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Gli adolescenti che si dedicano con passione ad attività pro-sociali, quali ad esempio dare denaro a familiari e amici, sono tendenzialmente meno soggetti alla depressione rispetto ai coetanei che ci pensano bene prima di assumersi un rischio o che si tengono stretti il denaro. Questo è il suggestivo risultato di una recente ricerca.

altruismo

tenendo conto che i giovani sono facilmente preda alla depressione con picchi intorno ai 17-18 anni, sottoporli ad attività altruistiche come la raccolta di fondi per beneficenza o il volontariato possono essere un ottimo strumento per prevenirla

 

"Se in qualche modo si riesce a reindirizzare gli adolescenti, portandoli ad impegnerarsi nell'assumere reponsabilità e nel cercare ricompense non in una direzione ego-centrica ma a favore degli altri, questo può avere un effetto positivo, nel tempo, sul loro benessere" sostiene Eva Telzer, docente di psicologia dell'Università dell'Illinois.

 


La ricerca si è concentrata sullo studio di una regione del cervello che regola le sensazioni di piacere, i ricercatori hanno misurato l'attività cerebrale in adolescenti che si sono impegnati in attività quali dare soldi agli altri, tenere il denaro o prendere decisioni finanziarie rischiose, nella speranza di ottenere una ricompensa.

La felicità derivata dall’aiutare gli altri, concludono i ricercatori, dà più piacere di quanto non accada nello svolgere attività che forniscono ricompense immediate per se stessi, come ricevere denaro, mangiare cioccolato o ascoltare musica.

“In chi sceglieva attività altruistiche si attivava in modo più evidente lo striato ventrale del cervello, area del sistema limbico connessa con il piacere e, a distanza di un anno, mostravano anche un calo dei sintomi depressivi. Quelli che invece sceglievano ricompense immediate per se stessi non erano altrettanto gratificati e tendevano a divenire più depressi nel tempo – spiegano gli studiosi. Perciò, tenendo conto che i giovani sono facilmente preda alla depressione con picchi intorno ai 17-18 anni, sottoporli ad attività altruistiche come la raccolta di fondi per beneficenza o il volontariato possono essere un ottimo strumento per prevenirla”.

I test sono stati ripetuti a distanza di un anno e la ricerca è pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences.

 

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