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Nel corso dell'adolescenza la vita non diventa mai meno impegnativa, ma sempre e solo di più complicata. Crescere significa imparare a gestire una maggiore complessità. Quando un giovane entra nella fase finale dell'adolescenza, quella in cui deve mettersi alla prova come persona autonoma, intorno ai vent’anni, ha molte sfide da affrontare al presente e per il futuro, sfide che si scambiano la priorità della maggiore urgenza.

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È necessario un grande sforzo per stare al passo con gli impegni e per andare avanti. Tanto dipende ora solo dall’adolescente stesso e lui ne è cosciente.

Lo sviluppo e l’avvicinarsi dell’adultità richiedono un grande investimento di energia.

Saper gestire l’energia

La quantità di energia personale su cui si può contare è importante. Questa si riferisce alla capacità subito attivabile di pensare e di agire. L’energia è un bene limitato, occorre saperla gestire. Dopo essere stata spesa, momentaneamente sembra esaurirsi o mancare per un tempo anche lungo. La fatica è la sensazione che al presente manchi l’energia necessaria. Accade quando un ragazzo dice di essere esausto e di non farcela più, di aver bisogno di una pausa.

La gestione dell'energia richiede giudizio su come e quando spenderla, e quando sono necessari riposo e un recupero regolare per ripristinarla.

L'energia è una risorsa vitale fondamentale, la capacità prontamente disponibile di ogni persona per le operazioni quotidiane. È facile dare per scontato di averla, comportarsi come se fosse in quantità infinita, sempre disponibile e senza esaurirsi mai.

Tuttavia, non è così. In qualsiasi momento, l'energia personale è limitata. Non alimentarla o spenderla eccessivamente porta a far sì che il proprio “funzionamento umano” ne risenta e si faccia avanti lo stress.

Il fattore stress

Esaurita l'energia disponibile, una persona può comunque far fronte a una richiesta eccessiva facendo affidamento su una reazione di emergenza: lo stress.

Lo stress ha valore per la sopravvivenza. Consente alla persona di forzare il proprio sistema a produrre una scorta di energia di emergenza per ignorare la fatica o far fronte a una crisi, come accade allo studente procrastinante che dipende dalla motivazione della scadenza dell'ultimo minuto per portare a termine un compito.

Quando un ragazzo, ad esempio, resta sveglio tutta la notte per finire i compiti. Per questo però paga un prezzo fisico ed emotivo e, al mattino, si sentirà a pezzi.

Non importa quanto benefico al momento, lo stress esaurisce sempre il sistema umano. Valeva la pena arrivare a un tale punto di crisi? Valeva la pena sfinirsi? In una situazione pericolosa per la vita, la risposta potrebbe essere un "sì" senza riserve. Tuttavia, come strategia per il funzionamento quotidiano, la risposta data dagli psicologi è solitamente "no".

Un continuo strafare può essere la condizione in cui lo stress inizia a diventare stile di vita.

Segni di stress come stile di vita

Dipendendo dallo stress per far fronte a una richiesta incessante, il giovane scopre che i costi personali di uno sforzo eccessivo possono essere pagati in modi evidenti.

Stanchezza: quando il giovane si sente esausto. Pressione: quando avverte una grande tensione da sostenere. Dolore: quando il giovane si sente facilmente ferito o turbato. Burnout: quando ha un atteggiamento più negativo nei confronti dell’esistenza. Rottura: quando vive e agisce sempre meno bene.

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Sebbene spesso si verifichino in sequenza, queste risposte allo stress possono essere cumulative in modo tale che quando si arriva alla rottura, un po' di affaticamento, pressione, dolore e burnout potrebbero essere già in atto.

Per capirlo, si può prendere in considerazione un giovane ambizioso e appena assunto nel suo lavoro a un livello base, le lunghe ore e il duro lavoro richiedono un costo personalmente costoso per tenere il passo con le richieste.

Tenere a bada le richieste della vita

Come scopre l'adolescente più grande, la vita indipendente è un luogo impegnativo in cui vivere, perché c'è sempre molto che è necessario e anche desiderabile da fare.

Come moderare lo stress dovuto alle richieste eccessive in corso da parte della nuova condizione di vita? Per esercitare il necessario autocontrollo, occorre stabilire obiettivi, avere standard di comportamento e limiti sostenibili.

Gli obiettivi hanno a che fare con l'ambizione: quanto in alto si vuole arrivare? Gli standard hanno a che fare con l'eccellenza: quanto si vuole arrivare a primeggiare di fronte agli altri? I limiti hanno a che fare con la tolleranza: quanto ci si può impegnarsi di volta in volta?

Un giovane incline allo stress potrebbe essere uno che si sforza di essere il migliore, mira alla perfezione e non può dire "no" alle richieste o alle opportunità. Sempre più spesso, per moderare le richieste, questo tipo di giovane a volte ha bisogno di saper scendere a compromessi, di decidere che in molti casi alcuni (non tutti) quello che riesce a fare dovrà semplicemente bastare.

Sapersi gestire

Per motivi di salute, esiste una distinzione che a volte può essere utile fare all'inizio della vita indipendente, tra l'attrattiva del cambiamento e la necessità di recupero e regolarità di vita.

Il cambiamento richiede attenzione perché offre ciò che è nuovo e diverso e di più e migliore. Il cambiamento è apprezzato perché rinvigorisce, migliora e stimola la vita umana. Per questo motivo, le richieste di cambiamento attraggono tanto. Fanno vivere in una condizione di eccitazione e spingono in avanti.

Le richieste di equilibrio e sostentamento sono meno affascinanti, perché tutto ciò che fanno è alimentare il funzionamento quotidiano, riguardano ciò che è ordinario, previsto, ripetitivo e di routine. Per questo motivo, le richieste di recupero possono essere facilmente scartate e ignorate. Sono tuttavia il modo in cui si passa da un giorno all'altro avendo cura delle proprie necessità psicofisiche di base, in modo da non esaurirsi.

Si può così capire come un giovane possa essere tentato di sacrificare le necessità di studio per un esame o di pagare l'affitto alla voglia di partecipare a una festa o di acquistare un nuovo vestito. Alla fine dell'adolescenza, a volte può essere facile perseguire il cambiamento a scapito della gestione dell’esistente, dovendo in seguito dover sostenere il costo stressante di questa fondamentale negligenza di sé.

Cosa possono suggerire i genitori per aiutare il loro ragazzo adolescente in difficoltà di fronte allo stress di una maggiore indipendenza, affinché lo mantenga entro limiti tollerabili?

Ad esempio, di trattare lo stress occasionale come se fosse previsto. Possono osservare con attenzione i segni di stress in corso nel loro ragazzo, consigliandogli di considerare gli impegni regolari di ogni giorno come una priorità.

E poi, di non perseguire cambiamenti allettanti a scapito della salvaguardia del quotidiano. Di stabilire obiettivi, standard e limiti per evitare una costante domanda eccessiva. Di cercare di non fare ricorso allo stress per svolgere le attività quotidiane come un'abitudine regolare.

A un giovane alla fine dell’adolescenza, le sfide dell’indipendenza creeranno maggiori possibilità di stress. Tuttavia, se viene incoraggiato a procedere consapevolmente, può ridimensionare e tenere sotto controllo questo fattore.