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Il progetto “Che razza di parole!” è statp realizzato da Avvocato di Strada ODV, con il contributo dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali – UNAR, in occasione della XVIII settimana d'azione contro il razzismo .
L'Associazione Avvocato di strada è un'organizzazione nazionale di volontariato con sede a Bologna che ha lo scopo di fornire assistenza legale alle persone senza dimora su tutto il territorio nazionale e di realizzare progetti per sensibilizzare la cittadinanza e le istituzioni sul tema delle discriminazioni.
Nell’ambito della propria attività di sensibilizzazione, ed in occasione della XVIII settimana d'azione contro il razzismo, Avvocato di Strada, con il contributo dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali – UNAR, ha deciso di dare vita ad un progetto chiamato “Che razza di parole!” finalizzato al coinvolgimento di 20 studentesse e studenti frequentanti il 4° e 5° anno della scuola secondaria di secondo grado, per la realizzazione di un processo penale simulato su un caso di odio online (c.d. hate speech) nel quale saranno gli stessi studenti ad interpretare il ruolo di parte offesa, imputato, organo giudicante, pubblico ministero, difesa, testimone o delle altre figure che prenderanno parte al processo.
I ragazzi interessati potranno presentare la propria candidatura compilando, entro e non oltre la data del 2 marzo 2022 alle ore 14.00, il modulo indicato al seguente link indicando le proprie generalità e le motivazioni che lo spingono a presentare la candidatura.
Nel caso dovesse pervenire un numero di candidature superiore ai posti disponibili, Avvocato di Strada selezionerà i partecipanti sulla base delle motivazioni presentate.
I ragazzi partecipanti al Progetto, con l’aiuto di avvocati volontari dell’Associazione, saranno coinvolti in prima persona nella simulazione di un processo penale su un caso di hate speech secondo le fasi illustrate brevemente di seguito:
Fase 1 (studio del caso):
in questa fase i partecipanti, con l’aiuto dei tutor, dopo essersi divisi nei gruppi che rappresenteranno le parti coinvolte nel processo simulato (gruppo Accusa, gruppo Difesa, gruppo Organo giudicante, gruppo Testimoni), inizieranno lo studio del caso sottoposto e predisporranno la strategia migliore per il ruolo assegnatogli.
Durante questa fase, sarà richiesto ai ragazzi di partecipare obbligatoriamente ai seguenti incontri:
- 04/03/2022, ore 17-19, incontro online tramite Zoom con i tutor
- 10/03/2022, ore 17-19, incontro online tramite Zoom con i tutor
- 15/03/2022, ore 17-19, incontro online tramite Zoom con i tutor
Fase 2 (processo simulato):
questa fase si svolgerà interamente a Bologna (costi di trasferta, vitto e alloggio saranno coperti dall'Associazione) nelle giornate del 18 e 19 marzo 2022 secondo il programma indicato di seguito:
- il giorno 18/03/2022 i partecipanti arriveranno a Bologna e dopo una prima fase di conoscenza si divideranno nei rispettivi gruppi (alla presenza dei relativi tutor) per la preparazione del processo.
- il giorno 19/03/2022, dalle ore 9 alle ore 13, ci sarà la simulazione del processo penale in location da definire (probabilmente presso un’aula del Tribunale di Bologna). Il processo simulato sarà trasmesso in diretta online (tramite Youtube) e i docenti che vorranno, indipendentemente dalla presenza o meno di loro studenti tra i partecipanti, potranno coinvolgere le classi nella visione dell’iniziativa durante il suo svolgimento.
Per maggiori informazioni potete scrivere a

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I dati regione per regione raccontano un Paese che non offre le medesime opportunità a tutte le persone di minore età. Presentato oggi a Milano il Rapporto CRC “I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia – I dati regione per regione”.
Una vera e propria “lotteria geografica” condiziona il destino e l’attuazione dei diritti dei quasi dieci milioni (9.287.462) di persone di minore età che vivono in Italia: sempre più evidenti le forti diseguaglianze sociali, economiche e culturali che caratterizzano i vari territori. Il Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (CRC) è un network attualmente composto da 100 soggetti del Terzo Settore che da tempo si occupano attivamente della promozione e tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza ed è coordinato da Save the Children Italia. Il Gruppo CRC pubblica la seconda edizione del Rapporto “I dati regione per regione 2021”, a distanza esatta di tre anni dalla prima. La pubblicazione affianca l’analisi nazionale sviluppata nel Rapporto annuale di monitoraggio al fine di offrire una fotografia regionale attraverso una serie di indicatori e utili spunti per ulteriori approfondimenti. In particolare, l’obiettivo è quello di sensibilizzare le istituzioni pubbliche circa la necessità di una raccolta puntuale, sistematica e disaggregata di informazioni necessarie a programmare interventi efficaci e sostenibili per bambini, adolescenti e le loro famiglie. Inoltre, è nostra intenzione favorire il dialogo tra i territori, fornendo utili materiali di confronto, anche attraverso l’organizzazione degli incontri regionali che si stanno svolgendo in queste settimane.
La pubblicazione è organizzata in 20 schede regionali che offrono dati sintetici e comparabili relativi alle aree tematiche individuate. Partendo dai contenuti dei rapporti annuali di monitoraggio, sono stati individuati sette raggruppamenti tematici. Per ognuno di essi è stato individuato un set di indicatori che, seppur limitato, anche in considerazione della difficoltà di reperire dati disaggregati per la fascia 0-17 anni a livello regionale, possa rappresentare la condizione dell’infanzia nei diversi territori per le specifiche aree tematiche. La raccolta degli indicatori, per un totale di 164 indicatori, è stata resa possibile anche grazie al supporto di numerosi soggetti istituzionali e non solo, che hanno fornito una serie di dati disaggregati su base regionali ai fini della pubblicazione. In particolare, sono presenti nel Rapporto alcuni dati inediti, forniti da vari enti appositamente ai fini della stesura dello stesso: tra questi, ad esempio, i dati sulle persone di minore età a rischio povertà o esclusione, sulla povertà abitativa, sulle attività culturali, lo sport e la povertà alimentare, i dati relativi alla scuola dell’infanzia e alla sicurezza nelle scuole, i dati sui minorenni vittime di abusi.
Se ne riporta di seguito una sintesi rispetto a quelli più significativi per la Regione Lombardia.
- Dati demografici
In Lombardia le persone di minore età sono 1.607.549, il 16,1% della popolazione totale della regione, contro una media nazionale del 15,7%, ma con un trend in diminuzione rispetto al precedente Rapporto.
Il tasso di natalità (per mille abitanti) è di 6,9, superiore di appena 0,1 alla media nazionale (6,8). La speranza di vita alla nascita è di 81,3 anni (inferiore di 0,7 rispetto alla media nazionale di 82 anni). Le famiglie con 5 o più componenti sono 4,7 su 100, inferiori rispetto alla media italiana del 5,2, mentre i nuclei monogenitoriali sono il 15,4% (inferiori di 2,1 punti rispetto alla media italiana).
- Risorse dedicate all’infanzia e all’adolescenza
In questa edizione è stata aggiunta un’area sulle risorse dedicate all’infanzia e all’adolescenza che ripropone l’analisi realizzata dal Gruppo CRC e pubblicata a maggio 2021 nel Dossier Risorse Infanzia. Nella consapevolezza che si tratta di dati limitati, che forniscono solo una fotografia parziale, è stato ritenuto importante dare visibilità all’allocazione di adeguate risorse all’infanzia e all’adolescenza in quanto ha un’importanza enorme nel garantire a tutti i bambini e a tutti gli adolescenti l’effettiva attuazione dei diritti.
Si evidenzia, ad esempio che, in Lombardia i fondi del PON scuola pro-capite per popolazione 0-17 ammontano a 68,25 euro, nettamente inferiore rispetto alla media nazionale di 170,16 euro.
- Povertà materiale ed educativa
Oltre ai dati sulla povertà economica, in questo rapporto sono stati aggiunti nuovi indicatori che consentono una visione più completa del fenomeno della povertà minorile, che è multidimensionale e non può non tenere conto anche della povertà educativa.
In Lombardia la percentuale di minorenni in povertà relativa è del 16,6%, inferiore di 3,8 punti rispetto alla media nazionale, ma superiore rispetto a Piemonte (16,1%), Veneto (13,1%) ed Emilia- Romagna (15,9%), e con una tendenza in aumento di 2,6 punti rispetto al precedente Rapporto.
Significativo anche il dato sulla povertà abitativa: in Lombardia la percentuale di minorenni che vive in abitazioni prive di alcuni servizi e con problemi strutturali è dell’11,3% (media nazionale del 12,8%), mentre i minorenni che vivono in situazioni di sovraffollamento abitativo sono il 45,7% superiore di ben 4 punti rispetto alla media nazionale.
I bambini e i ragazzi di 6-17 anni che nel tempo libero hanno l’abitudine alla lettura di libri sono il 58,6%, quota superiore di 6,7 punti rispetto alla media nazionale.
La percentuale di bambini e ragazzi che nel tempo libero praticano sport è del 70,2%, superiore di 10,4 punti rispetto alla media nazionale e con una tendenza in aumento rispetto al precedente Rapporto.
In relazione alla povertà educativa digitale, la percentuale di minorenni tra 6 e 17 anni che non utilizzano Internet è del 13,9%, inferiore di 1,8 rispetto alla media nazionale.
- Ambiente familiare e misure alternative
Il tasso di affidamenti familiari è di 1,5 ogni mille residenti, in linea alla media italiana di 1,5; così come il tasso per mille residenti di 0-17 anni dei minorenni nei servizi residenziali (1,3) e in aumento dello 0,2 rispetto al precedente Rapporto.
La percentuale di bambini e adolescenti stranieri presenti nei servizi residenziali è del 50,4% (inferiore rispetto alla media nazionale di 54,9%), mentre la percentuale di bambini e adolescenti accolti nei servizi residenziali con disabilità certificata è di 5,8% (0,8% superiore alla media italiana).
Rispetto alle adozioni, le dichiarazioni di adottabilità di minorenni per adozione nazionale sono state 246 (1.237 il totale nazionale), di cui 58 da genitori ignoti (193 il dato nazionale), mentre le domande di disponibilità all’adozione nazionale sono state 901.
Rispetto al tema relativo alle persone di minore età con un genitore detenuto, la percentuale di colloqui con minorenni sul totale dei colloqui è del 13,6% (inferiore alla media nazionale del 20,4%), mentre il numero di istituti penitenziari in cui è presente una ludoteca è di 11 su 19.
- Educazione, gioco e attività culturali
I dati sull’educazione indicano che la percentuale dei comuni coperti da servizi socioeducativi per la prima infanzia è dell’80,5%, superiore di 20,4 punti rispetto alla media nazionale.
Tra i bambini iscritti alla scuola dell’infanzia, il 58,3% è iscritto alla scuola pubblica e il 41,7% alla scuola privata. Gli anticipatari sono il 2,5%, inferiori di 1,6 rispetto alla media nazionale.
La percentuale di alunni della scuola primaria che usufruiscono del servizio mensa è dell’80,4%, superiore di 24,1 punti rispetto alla media nazionale. La percentuale di classi senza tempo pieno è del 48,19%, inferiore quindi rispetto alla media nazionale del 70,47%.
Uno specifico approfondimento del Rapporto riguarda il diritto all’istruzione per gli alunni con disabilità e per gli alunni stranieri, nella consapevolezza che l’opportunità di frequentare ambienti educativi inclusivi faccia la differenza nei processi di integrazione. Nelle scuole statali sono presenti 45.324 alunni con disabilità, mentre la percentuale di alunni con cittadinanza non italiana presenti sul totale degli ordini è del 15,5%.
La percentuale di persone di 18-24 anni che hanno conseguito la sola licenza media e non sono inseriti in un programma di formazione (Early School Leaver) è del 11,9% (media italiana 13,1%), mentre la percentuale di persone di 15-29 anni che non lavorano e non studiano (Neet) è del 17,4% (media nazionale 23,3%).
Infine, la percentuale di edifici in cui è presente il certificato di agibilità è del 53,6%, superiore rispetto alla media italiana del 39%.
- Salute e servizi di base
Il tasso di mortalità infantile in Lombardia è del 2,56‰ (media nazionale 2,88‰) e la percentuale di parti cesarei sul totale dei parti è del 23,7 % inferiore di 8 punti rispetto alla media nazionale.
La percentuale di bambini obesi e gravemente obesi è del 4,7%, quota inferiore di 4,7 punti rispetto alla media nazionale e in diminuzione rispetto al precedente Rapporto.
La mobilità ospedaliera interregionale è di 6,6 rispetto alla media nazionale del 9,4.
Rispetto alle coperture vaccinali: la copertura per il morbillo è del 95,6%, superiore di 0,4 rispetto alla media nazionale e con una tendenza in aumento rispetto al precedente Rapporto.
Passando all’ambiente, e specificatamente alla qualità dell’aria urbana, i livelli di esposizioni della popolazione urbana all’inquinamento atmosferico da particolato PM 2,5 superiore a 10 mcg/m3 è del 97%, superiore di 15,1 rispetto al dato nazionale 81,9%. Infine, la disponibilità di verde urbano è di 27,4, inferiore del 6,4 rispetto alla media nazionale del 33,8.
- Protezione
In questa ultima sezione sono riportati i dati relativi ai minori stranieri non accompagnati presenti e censiti che in Lombardia sono 732 (Italia 7.802), tendenza in diminuzione rispetto al precedente Rapporto.
Con riferimento alle persone di minore età in stato di detenzione o misure alternative, nei Servizi residenziali sono presenti 239 minorenni, il 18,2% rispetto al totale nazionale, tendenza in diminuzione rispetto al precedente rapporto.
Per la prima volta quest’anno sono stati poi inseriti i dati forniti dal Ministero dell’Interno rispetto ai minorenni vittime di abuso e di maltrattamento per una serie di reati, che in mancanza di qualsiasi altra informazione relativa al fenomeno della violenza a danno di minorenni, abbiamo ritenuto importante includere, nella consapevolezza che forniscono solo uno sguardo parziale sul fenomeno: i reati per maltrattamento contro familiari e conviventi segnalati nel 2020 sono 3.185, il 14,67% del totale nazionale (21.709).
“In Italia permangono ancora numerose e profonde diseguaglianze regionali nell’accesso e nella qualità dei servizi di salute, dei servizi educativi, e nell’incidenza della povertà, che di fatto significa che le persone di minore età hanno differenti opportunità e diritti a seconda di dove nascano e crescono. Si tratta di forte discriminazione su base regionale, che ha un forte impatto sulla vita dei bambini, e che rende indispensabile avviare una programmazione strategica in grado di investire con efficacia sull’infanzia e adolescenza”. Commenta Arianna Saulini, di Save the Children, coordinatrice del Gruppo CRC. “Con questo lavoro le associazioni del Gruppo CRC intendono contribuire e stimolare un processo che porti ad una maggiore conoscenza e consapevolezza della condizioni dell’infanzia nei singoli territori, e conseguentemente superare le disparità che si fanno sempre più acute”. In particolare aggiunge Liviana Marelli, CNCA, “occorre investire maggiormente sulla cura degli ambienti di vita a partire dalla qualità dell’aria che in Lombardia evidenzia dati peggiori rispetto alla media nazionale, così come vanno incrementare le aree verdi che evidenziano una significativa percentuale inferiore rispetto alla media nazionale. Occorre altresì avere cura dei processi di transizione alla vita adulta con particolare attenzione all’ individuazione di politiche attive di contrasto alla condizione di NEET che in Lombardia evidenzia un dato pari l7,4% e superiore alla media europea (14,2%).

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Responsabili, comprensivi e fiduciosi nella scienza: così la pandemia ha cambiato i comportamenti degliadolescenti
https://www.repubblica.it/
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L’affido è un servizio del ComuneMilano che ha lo scopo di tutelare bambini e bambine, offrendo loro un contesto familiare che li supporti nella crescita e rispettando allo stesso tempo il loro diritto a mantenere i legami con la propria famiglia d’origine.
Succede, infatti, che la famiglia naturale possa trovarsi in una situazione di difficoltà che la porta a non essere in grado di occuparsi dell’educazione e delle necessità materiali e affettive dei propri figli.
Possono diventare “affidatarie” persone singole o coppie, sposate o conviventi, senza vincoli di età.
Guarda il video
per conoscere la storia della piccola Marta e clicca qui per scoprire tutte le informazioni relative al percorso di affido
bit.ly/Affido-Milano
- Scritto da Ubiminor
- Categoria: Rassegna Stampa

Bullismo, cyberbullismo: la violenza delle parole che uccidono
https://picchionews.it/
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- Categoria: Comunicati
Presidente del Consiglio dei Ministri Mario DRAGHI
Ministro del Lavoro e delle politiche sociali Andrea ORLANDO
Ministro della Giustizia Marta CARTABIA
Ministra Pari opportunità e famiglia Elena BONETTI
Commissione giustizia senato e camera
Ai capigruppo parlamentari
Al gruppo interparlamentare minori (tramite on. Lattanzio, On. Siani, On. Serracchiani)
p.c.
Alla Dott.ssa Carla Garlatti – Autorità Garante Nazionale Infanzia e Adolescenza
Alla Dott.ssa Cristina Maggia – presidente AIMMF
Alla Dott.ssa Susanna Galli – Segretario generale AIMMF
Alla dott.ssa Grazia Cesaro – UNCM
Al dott. Gianmario Gazzi - CNOAS
Ai Presidenti dei Tribunali per i Minorenni, Loro Sedi
Alla Conferenza delle Regioni
All’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani
Oggetto:
- Costituzione gruppo di lavoro per l’elaborazione degli schemi di decreto legislativo recanti modifiche in materia di procedimento relativo a minorenni e famiglie.
- Costituzione gruppo di lavoro per l’elaborazione degli schemi di decreto legislativo recanti modifiche in materia di riforma ordinamentale ed istituzione del tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie.
In riferimento all’oggetto, constatiamo nostro malgrado che la composizione dei suddetti gruppi di lavoro comprende esclusivamente rappresentanti della Magistratura e dell’Avvocatura.
Tale scelta è a nostro parere monca rispetto all’indispensabile coinvolgimento degli Enti Locali, quali organo di regia che garantisce i diritti dei soggetti di minore età e delle loro famiglie. È mancante anche nella composizione dei gruppi stante la totale assenza della competenza di ordine sociale, pedagogico e psicologico che si attua con la collaborazione delle organizzazioni di terzo settore e dei coordinamenti nazionali che – in base al principio di sussidiarietà normativamente previsto - svolgono concreta e competente azione di accoglienza (familiare e di comunità residenziale) e di accompagnamento prossimo alle famiglie, ai bambini e ai ragazzi in situazione di vulnerabilità.
Non si può non considerare che per raggiungere obiettivi di benessere per famiglie e minorenni nei processi di aiuto, è efficace solo un lavoro che preveda la interdisciplinarietà, l’insieme di diverse competenze e professionalità – purtroppo trascurate in sede di approvazione della legge n. 206 del 26 novembre 2021 “Delega al governo per l’efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie e misure urgenti di razionalizzazione dei procedimenti in materia di diritti delle persone e delle famiglie nonché in materia di esecuzione forzata “ (GU n. 292 del 9/12/21 vigente dal 24/12/21) – quale unica strada per rendere efficiente il sistema di welfare, per abbreviare i tempi e ottimizzare le risorse che, seppur presenti, andrebbero dissipate.
Possono allora essere questi schemi di decreti delegati solo “questione giuridica o legale”?
La tutela dei diritti dei bambini/e , dei ragazzi/e e delle loro famiglie non si risolve con la logica del “contraddittorio” ma richiede capacità progettuale per sostenere processi evolutivi di cambiamento per garantire futuri possibili. Si ribadisce dunque che la definizione degli schemi di decreto, necessita di una visione non solo di tipo giuridico, ma anche di competenze sociali, pedagogiche e psicologiche. Questo è il senso della “collegialità e complementarietà” di sguardi e competenze garantito finora dai Giudici Onorari, funzione che sarebbe auspicabile mantenere nel futuro ordinamento.
Riteniamo pertanto che i gruppi di lavoro di cui all’oggetto debbano prevedere la partecipazione attiva di rappresentanti degli Enti locali, di operatori sociali, pedagogisti, psicologi e dei coordinamenti nazionali che si occupano di protezione e tutela dei minorenni e delle loro famiglie e che hanno decenni di esperienza, e sono maggiormente rappresentativi dell’ambito della cura e dell’accoglienza di soggetti di minore età.
Richiamiamo al riguardo quanto esposto nell’odg presentato dagli onorevoli Lattanzio, Siani, Di Giorgi, Verini, Bazoli, Lepri, Ruggiero e Grippa nel quale si evidenzia come “... una delle caratteristiche che impronta maggiormente di sé l’attuale sistema della giustizia minorile consiste nella partecipazione al procedimento e allai decisione di esperti, ad esempio nel campo della psicologia o della pedagogia, con l’obiettivo di consentire che le norme siano applicate tenendo conto della specifica condizione del minore come persona in via di sviluppo” impegnando il Governo anche “..a valutare le modalità attraverso le quali garantire, in questo ambito, il contributo multidisciplinare sinora apportato dai componenti privati”.
Inoltre il Tavolo di lavoro delle associazioni nazionali e delle reti nazionali e regionali di famiglie affidatarie, nel documento presentato nel corso della audizione del 26.10.2021 davanti alla Commissione Giustizia della Camera ha auspicato la “creazione di un Tavolo di confronto per poter realizzare una riforma Dalla parte dei bambini” che preveda:
- il miglioramento dell’organico e informatizzazione degli uffici giudiziari al fine di garantire la necessaria interconnessione nonché l’accelerazione dei procedimenti che riguardano i minorenni, stimandone le risorse utili;
- l’adeguato budget di investimenti per il sistema dei Servizi sociali quale organo di prossimità impegnato sia nella prevenzione di interventi giurisdizionali, in circostanze di vulnerabilità familiare, sia nell’implementazione dei provvedimenti emanati dall’Autorità giudiziaria a tutela dell’infanzia;
- adeguata e costante formazione del “curatore speciale del minore” a cura degli Ordini professionali secondo un protocollo formativo che tenga conto di tutti i soggetti coinvolti nei procedimenti minorili.
Chiediamo pertanto che la Ministra della Giustizia intervenga per integrare i gruppi di lavoro come sopra indicato e ai referenti del gruppo interparlamentare infanzia di attivarsi affinché venga dato seguito a quanto approvato nei suddetti ordini del giorno.
Firme:
CNCA - Presidente Nazionale Riccardo De Facci
CNCA - Responsabile Area Accoglienza relazioni familiari, diritto al futuro bambini, adolescenti, giovani - Liviana Marelli
CNCM - Coordinamento nazionale comunità per minori - Giovanni Fulvi
CISMAI – Coordinamento italiano servizi contro il maltrattamento all’Infanzia - Giovanni Visci
SOS - Villaggi dei Bambini - Direttore Roberta Capella
Associazione Agevolando - Federico Zullo
Associazione Progetto Famiglia – Marco Giordano
Anfaa – Associazione Nazionale Famiglie Adottive e Affidatarie – Frida Tonizzo – Presidente


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Adolescenti depressi, come aiutarli? Le cause e i consigli della psicoterapeuta
https://www.centropagina.it/
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L’importanza degli stili genitoriali nello sviluppo del pensiero creativo
https://www.stateofmind.it/
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Allarme adolescenti, aumentano i disturbi mentali e anche i casi di suicidio
https://www.avvenire.it/
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“Italia Inclusiva” è un progetto della Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese che mira a valorizzare il terzo settore italiano all’estero, attraverso la realizzazione di progetti video-fotografici che valorizzino l’attività di sei associazioni non profit italiane.
Il Terzo settore in Italia è una realtà dinamica ed estremamente variegata, che conta centinaia di migliaia di organizzazioni attive in diversi ambiti. Nasce per mettersi al servizio della comunità e allo stesso tempo crea comunità e relazioni, producendo un valore economico ben più grande di quanto venga quantificato. È un laboratorio attivissimo di imprenditoria e innovazione e contribuisce a promuovere la cultura e a renderla accessibile. Il Terzo settore italiano genera a sua volta una cultura della responsabilità, della cooperazione e della cura per le persone, gli spazi e le città. È quindi importante iniziare ad associare il Made in Italy anche alle eccellenze che il nostro Paese può vantare in ambito sociale, le quali hanno un ruolo cruciale nello sviluppo sostenibile del Paese e nell’inclusione dei suoi soggetti più fragili.
Il progetto mira a comunicare all’estero il contributo del terzo settore e a tentare di restituirne la varietà, attraverso la selezione di sei macro-aree di intervento, che richiamano gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile dell’Agenda ONU 2030: legalità, empowerment femminile, rigenerazione urbana, integrazione sociale, sport, imprenditoria sociale.
Per la promozione e la valorizzazione di questo importante patrimonio socio-economico verranno realizzati dei progetti video-fotografici che raccontino l’attività delle associazioni individuate attive nei settori sopraelencati, in continuità con la consolidata tradizione della fotografia italiana nella lettura dei luoghi e della società.
L’Avviso pubblico “Italia Inclusiva” si rivolge a fotografi/video maker o collettivi emergenti o mid-career e rimarrà aperto fino al 4 febbraio 2022. I sei artisti selezionati potranno sviluppare il loro progetto video-fotografico osservando nel corso di alcuni mesi il lavoro e la storia delle associazioni. I progetti fotografici saranno poi valorizzati attraverso la realizzazione di sei libri e di altrettante mostre destinate ad essere diffuse nella rete diplomatico-consolare e degli Istituti Italiani di Cultura.
La direzione creativa del progetto è a cura di Baringo, un progetto di Cosimo Bizzarri e Matteo De Mayda.
Questo il link per il bando.






