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I bambini che mostrano scarse capacità decisionali a 10 o 11 anni possono avere più probabilità di accusare crescendo difficoltà interpersonali e comportamentali, le quali possono potenzialmente condurli a comportamenti ad alto rischio per la salute nel corso della loro adolescenza,

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secondo un nuovo studio di uno psicologo della Oregon State University.

"Questi risultati suggeriscono che meno elevate abilità decisionali nei primi anni di vita potrebbero potenzialmente essere un presagio di problemi comportamentali futuri", ha detto il professor Joshua Weller.

"Questa ricerca sottolinea che il processo decisionale è una competenza e può essere insegnato", ha detto. "Quanto prima si insegnano queste abilità, tanto più aumenta il potenziale di miglioramento dei risultati".

 

Tuttavia, se schemi e abilità decisionali deboli vengono identificati quando i bambini sono ancora piccoli, i genitori, gli educatori e gli operatori sanitari possono ancora avere l'opportunità di intervenire e aiutare questi bambini a migliorare le loro abilità, ha aggiunto Weller, il quale studia da tempo le differenze individuali nel processo decisionale.

"Questa ricerca sottolinea che il processo decisionale è una competenza e può essere insegnato", ha detto. "Quanto prima si insegnano queste abilità, tanto più aumenta il potenziale di miglioramento dei risultati".

Gli esiti dello studio sono stati pubblicati recentemente nel Journal of Behavioral Decision Making .

I ricercatori hanno voluto capire meglio come le capacità decisionali dei bambini pre-adolescenti possano predire i comportamenti successivi. Per farlo, hanno condotto valutazioni di follow-up con i bambini che avevano partecipato a uno precedente studio sulla presa di decisione.

Circa 100 bambini, di età compresa tra 10 e 11, avevano partecipato allo studio originale, nel quale avevano risposto a domande che avevano permesso di valutare le loro capacità decisionali. Erano stati valutati in base a come hanno percepito i rischi di una decisione, alla loro capacità di utilizzare adeguate regole decisionali e al fatto che loro fiducia su una certa decisione presa fosse associata a una loro effettiva conoscenza di quell'argomento.

Per il nuovo studio, i ricercatori hanno convocato di nuovo i partecipanti originari dello studio - ora di 12 e 13 anni - e i loro genitori per un follow-up. In tutto, 76 bambini hanno partecipato al secondo studio, che comprendeva una valutazione del comportamento che è stato effettuata sia dal genitore che dal bambino.

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La valutazione delle attitudini comportamentali comprendeva domande sulle difficoltà emotive, sui problemi di condotta come il litigare o il mentire e problemi nel rapporto con i coetanei. Questo tipo di difficoltà comportamentali sono spesso collegati ad abitudini e comportamenti rishciosi per la salute negli adolescenti, tra cui l'abuso di sostanze o attività sessuale ad alto rischio, ha sostenuto Weller.

I ricercatori hanno confrontato i punteggi di ogni bambino nella valutazione iniziale delle sue capacità decisionali con gli esiti delle domande a gentiori e ragazzi sulle loro abitudini e sui loro stili comportamentali. Hanno così scoperto che i bambini che avevano ottenuto i punteggi peggiori nella precedente valutazione delle capacità decisionali, avevano più probabilità di manifestare problemi comportamentali due anni dopo.

"Precedenti studi del processo decisionale sono stati fatti in modo retrospettivo", ha detto Weller. "A nostra conoscenza, questa è la prima ricerca a suggerire come la competenza nel processo decisionale sia associata a esiti futuri."

La ricerca fornisce nuove conoscenze sui possibili legami tra processo decisionale e comportamenti ad alto rischio. Si sottolinea inoltre il valore dell'insegnamento dei processi decisionali e delle relative competenze ai giovani, come la definizione degli obiettivi da raggiungere. Alcuni interventi si sono dimostrati promettenti nell'aiutare i bambini ad imparare a prendere decisioni migliori.

In un altro recente studio, Weller e colleghi hanno studiato le tendenze nei processi decisionali a rischio di ragazze adolescenti che avevano partecipato a un programma di intervento progettato per ridurre l'abuso di sostanze e altri comportamenti a rischio. Il programma ha dato rilievo particolare alla rilevazione dell'autoregolamentazione, la definizione degli obiettivi e la gestione della rabbia.

Lo studio ha trovato che le ragazze che hanno partecipato all'intervento in quinta elementare hanno dimostrato una migliore capacità decisionale quando erano al liceo rispetto alle loro coetanee a rischio che non hanno partecipato al programma di intervento.

"La maggior parte delle persone può beneficiare di una formazione sui processi decisionali. Porterà in ogni caso al risultato che si voleva? No,» dice Weller. "Il risultato dipende sempre dalla qualità delprocesso decisionale adottato."

Questo è qualcosa che i genitori, e gli altri adulti in generale, possono aiutare i bambini a imparare. Ad esempio, un genitore può parlare di decisioni difficili con un bambino. Esplorando molteplici punti di vista o mostrando le prospettive e le opinioni altrui sulla questione, il bambino impara a considerare prospettive differenti.

"Seguendo un buon processo quando si prendono decisioni, si può via via arrivare con il tempo a risultati più favorevoli", ha detto Weller. "Bisogna focalizzarsi sulla qualità del processo decisionale, piuttosto che sul risultato."

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