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Quando si pensa agli adolescenti il più delle volte viene in mente il loro frettoloso bisogno di crescere. Sembrano non poter più aspettare di avere maggiore libertà e di vivere tutti i cambiamenti che derivano dal passaggio dall'adolescenza alla giovane età adulta.

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Vogliono uscire con qualcuno, voglio poter dormire fuori, pensano alla patente e alla guida, e così via. Non vogliono più essere considerati come dei bambini.

Nonostante questa sia una tendenza tipica, c'è ancora un altro gruppo di adolescenti che vive diversamente questo passaggio. È composto da coloro che sono in ansia per tutti questi cambiamenti imminenti.

Molti adolescenti sono spaventati dalla prospettiva di dover vivere così tanti cambiamenti. Il mondo della famiglia è tutto ciò che hanno conosciuto e ci si sentono a proprio agio. Avventurarsi nell'ignoto sembra essere per loro una cosa travolgente.

Pensate a un ragazzo di sedici, ad esempio, che non ha intenzione di abbandonare il suo letto a castello per averne uno normale. O che non sopporti di far largo nella sua stanza liberandola dai giochi ingombranti di quando era bambino. Magari non li usa più da ancora prima di andare a scuola. Il motivo è semplice. Lo rende ansioso sbarazzarsi di cose che lo legano alla sua infanzia e prima adolescenza.

Spesso la difficoltà al cambiamento non impedisce a questi ragazzi di raggiungere e superare positivamente tutte le tappe principali dello sviluppo.

Tuttavia, nella pratica di psicologia clinica, i terapeuti incontrano spesso adolescenti che si sentono paralizzati dalla paura di crescere. Tra questi adolescenti si vedono spesso due processi mentali che dominano i loro pensieri sul cambiamento.

In primo luogo, si avvicinano al cambiamento facendo ipotesi sul fatto che una nuova fase sarà "buona" o "cattiva".

Alcuni psicologi incoraggiano i loro pazienti a osservare le cose senza giudizio. In tal modo, li portano a distinguere tra giudizi discriminanti e giudizi valutativi.

I giudizi discriminanti consentono di distinguere le differenze. Ad esempio, questa persona è più alta di quella persona. Al contrario, i giudizi valutativi aggiungono valore e stabiliscono che un modo di essere o una qualità è migliore di un altro quando c'è una differenza.

Per quanto riguarda il passaggio a una nuova fase, molti adolescenti saltano dal giudizio discriminante che la fase successiva sarà diversa dagli anni passati a un giudizio più valutativo.

Presumono che quelle differenze saranno negative. Ad esempio, potrebbero presumere che andare alla classe scolastica successiva sarà una cosa negativa, senza riconoscere che potrebbe essere semplicemente diverso. Può avere attributi sia positivi che negativi. È necessario bilanciare questi pensieri, sostengono questi terapeuti, perché assumere una valutazione negativa quando è previsto un cambiamento aumenta solo l'ansia.

Così come fanno questi giudizi valutativi, gli adolescenti che hanno paura del cambiamento spesso hanno un altro squilibrio nel loro processo di pensiero. In particolare, il cambiamento coinvolge tipicamente due componenti: ciò che stiamo perdendo e ciò che stiamo guadagnando.

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Questi adolescenti hanno la tendenza a concentrarsi in modo sproporzionato su quello che stanno perdendo. Questo è particolarmente vero quando ciò che stanno guadagnando non è chiaro o non è ancora noto.

Nell'esempio fatto sopra dei giochi nella camera, un ragazzo che resiste al cambiamento è più concentrato sulla loro perdita piuttosto che sul guadagno di spazio extra per le nuove cose di cui avrebbe bisogno.

In modo simile, alcuni ragazzi si avvicinano all'autunno come a una perdita della libertà estiva, dimenticando le nuove possibilità e attività portate all'inizio di un nuovo anno scolastico.

Questo iper-focus sulla perdita può essere visto anche in transizioni su larga scala.

È molto comune che gli adolescenti più grandi che passando all’università rimangano bloccati nei pensieri di ciò che si lasceranno alle spalle. Stanno perdendo comodità specifiche e un maggiore senso di familiarità con l’ambiente scolastico conosciuto. Tuttavia, l'università offre infinite possibilità per ottenere nuove esperienze.

Riconoscere il ruolo dei giudizi valutativi e l'iper-concentrazione sulla perdita consente di aiutare questi adolescenti in due modi. Si può in prima battuta convalidare il loro pensiero e poi aiutarli a cambiarlo.

Questo primo passaggio di convalida è fondamentale, sostengono i terapeuti. Se un adolescente crede che non si capisca il suo punto di vista, questo lo renderà in loro ulteriormente radicato.

Non c’è bisogno di concordare sul fatto che il cambiamento sia negativo o pieno di perdite. Piuttosto riconoscere quanto “spaventoso” possa essere l'ignoto.

Far loro sapere che i sentimenti che provano hanno senso anche se non corrispondono ai fatti. Per quanto si vorrebbe che un ragazzo rinunciasse al suo letto a castello, gli si può all’inizio confermare che ha senso voler mantenere il comfort della sua prima giovinezza.

Una volta che gli adolescenti si sentiranno convalidati e compresi, saranno più aperti ai cambiamenti nel loro pensiero.

A quel punto, si può continuare a convalidare il loro attuale punto di vista evidenziando anche i guadagni nel cambiamento e la realtà che il cambiamento implica caratteristiche positive e negative. Inoltre, si può sottolineare il fatto che il cambiamento è semplicemente diverso senza essere "buono" o "cattivo".

Non bisogna pensare che questi ragazzi accetteranno improvvisamente il cambiamento. Tuttavia, queste strategie possono aiutarli ad andare avanti con un po’ più di facilità.

Soprattutto, è bene che un genitore ricordi sempre ai suoi figli adolescenti che l'unica costante della loro vita sarà sempre il suo supporto.