scelte autonome arrivano le loro conseguenze, con i vantaggi arrivano gli svantaggi e con le buone opportunità quelle pessime. 

L'ambivalenza adolescenziale non deve essere scoraggiata o bloccata; deve essere accettata e utilizzata. Permette a un giovane di considerare la complessità della vita, potrà usare questa consapevolezza per le decisioni più adulte che progressivamente dovrà sempre più prendere.

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