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Gli adolescenti che fanno lavoretti estivi o si dedicano a piccole attività pomeridiane nel corso dell’anno scolastico, per avere un reddito in autonomia dalle famiglie, acquisiscono competitività e sicurezza in se stessi, qualità che torneranno loro molto utili più avanti nella vita.

20140729 Summer

Grazie ai lavoretti migliorano inoltre le loro competenze trasversali e apprendono quello che occorre per cercare, e ottenere, con maggiori possibilità di successo un lavoro da grandi

 

Sviluppare una conoscenza anticipata del mondo del lavoro e di come muoversi al suo interno, consente di avere maggiori possibilità di trovare in seguito una buona occupazione e di guadagnare di più in futuro. Lo sostengono gli studiosi della Sauder School dell’ Università di British Columbia.

 

“Nel pieno dell’estate e con la casa popolata da ragazzini sdraiati indolentemente sul divano, i genitori si chiedono se non sia il caso di spronarli a trovare qualcosa da fare, magari un lavoretto” dice il professor Marc-David L. Seidel, che insegna alla Sauder. "Spesso i genitori credono, al contrario, che i loro figli possano sempre trovare qualcosa di meglio da fare che non lavorare al locale fast food, ma le nostre ricerche mostrano che anche cucinare o servire un hamburger ha il suo valore, specialmente se si tratta solo di un lavoro part-time svolto dopo l’orario scolastico o magari di un’attività stagionale, nei mesi delle vacanze”.

Sembra che gli adolescenti che hanno svolto lavori part-time e piccole collaborazioni, si avviino a una carriera professionale  da subito più coerente con le loro capacità e propensioni, in quanto la precoce esperienza di lavoro li aiuta a individuare e affinare le loro preferenze.  Grazie ai lavoretti migliorano inoltre le loro competenze trasversali e apprendono quello che occorre per cercare, e ottenere, con maggiori possibilità di successo un lavoro da grandi. Costruiscono infine una più ampia rete di conoscenze e collaborazioni, che saranno utili per la loro carriera.

Più ore dedicano al lavoro i quindicenni, soprattutto nel corso del periodo scolastico, quando devono imparare a gestire con oculatezza il proprio tempo, migliori saranno le loro prospettive di carriera professionale, afferma Seidel. Lo studio ha mostrato che i benefici che derivano dal lavoro si confermano se non viene superato un massimo di 33 ore a settimanali di attività durante l'anno scolastico o un limite di 43 ore durante l'estate.

I ricercatori hanno utilizzato i dati dello Statistics Canada Youth in Transition Survey, riferiti a 246.661 quindicenni canadesi, analizzando la loro storia lavorativa nel corso di un periodo di 10 anni, a partire all'età di 15 anni e fino ai 25 nel 2009.

"Il lavoro adolescenziale viene in genere stigmatizzato come sfruttamento da parte di molti genitori, i quali scelgono di mandare i loro figli a un campo estivo, piuttosto che spingerli a impegnarsi in lavori estivi", conclude Seidel."Tuttavia, la nostra ricerca dimostra che il lavoro può offrire opportunità educative e di sviluppo che preparano gli adolescenti per il mondo reale."