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Come può una stagione diventare "intenzionalmente" educativa? Spesso il cinema ha raccontato l'adolescenza usando l'estate come cornice nella quale raccontare una stagione della nostra vita che, attraverso quella climatica, bene si rappresenta.

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L'estate anche nei romanzi di formazione è l'epoca delle iniziazioni e dei riti di passaggio all'età adulta. Da questa stagione non si esce uguali a come si è entrati, per affrontare il prossimo inverno. Questo passaggio stagionale che nell'età adulta diventa routine, nell'età giovanile è assoluto "presente".

Nei film in cui si racconta l'estate e l'adolescenza difficilmente si vedono adulti, sono figure di contorno, accompagnatori alle feste e controllori delle ritirate notturne.

Non cito film e romanzi volutamente, per lasciare a chi legge la possibilità di essere colto dai propri ricordi di letture e visioni: ognuno ha vissuto la propria "giovane estate".

Non ci sono presenze di adulti nell'iniziazione degli adolescenti. Trasformare l'assenza dell'adulto in intenzionalità educativa è un obiettivo del progetto di programmazione estiva della comunità Terzo Spazio.

La sperimentazione di sè sotto certi aspetti deve essere libera per essere "trasformativa".

La gioventù non ha bisogno di essere giustificata, né di darsi una ragione, uno scopo e un senso - o un non senso - che non siano quelli della vita stessa" scrive Riccardo Paradisi nel suo saggio filosofico "Un'estate invincibile", in cui analizza questa stagione come metafora della gioventù. L'estate è il setting perfetto per potersi sperimentare per un giovane, libero dal contenitore degli obblighi "invernali" dello studio .

Come può un ragazzo, costretto in comunità, trovare questo spazio di sperimentazione?

Durante l'estate l'educatore deve fare necessariamente un passo indietro, progettare ma sottrarre la sua presenza fisica e controllante. Entrano in scena i volontari e i ragazzi escono dalla comunità per raggiungere centri e campi estivi.

Quest'anno abbiamo inserito in comunità nel periodo estivo Giorgio, Jacopo, Nicolò, Lola, Siro e Gabriele. Presenze non sconosciute agli ospiti, ma che avevano già fatto un percorso con noi durante l'anno.

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Jacopo e Nicolò sono due giovani filmaker che nel mese di Giugno e Luglio hanno dato vita a un laboratorio che si è svolto in comunità due volte a settimana per due ore e mezza. Scopo del vedersi è stata la realizzazione di un cortometraggio, parcellizzato in tutte le sue fasi, dal lavoro di scrittura a quello di realizzazione.

Al corso i due registi poi hanno invitato diversi specialisti che hanno fatto incontri monografici su argomenti tematici, come la scrittura di un soggetto cinematografico o la realizzazione degli effetti speciali. Il corso in una prima fase aperto solo ai ragazzi della comunità poi si è esteso ai ragazzi/e del "Borgo di Figino", realtà di housing sociale in cui la comunità è inserita.

Lola è un'artista che una mattina a settimana ha coinvolto i ragazzi trasformando la comunità in un atelier d'arte.

Gabriele è un educatore che ha coinvolto due giornate a settimana nel mese di Giugno e Luglio alcuni ragazzi in lavori di manutenzione della comunità.

Siro è un pensionato del quartiere che ha accompagnato i ragazzi in bicicletta alla conoscenza del territorio intorno alla comunità (parco di Trenno, Bosco in città, Parco delle cave) valorizzando il senso di appartenenza e di conoscenza del luogo.

Giorgio è un educatore della comunità che nel periodo estivo ha impegnato due ore a settimana, per lavorare insieme ai ragazzi nella ciclofficina, per sistemare le biciclette che poi venivano usate con Siro.

Un'altro elemento importante della progettazione dell'estate in comunità è l'intenzionale scomposizione della routine. La rottura dei contenitori di tempo e regole da parte dell'educatore permette sia a lui che ai ragazzi la possibilità di sperimentarsi destrutturandosi.

La sveglia alle 08.30, la colazione alle 09.00, un'ora dalle 09.00 alle 10.00 di tempo non strutturato.

All'inizio della sperimentazione estiva avevamo anche inserito un'ora ogni giorno di "spazio compiti", che dopo alcune equipe di confronto abbiamo deciso di eliminare strutturando per chi ne avesse bisogno uno spazio compiti personalizzato con volontari.

Punto essenziale per qualsiasi progettazione è la continua messa in discussione della progettazione stessa in equipe, misurando risultati e obiettivi raggiunti in modo tale da correggere il tiro in corso d'opera.

Viene naturale l'inserimento in equipe, in alcuni momenti dedicati, dei volontari per misurare la "temperatura" dei laboratori e favorire il confronto. Alle 10.00 l'ingresso dei professionisti che conducono le attività, gli educatori ai margini dei laboratori, lasciano la posizione di controllo e vivono l'esperienza assieme ai ragazzi. Alle 12.00 la fine dei laboratori. I volontari assieme ai ragazzi preparano il pasto rompendo i confini della comunità.

Comunità come organismo che accoglie, trasforma e si trasforma.

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L'estate in comunità, ma soprattutto fuori dalla comunità. Dopo il pranzo i ragazzi hanno un paio d'ore in cui occuparsi della cura di sé e degli spazi intorno a loro con l'accompagnamento degli educatori. Al pomeriggio i ragazzi possono muoversi nel borgo di Figino (housing sociale), quartiere che offre la possibilità di sperimentarsi in una società in miniatura.

I ragazzi che hanno un progetto educativo avanzato possono invece concordare una progettualità estiva individualizzata che terrà conto delle esigenze e delle risorse personali di ognuno.

Non entrerò nel merito dei progetti singoli, tale progettazione parte dalla persona stessa, dalle aree di interesse che durante il colloquio con il proprio educatore di riferimento verranno individuate. Possono spaziare, per fare degli esempi, dall'uscita giornaliera alla frequentazione di un centro estivo, dall'uscita con i propri famigliari, alla settimana in un campo di volontariato / didattico / ludico fuori dalla comunità. Anche questo scelto sulla base degli interessi della persona e sui bisogni educativi. Importante nell'organizzazione estiva, quando possibile, il coinvolgimento della famiglia di appartenenza del ragazzo.

La stagione estiva è una buona opportunità per la comunità per fare un percorso che scompagini l'ordine dell'inverno. Uscire dalla zona "Comfort Comunità" e stare nel territorio circostante esponendosi, creare le condizioni perché possano accadere cose, attendere che il "fatto educativo" (la lamentela di un vicino, il litigio tra un ragazzo della comunità e un ragazzo abitante del borgo, un amore) avvenga ed essere pronti per lavorarci.

Cercare sul territorio situazioni adatte ad uscire anche nelle ore "tabù" per la comunità, ma così importanti nell'estate di un ragazzo, sto parlando della "sera". L'educatore non deve temere di esplorare quelle ore insieme ai ragazzi. Feste oratoriali con tornei sportivi, festival di arti di strada, feste di quartiere, concerti e cinema all'aperto, il semplice gelato con passeggiata possono diventare nuovi spazi educativi ricchi di stimoli e risorse.

Nel fine settimana, il sabato pomeriggio, i ragazzi assieme agli educatori si recano al Canile di Cornaredo, che per il secondo anno ci ospita. Nel canile svolgiamo un'attività di gruppo in cui le dinamiche educative vengono ribaltate: dopo tutta una settimana in cui dei volontari sono venuti in comunità ad offrire il loro tempo agli ospiti, ora sono gli ospiti ad uscire, nel weekend, e ad offrire il loro tempo.

Attività di cura e pulizia del canile vengono alternati a tempi e spazi in cui i ragazzi accompagnano i cani a fare una passeggiata nella campagna circostante. Prendersi cura dell'altro, accogliere il bisogno di cura e affettività dei cani, instaurare un rapporto di fiducia con l'animale sono tutti temi che toccano al cuore problematiche comuni ai nostri ospiti. Tornare tutti i sabati permette inoltre di vedere come attraverso la continuità il rapporto si possa trasformare.

Momento cardine della programmazione estiva è la riunione con i ragazzi in cui si approfondiscono i temi che la settimana ha offerto e si ascoltano le loro proposte e idee.

Nel mese di Agosto la comunità esce dalle mura domestiche e va in trasferta. Nella programmazione delle vacanze è importante che rimanga forte l'intenzionalità educativa ben calibrando i tipi di soggiorni che si sceglieranno di fare sulla base dell'utenza e degli accompagnatori.

Durante le vacanze le comunità tendono a ricercare posti isolati, che limitino rischi quali fughe, amori, discoteca, sbronze. Ci siamo orientati verso la ricerca di posti protetti che permettano ai nostri ragazzi di vivere nuove relazioni e sperimentare nuove attività.

Quest'anno la comunità Terzo Spazio inizierà la sua estate in montagna, in un ostello gestito da Lega Ambiente. La proseguirà in un "Summer Camp" dove saranno presenti comunità e realtà giovanili da tutta Europa e si lavorerà sui temi legati ai diritti dei bambini con attività e laboratori specifici. Infine, concluderemo le nostre vacanze in bungalow all'interno di un camping immerso nel verde a 10 km dal mare, con piscine e pareti di arrampicata interne.

Non c'è intenzionalità educativa che non preveda esposizione e rischio, l'importante è che ci sia progettualità.

Arrivederci a Settembre con i racconti dell'estate appena trascorsa.

L'autore.
Educatore, Pedagogista, Formatore. Viceresponsabile della Comunità Terzo Spazio di Arimo Cooperativa Sociale. Consulente Pedagogico e progettista di interventi educativi personalizzati per privati.

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Le pubblicazioni su Ubiminor riprenderanno il 2 settembre.
A tutti i lettori, auguriamo buone vacanze!

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