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Il maltrattamento infantile è un male molto diffuso. Una nuova ricerca fa luce sul motivo per cui lo sviluppo del cervello può essere ostacolato dal maltrattamento durante il delicato periodo dell’infanzia e poi dell'adolescenza.

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L'Organizzazione Mondiale della Sanità definisce il maltrattamento sull'infanzia come l'abuso e l'abbandono dei bambini, inclusi tutti i tipi di abuso fisico ed emotivo, abuso sessuale, abbandono, negligenza o altre forme di sfruttamento.

È una forma di violenza con potenziali conseguenze per tutta la vita.

Studi internazionali hanno rilevato che quasi il 40% dei minori subisce una qualche forma di maltrattamento. Un recente studio australiano ha rilevato che il 18,5% dei bambini è stato oggetto di un rapporto ai servizi di protezione dell'infanzia all'età di cinque o sei anni.

Le persone con una storia di maltrattamento infantile hanno una probabilità da due a quattro volte maggiore di sviluppare un disturbo di salute mentale, come la depressione o la dipendenza da sostanze.

Data la portata del problema, è importante capire perché le vittime di maltrattamenti siano soggette a una cattiva salute mentale per tutta la vita.


Il cervello in via di sviluppo

Durante l'infanzia e l'adolescenza, il cervello umano è in una fase di sviluppo dinamico e, per questo motivo, è considerato particolarmente vulnerabile.

Oltre ai cambiamenti nella struttura del cervello, la connettività (o comunicazione) tra le diverse regioni del cervello si evolve in modo significativo man mano che diventa sempre più raffinata.

Le esperienze avverse in giovane età, come il maltrattamento, possono innescare una cascata di reazioni fisiologiche che possono alterare il corso dello sviluppo cerebrale. Queste alterazioni possono, a loro volta, contribuire a una cattiva salute mentale.

Questo "cablaggio errato dello sviluppo" - o alterazioni nella connettività tra diverse regioni del cervello - è sempre più riconosciuto come un importante indicatore di vulnerabilità per i disturbi della salute mentale.

Il maltrattamento è associato a cambiamenti nello sviluppo della connettività cerebrale nei sistemi cerebrali coinvolti nel controllo cognitivo, nella pianificazione, nella definizione degli obiettivi e nell'auto-riflessione.

La più recente ricerca ha esaminato le associazioni tra maltrattamento infantile e alterazioni diffuse nella connettività funzionale del cervello.

Sono state trovate prove di un effetto del maltrattamento infantile (in particolare della negligenza) sullo sviluppo della connettività del cervello in 130 adolescenti australiani.

Sebbene ricerche precedenti abbiano trovato collegamenti tra il maltrattamento infantile e la struttura e la funzione del cervello, questo è il primo studio longitudinale sugli effetti del maltrattamento infantile sulla connettività funzionale del cervello negli adolescenti.

Gli studi longitudinali utilizzano valutazioni ripetute che seguono determinate persone per periodi di tempo prolungati - a volte anni o decenni - al fine di ottenere un quadro più completo delle tendenze o dei degli schemi di sviluppo.

Per questa nuova ricerca, realizzata dall’University of Melbourne, questo approccio è stato fondamentale, in quanto ha permesso di indagare come il maltrattamento possa portare a deviazioni dalle tipiche traiettorie di sviluppo, fattore importante per la comprensione degli esiti di salute mentale per questo gruppo di persone analizzate.

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Accelerazione e ritardo correlati allo stress

Una teoria, nota come " ipotesi dell'accelerazione dello stress ", suggerisce che l'esperienza del maltrattamento può accelerare lo sviluppo del cervello durante l'infanzia e l'adolescenza per raggiungere prima il funzionamento "adulto".

Si pensa che questo rifletta l'adattamento evolutivo: uno sviluppo cerebrale più veloce può consentire a una persona di regolare le emozioni e il comportamento in modo indipendente, il che potrebbe essere vantaggioso in condizioni di stress elevato.

Per testare questo elemento, il team di ricerca ha intrapreso modelli normativi che comportano l'esame di come cambiano le connessioni nel cervello nell'intero campione, indipendentemente dalle esperienze di maltrattamento.

Lo scopo era esaminare la sovrapposizione tra le connessioni nel cervello che si sviluppano con l'età in tutto il gruppo campione e quei cambiamenti associati al maltrattamento. Questo consente di indagare se il maltrattamento accelera o ritarda il normale sviluppo della connettività cerebrale.

Contrariamente all'ipotesi dell'accelerazione dello stress, è stato scoperto che l'esposizione al maltrattamento infantile risulta associata a uno sviluppo cerebrale ritardato (o immaturo) durante l'adolescenza. Questo risultato è coerente con altre ricerche che hanno scoperto che il maltrattamento è associato a ritardi nelle capacità cognitive, nel linguaggio e in altri aspetti chiave dello sviluppo di un bambino.

Il maltrattamento infantile, in particolare la negligenza, può portare a un ritardo nello sviluppo del cervello come risposta adattativa evolutiva per prolungare il periodo durante il quale il cervello può essere “formato” da input ambientali, come il linguaggio e la stimolazione cognitiva.

Sfortunatamente, nella maggior parte dei casi, il bambino trascurato non riceve questo input cognitivo o linguistico a casa, il che ha conseguenze continue per il suo sviluppo.

La ricerca ha anche scoperto che i maschi che hanno subito maltrattamenti da bambini avevano un modello specifico di cambiamenti nella connettività cerebrale che non era presente nelle femmine.

Questi cambiamenti sono stati osservati principalmente nei sistemi cerebrali coinvolti nella regolazione delle emozioni, nella cognizione e nell'elaborazione degli stimoli dall'ambiente.

Ciò può indicare, con la dovuta cautela, che il cervello maschile potrebbe essere particolarmente vulnerabile agli effetti del maltrattamento infantile durante l'adolescenza.


Maltrattamento infantile e salute mentale

Lo studio suggerisce che il maltrattamento infantile può portare alla depressione nell'adolescenza in parte alterando lo sviluppo della connettività cerebrale.

Le alterazioni nella connettività che sono state riscontrate relative al maltrattamento e alla depressione erano principalmente nelle reti cerebrali importanti per le funzioni di "ordine superiore" come la pianificazione, il processo decisionale, la definizione degli obiettivi e l'auto-riflessione.

È importante sottolineare che queste alterazioni possono parzialmente spiegare l'associazione tra maltrattamento e sintomi depressivi nella tarda adolescenza e le menomazioni spesso riportate in individui con depressione e storia di maltrattamento.

La scoperta che il maltrattamento può far “deragliare” lo sviluppo del cervello durante il periodo 'sensibile' dell'adolescenza è una conoscenza importante poiché l’adolescenza è un momento cruciale che può preparare il terreno per una sana funzione cerebrale per tutta la vita.

Lo studio fa anche luce sul motivo per cui il maltrattamento infantile può avere conseguenze negative a lungo termine e, sperano i ricercatori, aiutare a elaborare e perfezionare i trattamenti per affrontare le conseguenze a lungo termine del maltrattamento.


I materiali della ricerca sono disponibili sul sito della University of Melbourne.

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