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Negli ultimi tempi la rabbia e l’aggressività sembrano essere cresciute in modo allarmante, stando a quanto si legge dalle notizie di cronaca, scontri, abusi verbali e fisici rivolti a insegnanti, operatori sanitari, figure pubbliche, personaggi politici e così via.

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La rabbia e l’aggressività si manifestano anche sui social e spesso sono i ragazzi a esserne protagonisti e vittime. Numerosi anche gli episodi che vedono protagonisti gli adolescenti che sfogano la loro rabbia con gesti violenti, risse, aggressioni e così via.

Esiste poi una manipolazione della rabbia sociale che viene a volte fomentata da figure pubbliche, politici, media, per i loro fini, aumentando la polarizzazione e rendendo più facile per le persone cadere preda della disinformazione, con effetti disastrosi.

Psicologi ed esperti dei fenomeni sociali spiegano che già prima dell’epidemia c’erano molte cose per cui arrabbiarsi e che le norme restrittive dei comportamenti e le difficoltà economiche hanno fatto da incubatori della rabbia.

L'incertezza causata dall'epidemia ha aumentato la frustrazione, molte persone hanno perso il lavoro, lo studio è stato per tanti ragazzi irregolare, in generale è aumentato l’attrito nell’esistenza di tutti, fattore che porta all’aumento della rabbia.

Su ogni questione sociale o politica, lo si vede ogni giorno accendendo la televisione o accedendo ai social, esiste una forte polarizzazione di opinioni. Lo stesso modo di fare informazione, in molti casi, crea animosità e mancanza di fiducia nei leader politici, nelle loro capacità di guida e di comprensione dei problemi.

La psicologia spiega che l’essere umano è in un certo senso programmato per la rabbia.

La rabbia è la componente emotiva della risposta di lotta o di fuga e ha molte funzionalità. Dà energia quando si devono affrontare ostacoli e si deve perseverare. È un rilevatore di importanza. Se una persona inizia a sentirsi arrabbiata, il suo sistema sta dicendo che sta succedendo qualcosa che è rilevante per lei e per le sue esigenze.

La rabbia ha valore comunicativo in tutti i tipi di interazione. Alcune persone non arrivano a dire che sono infastidite da qualcosa o che c'è qualcosa che non va, in una relazione o in una situazione lavorativa, finché non si arrabbiano e non lo esprimono.

Ha anche un valore di potenziamento. La gran parte dei movimenti sociali, ad esempio, sono nati a causa della rabbia, che aiuta le persone a farsi carico dell'ingiustizia o della vittimizzazione.

Queste sono le funzioni positive e adattive della rabbia. Sfortunatamente, sottolineano gli esperti, ha molte altre funzioni. La rabbia restringe la nostra attenzione in un modo che ci impedisce di elaborare altre informazioni che la attenuerebbero. A causa della rabbia, abbiamo problemi a vedere una situazione in un modo diverso o a vedere che non è proprio come pensiamo che sia. Inoltre la rabbia ha una funzione di distanziamento sociale. È una difesa dell'ego, che agisce come una sorta di armatura, allontanando le persone e tenendole a distanza in modo che le loro vulnerabilità siano protette.

La rabbia, sottolineano gli psicologi, non è sempre un problema. Ma quando diventa troppo frequente e troppo veloce nel manifestarsi, quando dura troppo a lungo e quando si rivela un comportamento fisicamente aggressivo e violento, allora sì che è un problema.

Qualsiasi intervento si faccia sulla rabbia, spiega chi si occupa di metodi per il suo controllo, non funzionerà a meno che le persone non vi si impegnino. È difficile convincere le persone che sono ripetutamente arrabbiate (in particolare le persone che sono arrabbiate al punto da agire fisicamente in modo aggressivo) che dovrebbero essere diverse. Se non capiscono che il costo di rimanere uguali è superiore al costo di cercare di essere diversi, non si impegneranno mai a cambiare.

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Aiutare le persone a considerare l'intensità della loro rabbia può essere la porta del cambiamento. È relativamente facile aiutare le persone a capire che quando si arrabbiano davvero, fanno qualcosa di cui poi si pentono. Si può chiedere a qualcuno dove lo stia portando la tua rabbia, che effetto ha su di lui, come sta influenzando le sue relazioni interpersonali, le sue attività quotidiane, le sue prestazioni lavorative e la sua salute personale. Una volta che una persona arriva a vedere i costi della sua rabbia e della sua aggressività, può accettare la prospettiva che gli si sta offrendo.

È più difficile avere a che fare con persone che si arrabbiano frequentemente, perché hanno un pregiudizio di essere nel giusto, pensano in ogni situazione che la loro rabbia sia pienamente giustificata.

Per essere meno arrabbiati con se stessi, è importante capire che non ci si arrabbia per qualcosa solo perché accade. È per quello che quel qualcosa significa per noi. Spesso ce la si prende più del necessario, e questo carica la nostra reazione di rabbia e può portare all'aggressività.

Il modo in cui valutiamo certi eventi è qualcosa che si acquisisce nel corso della vita, con un'intera rete di associazioni connesse a circostanze particolari. Non è tanto facile cambiare. Ma una domanda utile che si può porre a se stessi, consigliano i terapeuti, è: sto facendo molto di più di quello che dovrei? Le cose sono messe davvero così male in questo momento?

La cosa migliore è non arrabbiarsi troppo in primo luogo. Comprendere il sistema cognitivo che porta alla rabbia è importante. C'è anche un sistema di eccitazione fisiologica - come la propria rete neurale e fisiologica sia già eccitata - che è anche importante da affrontare.

Gli esperti di controllo della rabbia insegnano tecniche di respirazione profonda e rilassamento muscolare progressivo. Consigliano anche di disimpegnarsi da un conflitto o una disputa, prendendosi una pausa per rilassarsi, regolare la respirazione e tornare con la mente lucida e la concentrazione sulla risoluzione dei problemi.

Il controllo della rabbia non consiste nel mettere un coperchio su una pentola bollente, trattenere il respiro e contare fino a dieci. Innanzitutto, si tratta di regolare gli stati interni problematici quando si verificano e acquisire una certa resilienza nel gestire provocazioni progressivamente più difficili. Essere più calmi aiuta a risolvere i problemi che causano infelicità, irritazione e frustrazione.

Anche pratiche come la gratitudine o la compassione possono svolgere un ruolo nel ridurre la rabbia distruttiva. La parte più importante del controllo della rabbia è, in primo luogo, non arrabbiarsi, per far questo occorre avere antidoti funzionali in atto nella propria vita.

Uno di questi, osservano i counselor, è l’apprezzare, che significa riconoscere la bontà del mondo e di quello che si ha nella propria esistenza o si potrebbe raggiungere. Quando si coltiva questo sentimento, stanno facendo crescere i semi della gratitudine e della compassione.

Poi, l’essere in relazione. L’essere umano è un animale sociale, prospera nella cooperazione e nell'affiliazione con gli altri. Quindi, costruire amicizie e relazioni familiari è di fondamentale importanza. Sfortunatamente, i giovani che agiscono in modo violento spesso si circondano di altri come loro e avvelenano le loro relazioni con altre persone. I ragazzi hanno bisogno di costruire affiliazioni prosociali e di potenziamento e disporre di buoni sistemi di supporto.

L'aspirazione, come fattore di controllo della rabbia, è lo sforzarsi di fare del bene o pensare di avere un futuro migliore. L'aggressività e la violenza non riguardano il futuro, ma i bisogni immediati e i valori sbagliati. Per controllare la rabbia e l'aggressività, i giovani devono assolutamente avere un interesse per il futuro. Se non ci sono interessi nel futuro, non si possono tenere la rabbia o l'aggressività sotto controllo.

La rabbia è come il calore in un contenitore, come un'eruzione vulcanica, un'esplosione che scorre oltre i suoi confini e danneggia le relazioni nelle nostre case, nei nostri quartieri, nel lavoro e nella comunità in genere, sottolineano gli esperti del tema. Senza regole, la rabbia permea le relazioni e crea attrito. Quindi, nella misura in cui una persona sarà in grado di regolare meglio la sua rabbia, per evitare che sia troppo frequente, intensa, duratura e veloce, o diventi aggressiva o violenta, meno nociva sarà per le altre relazioni e i contesti della sua vita.

Quando una persona, soprattutto un giovane, esprime rabbia, allo stesso tempo genera in sé rabbia e aggressività, il che crea un circolo vizioso. Esistono nella società e nella vita di oggi molti motivi per arrabbiarsi, ma a volte le persone sono eccessivamente sollecitate nelle loro aspettative e reagiscono in modo contrappositivo quando gli eventi non si adattano a tali aspettative.

Gli psicologi indicano che si può fare molto meglio per sé vedendo le avversità che si verificano nelle proprie vite come bisognose di una soluzione, piuttosto che come minacce che richiedono un attacco.

La risoluzione dei problemi richiede tempo. Ci vuole una linea d'azione calma, ponderata e concertata, specialmente quando i problemi sono incorporati in sistemi molto complessi.

I giovani devono apprendere che saranno molto più bravi ad affrontare i conflitti quando resteranno calmi, sani e centrati. La rabbia impedisce tutto questo. Interferisce con il sonno e con la salute, fa perdere l’equilibrio, facendo sì che non saranno adeguatamente pronti ad affrontare le sfide che hanno di fronte.