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Gli adolescenti non sono gli unici a dover affrontare i conflitti generati dai cambiamenti dello sviluppo. Il passaggio alla mezza età dei genitori coincide in genere con l’ingresso del loro ragazzo nell'adolescenza. Molte delle difficoltà che i genitori affrontano con i loro adolescenti possono effettivamente avere a che fare con quello che stanno vivendo in questa fase di passaggio della loro vita.

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La mezza età può essere un momento di intensa introspezione e autovalutazione, un momento di ripensamento sulla propria esistenza. Se si "butta" l’ingrediente di un figlio adolescente in questa situazione, si ottiene una buona ricetta per ottenere un conflitto.

Il lato positivo della medaglia è che, ogni volta che si verifica una svolta o un evento positivo per il genitore o per il suo ragazzo adolescente, questo fatto positivo tende ad avere un effetto di reciprocità.

Allo stesso modo, però, un genitore deve aspettarsi di attraversare un momento personalmente più difficile quando il suo ragazzo sta vivendo un periodo di difficoltà.

La natura reciproca di queste sfide evolutive e delle scoperte che comportano, può far luce sulla profonda connessione che ancora esiste tra un genitore e i suoi figli, anche se a volte un genitore sente che li sta perdendo. Inoltre, la reciprocità fornisce all’adulto un indizio sull'importanza di prendersi cura di se stesso e dei suoi ragazzi adolescenti - quando si prenderà cura dei bisogni evolutivi di entrambi, sia lui che i figli prospereranno.


Quando la crisi di mezza età incontra l'angoscia adolescenziale

La maggior parte dei genitori trova un modo per affrontare le preoccupazioni prodotte dalla mezza età (sto facendo il lavoro giusto per me? Cosa farò per il resto della mia vita, ora che mio figlio sta diventando adulto? Questo matrimonio fa ancora per me? Se solo io avessi scelto o fatto... quando ero più giovane) in modo tale da non influire negativamente sulla loro relazione con un figlio adolescente.

Tuttavia, a volte i conflitti della mezza età rendono davvero difficile uscire dal proprio personale sovraccarico di difficoltà e godere della compagnia dei figli adolescenti, godere e festeggiare il loro sviluppo.

Alcuni genitori si sentono abbandonati dal loro ragazzo adolescente, che non ha più bisogno dello stesso livello di assistenza genitoriale. Altri si sentono impotenti di fronte alla crescente autonomia dei loro ragazzi. Altri ancora possono sentirsi gelosi e invidiosi della giovinezza dei loro figli adolescenti e delle loro possibilità illimitate, e pentirsi delle decisioni che hanno preso nella loro giovane età adulta.

Quando si è sotto pressione nella propria vita personale, cosa si può fare per sostenersi ed essere presenti per le difficoltà del proprio ragazzo?


Avere cura di sé

Salute mentale e benessere possono essere migliorate, e i conflitti interiori per la mezza età ridimensionati, alimentando positivamente la propria vita.

Occorre, ad esempio, avere interessi soddisfacenti al di fuori della propria genitorialità. Sviluppare un punto d'appoggio al di fuori del ruolo di genitore darà un senso più espansivo e soddisfacente di chi si è e di ciò che rende felici.

Questo più ampio senso di identità può fungere da punto di riferimento nei momenti di stress. La sensazione di essere equilibrati e felici derivano dall’avere solidi impegni, da una relazione matrimoniale amorevole, amicizie, una carriera soddisfacente o anche un hobby stimolante.

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La cura di sé aumenta la capacità di recupero di fronte allo stress quotidiano: è una necessità, non un lusso. Se le attività di auto-cura (come un sonno adeguato, l'esercizio fisico, le pratiche di rilassamento e il mangiare bene) fanno sentire in colpa o come se si perdesse tempo, è bene ricordare questo: il modo più veloce per esaurirsi è smettere di prendersi cura di sé, e quindi non è negoziabile.

La cura di sé aiuta una persona a essere più felice e il miglior genitore possibile - e, soprattutto, mostra a un figlio adolescente quanto possa essere piacevole e divertente l'età adulta.

Dedicarsi a un figlio adolescente in modo amorevole, autorevole, aperto, caloroso e comunicativo porterà più relax e gioia alla propria vita.

È bene ricorda la bontà essenziale del proprio ragazzo e scegliere attivamente di promuovere una visione positiva nei suoi confronti e dei suoi cambiamenti evolutivi, osservando l’adolescenza del proprio figlio come un momento positivo, emozionante, piuttosto che problematico.

Il comportamento problematico di un figlio rappresenta la sua crescente assertività, il suo crescente senso di identità personale dovrebbe far sentire orgoglioso un genitore.

La crescente indipendenza di un figlio rappresenta un'opportunità per ritagliarsi una nuova relazione con loro; non significa la fine del proprio legame amorevole ma una sua trasformazione. La nuova indipendenza di un figlio adolescente di fatto è desiderabile e necessaria - non dobbiamo temerla. La lotta per l'autonomia in questo momento della sua vita è salutare e si compie meglio nel contesto di una relazione amorevole e stretta con i genitori.

Non bisogna prenderla sul personale. È normale che i giovani desiderino l'indipendenza, cerchino la privacy, mettano in discussione l'autorità, smascherino l'ipocrisia degli adulti ed esplorino valori diversi da quelli dei genitori.

Quando un figlio sembra inorridito dall’idea di essere visto in pubblico con i genitori o quando alza gli occhi in risposta a qualcosa che gli si dice, questo non riguarda davvero suo padre o sua madre. Il genitore è semplicemente un promemoria vivente e ambulante che una volta i ragazzi erano bambini e che una volta dipendevano completamente dai genitori per soddisfare ogni loro esigenza.

In un momento in cui stanno provando a sentirsi indipendenti, questo "promemoria" può metterli profondamente a disagio: meglio lasciare che si divincolino, che stiano da soli, evitando di prendere su di sé il proprio disagio. Un genitore deve sapere che qualunque cosa dice o faccia, un figlio adolescente troverà sempre un motivo per sbuffare o alzare gli occhi.

E, se proprio non ce la si fa da soli, si può sempre chiedere consiglio a uno psicologo o a un counselor esperto di adolescenza e genitorialità.

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