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 “Nel bambino piccolo la fame dell’amore
e della presenza materna
non è meno grande della fame di cibo!”
J. Bowlby, 1988

Il lavoro che portò alla teoria dell’attaccamento iniziò quando Bowlby aveva 21 anni e lavorava in una casa per ragazzi disadattati: l’osservazione prima e lo studio successivamente lo portarono a formulare alcune idee in merito alla relazione madre-bambino ed al ruolo della stessa nella genesi di psicopatologie.

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Tali riflessioni furono successivamente rinforzate anche dall’osservazione degli effetti che l’inserimento durante l’infanzia in istituto o in ospedale avevano sulla crescita e sviluppo dei minori.

La teoria dell’attaccamento di John Bowlby descrive il legame affettivo ed emotivo che si instaura tra madre e bambino fin dalla nascita. E’ molto interessante scoprire come questo primordiale attaccamento influenzi la successiva formazione di relazioni affettive nell’adolescente e nell’adulto.

Gli effetti di una deprivazione parziale o totale si manifestano apertamente sottoforma di vissuti depressivi, di colpa o rabbia, nonché attraverso stili comportamentali devianti e disfunzionali.

Secondo Bowlby esistono tre stili di attaccamento : lo stile sicuro, lo stile ambivalente, lo stile insicuro. Main e Salomon ne hanno identificato un quarto, ovvero quello disorganizzato.


il bambino che ha sperimentato una madre
costantemente sensibile al suo bisogno di essere protetto
saprà esprimere le sue emozioni, sia positive che negative


Lo stile sicuro è tipico del bambino che ha sperimentato una madre costantemente sensibile al suo bisogno di essere protetto nonché capace di riconoscere i suoi segnali e di rispondere in modo adeguato alle richieste di conforto ed affetto. Sarà un bambino capace di esplorare il suo ambiente sia con che senza il genitore, saprà esprimere le sue emozioni, sia positive che negative.

La mamma è riconosciuta come base sicura dalla quale partire per esplorare l’ambiente fisico e sociale nuovo con la consapevolezza di poter ristabilire in caso di necessità il contatto con la stessa.

Questi bambini appaiono gioiosi e leggeri nell’animo; crescendo saranno capaci di stabilire relazioni affettive stabili e durature, improntate al rispetto ed alla stima reciproca, capaci di affrontare e gestire conflitti e difficoltà.

Lo stile insicuro/evitante è tipico del bambino che ha avuto esperienze continue di rifiuto del bisogno di affetto, che percepisce la figura di accudimento come qualcuno a cui non chiedere aiuto nel momento del bisogno perché inaffidabile, assente e rifiutante. 

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Sono i bambini che in situazioni di stress, come l’allontanamento dalla madre, mettono in atto comportamenti improntati alla falsa autonomia, poiché hanno appreso a negare i loro bisogni di sicurezza ed a non esprimere le emozioni legate a questi bisogni come ansia, tristezza e rabbia. 

Questi bambini si presentano insicuri e sfiduciati verso il mondo esterno, hanno la tendenza ad attuare condotte di evitamento per paura del rifiuto, percepisco il proprio sé come inaffidabile e l’altro come negativo, hanno la convinzione di non essere amati. 

La tristezza è l’emozione predominante. 

Crescendo stabiliranno relazioni improntate sulla freddezza emotiva, sulla difficoltà nell’esprimere emozioni al fine di evitare di trovarsi nella condizione di sperimentare altre esperienze di rifiuto.


questi bambini reagiscono all’allontanamento dalla madre
con tentativi di riavvicinamento e resistenza al contatto


Lo stile ansioso/ambivalente è tipico del bambino che percepisce la figura materna come imprevedibile, ovvero a volte pronta ad accogliere le sue richieste di conforto e protezione, altre volte assolutamente distante e non disponibile, il tutto scollegato dalle sue esigenze.

Questi bambini reagiscono all’allontanamento reale o presunto dalla madre in modo ambivalente ovvero con tentativi di riavvicinamento e resistenza al contatto.

Accumulano molta rabbia nei confronti della madre giungendo in alcuni casi addirittura a colpirla. Il vissuto emotivo prevalente è la colpa.

Crescendo stabilirà relazioni improntate sull’idealizzazione dell’altro e sulla svalutazione di sé con condotte spesso impulsive, caratterizzate da profonda gelosia, ossessione possessività.

Lo stile disorientato/disorganizzato è tipico del bambino che percepisce la figura materna come spaventata e/o spaventante. Trattasi spesso di mamme che hanno una grande sofferenza per la mancata elaborazione di un lutto, oppure per gravi traumi subiti, magari proprio con la loro figura di attaccamento.

L’immagine di sé e dell’altro è vissuta in maniera negativa, spesso vi è rifiuto dell’intimità e spesso conflitto tra questa aspetto e la ricerca della dipendenza dall’ altro. 

Il soggetto lamenterà solitudine e paura di non piacere se non riesce a trovare un partner con cui stare e da qui spesso sviluppa dipendenza.

Questo tipo di attaccamento prende origine da gravi mancanze materne e tende a generare personalità fortemente disturbate nel minore.

L'autore.
Psicologa e psicoterapeuta di formazione cognitivo comportamentale, si occupa di clinica e formazione.

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