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La scienza suggerisce che vagare liberamente con la mente verso pensieri più piacevoli e giocosi può migliorare il nostro umore e stimolare la creatività. Questo per molti è favorito dall’ambiente esterno, ad esempio dall’essere immersi nella natura o comunque in un ambiente privo delle preoccupazioni quotidiane.

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Esiste tuttavia una ricerca contraria, la quale sottolinea come il vagabondaggio mentale potrebbe rendere meno produttivi o depressi. Un dato che sembra contraddire l’esperienza di tutti e che richiede di definire cosa si intenda per vagabondaggio mentale.

Non tutte le ricerche hanno differenziato infatti tra “ruminazione depressiva” (come riprodurre nella nostra mente un disaccordo in corso con una persona cara) e piacevoli sogni ad occhi aperti (lasciare che le nostre menti immaginino liberamente).

Un filone di ricerca più recente sta dipingendo un'immagine più sfumata di quello che ci accade quando lasciamo vagare la nostra mente. Sebbene la ricerca sia giovane e in crescita, suggerisce che sognare ad occhi aperti potrebbe effettivamente rendere più felici e più creativi, se lo si fa nel modo giusto.

Sognare ad occhi aperti può essere un bene per la creatività

Il vagabondaggio mentale è stato associato per secoli alla creatività. Ma questo legame con la creatività può dipendere dal tipo di vagabondaggio mentale che si fa.

In uno studio i ricercatori hanno utilizzato la tecnologia dell'elettroencefalogramma per vedere cosa succede nel nostro cervello quando siamo impegnati in diversi tipi di vagabondaggio mentale. Per fare questo, hanno chiesto alle persone di svolgere un compito banale e ripetitivo e le hanno interrotte di tanto in tanto per vedere a cosa stavano pensando, monitorando continuamente la loro attività cerebrale.

Alcuni partecipanti hanno riferito pensieri "obbligati", che riguardano cose come rimuginare su una lite o pensare a come gestire un problema di lavoro. Sebbene questi pensieri non fossero collegati al compito da svolgere, erano comunque in qualche modo al centro dell’attenzione. Altri hanno riferito pensieri che si "muovevano liberamente" - nel senso che saltavano da una cosa all'altra - forse sognando ad occhi aperti una futura vacanza in un luogo piacevole, poi chiedendosi se avessero bisogno di un nuovo costume da bagno, quindi fantasticando su una vecchia fiamma, e così via.

Quando i ricercatori hanno abbinato i pensieri delle persone alla loro attività cerebrale simultanea, hanno trovato percorsi caratteristici per diversi tipi di vagabondaggio mentale. In particolare, i pensieri che si muovono liberamente sono stati associati a un aumento delle onde alfa nella corteccia frontale del cervello, una scoperta straordinaria e nuova, afferma gli studiosi.

"Ciò che colpisce davvero nel trovare questo marcatore neurale è che è stato implicato durante gli studi sulla creatività" affermano. "Quando si introduce l'oscillazione alfa nella corteccia frontale, le persone si comportano meglio nei compiti creativi".

Questo tipo di attività cerebrale si adatta bene a un aspetto particolare della creatività: il pensiero divergente o il pensiero "fuori dagli schemi". Quando si generano idee, si vuole essere in grado di andare in molte direzioni e non essere vincolati, cosa che il pensiero in movimento libero consente di fare.

È stato anche dimostrato che il vagabondaggio della mente migliora il pensiero convergente: cosa succede dopo che si sono scambiate idee e si deve scegliere quelle migliori. Quindi, è probabile che il vagabondaggio della mente abbia uno scopo creativo.

"Se un problema si è accumulato nella propria mente e si ha bisogno di trovare una soluzione, lasciarlo andare in secondo piano per un po' probabilmente aiuta. Il vagabondaggio facilita il tipo di soluzione che viene in mente, come una specie di illuminazione".

Questo rispecchia i risultati di uno studio del 2015 dell’Università Santa Barbara. Si era osservato come il vagabondaggio influisca sulle prestazioni delle persone in un test di creatività in cui devono trovare una nuova parola (ad esempio "cibo") che si adatti a tre parole apparentemente non correlate (ad esempio "pesce, veloce e piccante"). Si è scoperto che le persone che vagavano con la mente si comportavano meglio in questo compito, la risposta arrivava loro in un lampo piuttosto che testando metodicamente diverse soluzioni.

In uno studio più recente, sono stati esaminati i contenuti dei pensieri delle persone per vedere come si collegassero alla creatività quotidiana (al di fuori di un ambiente di laboratorio). I partecipanti, inclusi alcuni scrittori creativi, sono stati invitati tramite telefoni cellulari per tutta la giornata a riferire sulla natura dei loro pensieri e, alla fine della giornata, su quanto fossero stati creativi. I risultati hanno mostrato che la mente delle persone spesso vagava pensando a cose abbastanza banali, come pianificare un viaggio per shopping, e che questi pensieri non avevano alcun effetto sulla creatività.

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Ma quando la mente vagava in modi più fantastici (riproducendo fantasie non plausibili o scenari bizzarri e divertenti, per esempio) o in modi che sembravano particolarmente significativi, le persone tendevano ad avere idee più creative e a sentirsi più ispirate alla fine della giornata. È interessante notare che questo era vero sia per gli scrittori che per le persone comuni.

Ciò suggerisce che il legame tra il vagabondaggio della mente e la creatività è più complicato di quanto si pensasse in precedenza. Sembra dipendere da quanto liberamente si muovono i pensieri, dal loro contenuto e dalla propria capacità di togliersi dalle preoccupazioni quotidiane.

Il vagabondaggio della mente può aiutare a migliorare l’umore

Ricerche precedenti suggeriscono che una mente errante è una mente infelice: si tende ad essere meno felici quando non si è concentrati su ciò che si sta facendo. E questo è probabilmente vero, se si tende a ripensare agli errori del passato o a riconsiderare problemi, o se il vagare con la mente impedisce di raggiungere i propri obiettivi.

Ancora una volta, il contenuto dei pensieri vaganti fa una grande differenza. Anche il modo in cui si usa il vagabondaggio mentale può essere importante.

In alcuni casi, le persone vagano intenzionalmente con la mente. Questo è qualcosa che è stato per lo più inesplorato nella ricerca, ma probabilmente ha effetti distinti. Come ha scoperto uno studio del 2017, le persone che usano il sogno ad occhi aperti per l'autoriflessione in genere hanno pensieri più piacevoli rispetto alle persone che semplicemente rimuginano su esperienze spiacevoli.

Ci sono anche prove che il vagabondaggio mentale può essere più un antidoto alla depressione che una causa. Le persone depresse possono rivivere gli eventi del loro passato per capire meglio cosa è successo a causare il loro umore oscuro ed evitare problemi futuri. Inoltre, quando i ricercatori hanno studiato se uno stato d'animo negativo ha preceduto o seguito un episodio di vagabondaggio mentale, hanno scoperto che gli stati d'animo non positivi hanno portato a un maggiore vagabondaggio mentale ma non viceversa, suggerendo che il vagabondaggio mentale può aiutare le persone a sentirsi meglio.

Ora, i risultati di uno studio del 2021 suggeriscono che il vagabondaggio mentale che si muove più liberamente può effettivamente migliorare il proprio umore.

In questo studio, i partecipanti sono stati invitati in modo casuale tramite telefono cellulare per tre giorni a riferire come si sentivano (positivi o negativi) e quanto i loro pensieri si muovevano liberamente e si riferivano a ciò che stavano facendo (o meno).

Dopo aver analizzato i dati, i ricercatori hanno scoperto che quando i pensieri delle persone erano sganciati da un’attività che dovevano portare a termine, in genere queste si sentivano più negative, in modo simile a quanto mostrato dai risultati precedenti. Ma se i loro pensieri erano liberi, avevano l'effetto opposto, aiutando le persone a sentirsi più felici.

Possiamo migliorare il vagabondaggio mentale?

Sebbene la ricerca su questo sia ancora giovane, indica che potrebbe esserci un modo giusto e uno sbagliato di vagare con la mente. Vagare con la mente quando si ha bisogno di concentrarsi su un compito potrebbe essere problematico e portare a conseguenze negative. Però, se si lascia vagare la mente quando si svolgono compiti banali che non richiedono concentrazione, può aiutare a sentirsi meglio o a trovare idee creative.

Sebbene molte persone abbiano una modalità predefinita che porta la loro mente in luoghi oscuri quando non sono impegnate, ciò non significa che debbano rimanere bloccate lì. Ci si può distogliere dai pensieri difficili, acquisendo tecniche di concentrazione che lo consentono, reindirizzando il proprio vagabondaggio mentale.

"La mia speranza è che le persone esplorino un po' di più i limiti del vagare con la mente e cerchino di vagare con la mente in un modo più grande, più fantastico, più significativo personalmente e più lontano nel futuro" affermano i ricercatori.

"Se le persone si permettessero davvero di usare questo strumento per gioco, potrebbero essere in grado di concentrarsi su soluzioni creative a grandi problemi".

Indicazioni preziose da trasferire ai giovani, che spesso usano positivamente le loro capacità di fantasticare e immaginare, ma spesso si concentrano sul negativo e sprecano in questo modo la possibilità di alimentare positivamente il loro potenziale creativo. Riproducendo qualcosa che li ha feriti, piuttosto che liberandosene.

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