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Praticare uno sport di squadra, attività che educa all'impegno e all'interazione con i compagni nell'ambito di una sfida comune, sembra poter avere effetti benefici per contrastare il disagio interiore e le difficoltà caratteriali che conseguono ai traumi subiti nell'infanzia.

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Da bambina, Molly Easterlin amava fare sport. Ha iniziato a giocare a calcio all'età di quattro anni e ha poi continuato a farlo al liceo, ha inoltre giocato a tennis e ha fatto atletica.

Gli sport, spiega la dottoressa Easterlin, sono stati alla base della maggior parte dei suoi più grandi successi. Le hanno insegnato disciplina e lavoro di squadra, l'hanno aiutata a fare amicizie e le hanno permesso di superare le numerose difficoltà e sfide del diventare adulti.

Quando è diventata pediatra, la dottoressa Easterlin ha iniziato a incontrare molti bambini che soffrivano di traumi che andavano dall'abuso fisico all'abbandono emotivo. Molti di questi bambini non rispondevano positivamente e in modo completo al trattamento tradizionale per i traumi e la depressione.

Frustrata e in cerca di risposte, la Easterlin ha ripensato al suo passato. "In base alla mia esperienza, ritenevo che gli sport potessero avere un impatto potente sui ragazzi" racconta.

La questione che le si poneva e che voleva indagare era: gli sport potrebbero migliorare la vita delle persone che soffrono per le conseguenze di un trauma, nello stesso modo in cui avevano migliorato la sua?

La ricerca, pubblicata da poco su JAMA Pediatrics, ha mostrato che, per dirla in breve, è proprio così: la partecipazione agli sport di squadra da giovani può ridurre significativamente la possibilità di soffrire a lungo termine di depressione e ansia per le persone che hanno avuto traumi nell’infanzia.

Tuttavia, come sottolineano la dottoressa e altri esperti, il costo crescente degli sport di squadra giovanile potrebbe comportare l’impossibilità di praticarli per coloro che potrebbero averne più bisogno, i ragazzi che vivono in povertà.

Nel fiorente settore degli sport giovanili degli Stati Uniti, molti discipline richiedono oggi forti costi per la partecipazione, un fattore che limita la possibilità di partecipazione per quei giovani che appartengono a famiglie a basso reddito.

Ricerche precedenti avevano dimostrato che gli eventi traumatici nell'infanzia, chiamati "esperienze infantili avverse" da parte di ricercatori in materia di sanità pubblica, contribuiscono a provocare problemi sociali e fisici per tutta la vita , dall'obesità alla depressione cronica.

I cosiddetti ACEs (Adverse Childhood Experiences – Esperienze avverse dell'infanzia) sono molto comuni: circa il 50% delle persone ne ha avuto almeno uno e, quanti più se ne sono avuti, più alto è il rischio che si producano effetti sulla salute a lungo termine.

Per analizzare in che modo gli sport di squadra influiscano positivamente sulla salute delle persone che hanno vissuto avversità nell'infanzia, la Easterlin e i suoi colleghi hanno analizzato i dati di 9.668 adolescenti che hanno partecipato allo “Studio longitudinale nazionale sulla salute degli adolescenti e degli adulti”. Si sono concentrati su circa 5.000 adolescenti che avevano segnalato uno o più indicatori ACE.

I ragazzi sono stati valutati per la prima volta nel 1994-1995, quando erano tra la seconda media e la quarta superiore, è stato chiesto loro se partecipavano (o avevano in programma di partecipare) agli sport di squadra. Quattordici anni dopo, nel 2008, a quelle stesse persone, ormai adulte, è stato chiesto se avessero mai ricevuto una diagnosi di depressione o ansia. Sono stati anche testati per rilevare sintomi depressivi, nel caso in cui non fossero stati diagnosticati.

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La Easterlin ha scoperto che i ragazzi che avevano partecipato a sport di squadra avevano meno probabilità di avere una diagnosi di depressione o ansia e meno probabilità di manifestare sintomi depressivi.

I riscontri sono risultati più forti per i ragazzi rispetto alle ragazze, ma la Easterlin sostiene che questo potrebbe essere dovuto in parte al fatto che al momento della raccolta iniziale dei dati - nel 1994 - gli sport per le ragazze erano meno ben finanziati e supportati rispetto a quanto non avvenga oggi.

Easterlin e i suoi colleghi hanno anche preso in considerazione la partecipazione a gruppi e attività scolastiche non sportive, come il teatro e la musica. Questi gruppi e attività non hanno protetto i giovani con traumi infantili dalla depressione e dall'ansia quanto invece hanno fatto gli sport, secondo quanto emerso nello studio. Ciò non significa che queste attività sicuramente non aiutino, spiega l’esperta, ma non hanno avuto un effetto significativo  da quanto riscontrato nella ricerca.

Lo studio non individua esattamente il motivo per cui lo sport possa aiutare, ma la Easterlin ritiene che il lavoro di squadra possa essere una chiave di spiegazione.

"Potrebbe esserci qualcosa di grande efficacia in quel contesto sportivo di squadra, dove un ragazzo si trova a sostenere una competizione, allenato in un certo modo, nell’interazione con i suoi compagni di squadra finalizzata a un obiettivo comune".

Christina Bethell , professore alla Bloomberg School of Public Health della Johns Hopkins University, studiosa in particolare del benessere e delle avversità nell’infanzia, che non ha preso parte all’indagine, afferma che questa ricerca è un utile contributo allo studio delle ACE. "È fondamentale poter identificare i fattori protettivi per i ragazzi con trauma. Lo sport è uno di loro".

Ma, sottolinea, è importante considerare ulteriori fattori quando si esamina la resilienza, come la qualità del legame emotivo con i genitori, la sensazione di sicurezza e sostegno.

Questi "fattori familiari" possono aumentare il benessere generale di una persona, oltre alla sua possibilità di fare sport. Quindi lo sport potrebbe non essere l'unica causa dell'effetto protettivo. Tuttavia, l'esercizio fisico è un fattore sano indipendentemente da tutto e "è chiaramente una priorità" per lo sviluppo di giovani, quindi dovremmo incoraggiarlo comunque, afferma la Bethell.

La Bethell osserva poi che lo studio non distingue tra ragazzi con un ACE e quelli con più ACE: per quelli con più ACE, ritiene che l'effetto degli sport di squadra molto probabilmente sia stato ancora più potente.

In termini di studio longitudinale, questa associazione tra sport e protezione a lungo termine dalle conseguenze dei traumi infantili, non è stata prima osservata. Potrebbe essere frustrante, in relazione alle politiche sociali di un paese, pensare che chi ha più bisogno di sport abbia meno possibilità di accedervi, per una questione economica.

Sebbene le esperienze traumatiche infantili siano trasversali ai livelli di reddito, i ragazzi cresciuti in famiglie a basso reddito hanno maggiori probabilità di averne di più. Inoltre, gli adolescenti che hanno sperimentato traumi infantili, avevano in maggioranza genitori con un livello di istruzione basso e vivevano in famiglie monoparentali, entrambi fattori associati a una condizione economica difficile.

Meno denaro, sempre più spesso, comporta un ridotto accesso agli sport e all'attività fisica negli Stati Uniti. Secondo un rapporto del 2018 dell'Aspen Institute, i bambini di famiglie con reddito familiare inferiore a $ 50.000 l'anno hanno ridotto la partecipazione sportiva negli ultimi dieci anni, mentre bambini bianchi di famiglie più abbienti l'hanno aumenta. I ragazzi provenienti da famiglie a basso reddito che partecipano a sport di squadra sono la metà rispetto ai loro coetanei più ricchi.

Sarebbe importante che anche nel nostro paese si disponesse di dati e statistiche su questa materia.

Per affrontare questa mancanza di accesso, la dottoressa afferma che i politici, e chi ha a cuore la salute dei giovani, dovrebbero trovare modi per aumentare la loro partecipazione ad attività sportive, in particolare quelli più a rischio di aver subito traumi infantili. La depressione è la principale causa di disabilità sociale in tutto il mondo, e spesso contribuisce ad altre malattie sia fisiche che mentali.

Perché non aumentare l'accesso a un “trattamento” divertente, a basso costo e in definitiva molto meno doloroso di molti altri tipi di intervento?

"Gli sport di squadra potrebbero essere un fattore a portata di mano per affrontare i problemi di salute mentale" conclude la studiosa. "Qualcosa di tanto piacevole dovrebbe essere una parte importante della vita di ogni giovane".

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