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La solidità  e la positività delle relazioni sentimentali della vita adulta si fondano sulle esperienze fatte in adolescenza? Sembra di sì, e non sui rapporti “romantici” avuti da ragazzi ma sulle grandi amicizie vissute.

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È quello che sostiene uno studio durato quasi vent’anni e realizzato dall’Università della Virginia, secondo il quale gli adolescenti che hanno avuto rapporti sani rapporti di amicizia possono aspettarsi di avere soddisfacenti relazioni affettive da adulti.

Joseph Allen, professore di psicologia che ha guidato la ricerca, ha affermato che l’intento suo e del suo team era di capire cosa durante l’adolescenza possa predire se un ragazzo avrà una vita sentimentale positiva e ricca verso la fine dei vent’anni, quando le relazioni affettive iniziano a stabilizzarsi.

Dai risultati si evince che fattori come l'attrazione fisica o la quantità di esperienze sentimentali o sessuali da adolescenti, non predice la realizzazione sentimentale futura.

La qualità delle relazioni tra pari dello stesso sesso, invece, specialmente quelle con i migliori amici, è un indicatore di future buone relazioni nell'età adulta.

Allen ha affermato che la ragione di questo risiede nel fatto che le relazioni romantiche adolescenziali non sono molto simili a quelle degli adulti.

"Sono in genere molto instabili" ha spiegato. "Non sono necessariamente basate su interessi comuni o affinità a lungo termine. Questo significa che quelle prime relazioni non sono le esperienze migliori per acquisire le competenze di cui un ragazzo avrà bisogno per essere un partner responsabile".

Viceversa, Allen sostiene che le amicizie stabili, in particolare le amicizie tra persone dello stesso sesso, sono un ottimo terreno di prova per i giovani per sviluppare confidenza e intimità, e per sapere gestire e “negoziare” le differenze. "Queste sono tutte abilità chiave per gestire relazioni sentimentali in età adulta".

Nei risultati dello studio non si è evidenziata differenza in base al sesso, tra maschi e femmine. "Abbiamo scoperto che le amicizie erano altrettanto importanti per i maschi quanto lo erano per le ragazze" spiega Allen. La ricerca, inoltre, non si è concentrata sull'orientamento sessuale di un ragazzo.

I ricercatori della UVA e della James Madison University hanno intervistato e osservato 165 adolescenti e giovani adulti di età compresa tra i 13 e i 30, diversi per etnia e appartenenza socioeconomica.

Hanno valutato le indicazioni degli adolescenti sulla qualità delle loro relazioni sociali e affettive, nonché sulle relazioni con gli amici più intimi degli adolescenti.

Ogni anno, quando i giovani erano alla fine dei vent’anni, i ricercatori hanno anche intervistato i partecipanti su quanto fossero soddisfatti della loro vita affettiva.

Lo studio ha rilevato che i progressi nelle sfide chiave dello sviluppo sociale in adolescenza hanno predetto la futura “competenza” sentimentale tra i 27 e i 30 anni, anche se tali sfide erano in aree non-sentimentali.

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Per esempio:

  • All'età di 13 anni, le capacità degli adolescenti di stabilire aspettative positive nei rapporti con i loro coetanei e di essere appropriatamente assertivi con i compagni sono risultati i migliori predittori della futura soddisfazione sentimentale.

  • All'età di 15 e 16 anni, la competenza sociale - la capacità dei ragazzi di stabilire amicizie strette e di gestire un'ampia gamma di relazioni con i pari – è stato il migliore fattore predittivo.

  • Dai 16 ai 18 anni, la capacità dei ragazzi di stabilire e mantenere amicizie strette e stabili è stata la migliore chiave per predire la soddisfazione sentimentale.

Allen ha spiegato che i genitori tendono a minimizzare o vedere banalmente la quantità di energia e di pensiero che i ragazzi mettono nelle loro relazioni con gli amici.

Ma, ha aggiunto, questa è una fase critica e i genitori dovrebbero prenderla sul serio.

"Questo è il terreno di allenamento per le relazioni tra adulti, non solo per le relazioni sentimentali, che sono al centro di questo studio, ma anche per i rapporti di lavoro e le amicizie da grandi " ha affermato lo studioso.

Che cosa suggeriscono allora le relazioni povere tra pari nell'adolescenza, in riferimento all'età adulta?

Allen ha affermato che molti adolescenti, i quali hanno riferito di amicizie povere e superficiali da adolescenti, hanno una maggiore possibilità di essere soli nel corso dei loro vent’anni.

Questi ragazzi hanno gestito i conflitti, anche il più piccolo, in modo mediocre, spiega il professore. Nell'osservare questi adolescenti, Allen ha detto che era solito riscontrare comportamenti sgarbati, difensivi e quasi prepotenti.

Nell'età adulta "hanno maggiori probabilità di essere depressi. Ovviamente hanno relazioni affettive meno positive. Hanno meno probabilità di essere all'interno di una relazione sentimentale e, quando lo sono, sono più propensi ad avere rapporti conflittuali elevati".

Allen ha sottolineato che lo studio, pubblicato sulla rivista Child Development, non indica necessariamente che ragazzi senza grandi amicizie siano per forza destinati a una vita sentimentale insoddisfacente. Le persone possono cambiare, nel corso della vita.

Tuttavia, aggiunge: "È un segnale di avvertimento importante. Sappiamo che essere socialmente isolati da adulti è un fattore di rischio tanto grande per morire presto quanto il fumo di sigaretta. Quindi, occorre prenderlo molto sul serio e cercare il modo di essere d’aiuto al proprio ragazzo adolescente".

Allen ha anche notato che la qualità della relazione tra genitori e adolescenti tende a far prevedere come i ragazzi si relazioneranno con i loro coetanei.

"Occorre osservare attentamente il proprio rapporto i figli e, se non è poi tanto ricco, bisogna pensare a come si potrebbe migliorarlo".

Ascoltare attentamente, essere incoraggianti, gestire bene le discussioni e trascorrere del tempo di qualità con gli adolescenti, tutti questi fattori portano a conseguenze positive nello sviluppo di un giovane.