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Lo sviluppo sempre più forte della tecnologia non impatta solo sul presente, in particolare dei più giovani, ma, con il tempo, anche nostalgia e memoria trovano nuove definizioni e modalità di espressione in relazione all’utilizzo dei social media.

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Lo dimostra un recente studio realizzato da ricercatori dell’Università di Göteborg e dell’Università West, i quali hanno seguito per dieci anni un gruppo di utenti attivi sui social media, chiedendo loro di descrivere e riflettere su come utilizzano le piattaforme per documentare e condividere la loro vita.

Lo studio fornisce informazioni sul ruolo della tecnologia nel creare esperienze e nel rivivere momenti significativi.

"Questo tipo di studi ci aiutano a guardare indietro e a comprendere la cultura com'era negli anni 2010 e 2020, quando i social media ne costituivano già una parte centrale" afferma Beata Jungselius, docente senior di informatica presso la University West e una delle ricercatrici che hanno lavorato allo studio.

Gli utenti dei social, secondo gli studiosi, si impegnano in quella che viene definita come una “nostalgizzazione” attraverso i social media, nel senso che cercano attivamente nella memoria digitale contenuti che evochino sentimenti di nostalgia.

Alexandra Weilenmann, professoressa di Design dell'interazione all'Università di Göteborg, spiega che i partecipanti allo studio lo hanno descritto come "concedersi" di tanto in tanto un viaggio nostalgico.

"Tornare indietro e ricordare ciò che è accaduto in precedenza nella vita diventa una parte più importante nel tempo rispetto alla pubblicazione di nuovi contenuti" afferma la studiosa, e spiega che nelle interviste realizzate successivamente diventa chiaro che le piattaforme spesso fungono da strumenti simili a un diario che consente la disponibilità di ricordi da rivivere.

Le piattaforme di social media stanno introducendo funzionalità sempre più avanzate per aiutare gli utenti a interagire con i contenuti più vecchi.

Gli album fotografici personali, accompagnati da musica che vengono generati per noi o i ricordi di foto che abbiamo pubblicato nella stessa data uno, tre o dieci anni fa, consentono esperienze nostalgiche, che sono spesso viste come positive.

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Lo studio descrive come queste funzionalità possano portare gli utenti a riconnettersi con vecchi amici “taggandoli” in una memoria condivisa.

Alexandra Weilenmann e Beata Jungselius ritengono che questa potrebbe essere una mossa deliberata da parte delle piattaforme di social media per incoraggiare gli utenti a rimanere attivi in un momento in cui la pubblicazione di nuovi contenuti diminuisce.

I ricercatori hanno notato che non è solo il contenuto in sé a evocare sentimenti di nostalgia, ma anche i ricordi dell'effettivo utilizzo dei social media svolgono un ruolo significativo.

Ad esempio, uno degli intervistati ricorda quanto fosse gratificante l'intensa comunicazione nei forum e come spesso portasse a incontri e interazioni nella vita reale.

"Solo ora abbiamo convissuto con i social media abbastanza a lungo da poter trarre conclusioni da uno studio come questo. Attraverso il nostro metodo di studio degli stessi utenti nell'arco di dieci anni, siamo stati in grado di seguire il loro utilizzo e il loro atteggiamento nei confronti delle piattaforme siano cambiati man mano che queste si sono evolute" sottolinea Beata Jungselius.

Cambiamenti più incisivi per i più giovani, i quali sviluppano presto una familiarità spesso tossica con i social media, che si vengono a sovrapporre e, nei casi più estremi, quasi a sostituire alla vita reale.

Un comportamento che deve essere considerato, educativamente, non solo per quanto incide nella vita presente di un giovane ma anche per quanto riguarda un cambiamento delle modalità in cui i ragazzi si rivolgono al passato e attivano il vissuto nostalgico di quello che di bello hanno vissuto e, anche, di quanto di brutto hanno superato.


Riferimento bibliografico

Beata Jungselius, Alexandra Weilenmann.
Keeping Memories Alive: A Decennial Study of Social Media Reminiscing, Memories, and Nostalgia.
Social Media + Society, 2023.