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“Stavo solo scherzando”: il rapporto sulla violenza nelle relazioni tra adolescenti
https://www.savethechildren.it/
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Fiera Milano Rho, da venerdì 13 a domenica 15 marzo 2026
“Di quante persone abbiamo bisogno (per cambiare il mondo)”
il filo rosso della nuova edizione di Fa’ la cosa giusta!
La fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili
Presentato il “filo rosso” della 22esima edizione di Fa’ la cosa giusta! in programma da venerdì 13 a domenica 15 marzo 2026: “Di quante persone abbiamo bisogno (per cambiare il mondo)” a Fiera Milano Rho. Ingresso gratuito e un’area espositiva che copre 30mila mq: la prima fase di iscrizioni per gli espositori si è chiusa con un aumento del 23 per cento. Punta quindi a nuovi record Fa’ la cosa giusta! che nel 2025 ha avuto 52 mila visitatori. Le iscrizioni per gli espositori sono aperte fino al 20 febbraio (www.falacosagiusta.org).
Fa’ la cosa giusta! è nata da un’idea ed è organizzata da Terre di mezzo Editore oltre che da Insieme nelle Terre di mezzo Odv.
Lo scorso anno sono state 550 le aziende e le associazioni presenti nelle aree tematiche dedicate all’abitare sostenibile, al cibo e alla sana alimentazione, alla cultura e partecipazione attiva, alla cosmesi naturale e biologica, alla moda etica, ai prodotti e servizi per famiglie e bambini. https://www.falacosagiusta.org/catalogo-espositori/
All’interno di Fa’ la cosa giusta! uno spazio crescente è dedicato al turismo sostenibile, in particolare con l’area della Fiera dei Grandi Cammini che, con i suoi 100 appuntamenti culturali e la presenza di tutte le associazioni del settore e quasi tutte le Regioni italiane, rappresenta l’appuntamento nazionale più importante. Dopo il film “Buen Camino” di Checco Zalone che ha riempito le sale e veleggia intorno ai 10 milioni di spettatori, ci si aspetta un boom di interesse anche per i Cammini e i grandi trek italiani. In fiera uno spazio speciale è dedicato al Cammino di Santiago di Compostela per tutti coloro che vogliono sapere che cos’è e come percorrerlo.
Ad arricchire l’offerta degli stand - dove i visitatori possono scoprire le buone pratiche e acquistare i prodotti proposti da aziende, associazioni, enti e gruppi di cittadini - si conferma anche il ricco programma culturale composto da centinaia di incontri e attività a cura di esperti, organizzati nelle “piazze”, aree interne di condivisione a cui tutti possono accedere. Il programma culturale è in continuo aggiornamento: https://www.falacosagiusta.org/la-fiera/programma-culturale/
È già definitivo invece il programma di “SFIDE - La scuola di tutti”, l’evento all’interno di Fa’ la cosa giusta! dedicato al mondo della scuola e organizzato da Terre di mezzo Editore in collaborazione con Edizioni Erickson e MCE (Movimento di Cooperazione Educativa). “Orientarci nella complessità” è il titolo di questa edizione 2026 che propone 100 incontri di formazione certificata - rivolti a insegnanti, dirigenti scolastici, studenti, famiglie e chiunque sia interessato al mondo dell’educazione - per interrogarsi sugli spazi di libertà e autonomia che i docenti dovranno abitare il prossimo anno scolastico, quando entreranno in vigore le Nuove Indicazioni Nazionali. Tra gli esperti presenti: Alberto Pellai, Barbara Tamborini, Pierdomenico Baccalario, Christian Raimo, Daniele Aristarco, Espérance Hakuzwimana, Amir Issaa, Chiara Faggiolani, Irene Biemmi, Giuseppe Burgio, Michele Arena, Marco Guastavigna e tante altre voci del pensiero critico del panorama educativo italiano. https://www.sfide-lascuoladitutti.it/programma/
Per partecipare agli eventi di SFIDE è necessario iscriversi e acquistare il biglietto sul sito: https://www.sfide-lascuoladitutti.it/
Fa’ la cosa giusta!
Fiera Milano Rho (padiglioni 16 e 20)
13-14-15 marzo 2026
Orari: ven e sab 9-20, dom 9.30-19
Ingresso gratuito previa registrazione sul sito: falacosagiusta.org
Fiera Milano Rho (Strada Statale Sempione 28, Rho - Milano) è raggiungibile con la Metropolitana ATM Linea Rossa M1 (fermata Rho-Fieramilano) e treni Trenord (S5/S6/S11 – Regionali/Regionali Veloci - Fermata Rho Fiera). Parcheggio a pagamento in loco.
Milano, gennaio 2026

Nell'ambito della sezione Sfide - La Scuola di tutti, sono molti gli incontri dedicati agli adolescenti. In particolare:
- Infanzie e adolescenze transgender: strumenti e riflessioni per educare al genere con Giuseppe Burgio, Sabina Pignataro e Alessia Ale* Santambrogio
- Educare al consenso sul palcoscenico scolastico. Promuovere relazioni sane e rispettose tra ragazze e ragazzi con Elena Ciampi e Caterina Di Chio
- Educare i maschi alla parità. Come gli albi illustrati possono aprire mondi e modelli relazionali più equi con Irene Biemmi, Fondazione Cecchettin
- Gli stereotipi di genere nelle professioni. Strumenti utili per riconoscerli e contrastarli con Centri Antiviolenza E.M.M.A.
- Adolescenti costruttori di bellezza. I percorsi di crescita tra opportunità e rischi del nostro tempo" con Alberto Pellai e Barbara Tamborini,
- "Oltre la tecnofobia. Corpo, gesto e tecnologie digitali" con Giulio De Vivo, Stefano Moriggi e Domenico Russo,
- "Coltivare fiori nel caos: la scuola di fronte alle nuove sofferenze degli adolescenti", con Davide Fant,
- "Potere alle parole. Come portare il linguaggio trasversale della musica Rap nella didattica delle discipline" con Amir Issaa,
- "Che cosa vuoi fare da grande? Perché orientare gli studenti alla vita, non alle professioni" con Michele Arena e Michele Dal Lago
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Le Organizzazioni del Tavolo Minori Migranti promuovono un appello al Governo e al Parlamento affinché si fermi l’adozione di norme che rischiano di compromettere alcune fra le principali tutele previste per i minori non accompagnati e i neomaggiorenni
“Il DDL Immigrazione, varato l’11 febbraio dal Consiglio dei Ministri, mette a rischio i diritti dei minori, mina le fondamenta della L.47/2017 e ostacola l’inclusione di migliaia di adolescenti e giovanissimi/e”. Lo dichiara il Tavolo Minori Migranti, coordinato da Save the Children, appellandosi a Governo e Parlamento. Promuovono l’appello 22 Organizzazioni della società civile: Ai.Bi., Amnesty Interna0onal Italia, Associazione Agevolando, ARCI, ASGI, Caritas Italiana, Centro Astalli, CeSPI, CIDAS, CISMAI, CNCA, CIR-Consiglio Italiano per i Rifugia0, Coopera0va CivicoZero, Defence for Children Interna0onal, Emergency, Fondazione Terre des Hommes Italia, Intersos, Oxfam Italia, Salesiani per il Sociale, Save the Children Italia, SOS Villaggi dei Bambini, Tutori in Rete.
Ancora una volta, la L. 47 viene minacciata da proposte peggiorative, nonostante sia una normativa modello per la protezione dei minorenni, unica in Europa e, come tale, da più parti riconosciuta come punto di riferimento. La L.47 del 2017 sui minori non accompagnati, nota come “Legge Zampa”, è volta a garantire la piena realizzazione dei diri> dei minorenni che arrivano da soli in Italia a seguito di viaggi drammatici, spesso traumatizzati e disorientati, attraverso un percorso di protezione, inclusione e piena integrazione nella società. Essa, vale la pena ricordarlo, venne approvata ad ampia maggioranza parlamentare. Alla sua progressiva attuazione hanno contribuito, nei quasi nove anni dalla sua adozione, le istituzioni competenti a livello centrale e territoriale, le organizzazioni della società civile, gli operatori sociali e i singoli cittadini e cittadine che, come tutrici e tutori volontari, famiglie affidatarie, volontari e attivisti, sostengono ogni giorno bambini, bambine e adolescenF che arrivano soli in Italia.
Le proposte contenute nel DDL Immigrazione minano alcuni tra gli istituti principali della L.47, come il cosiddetto “prosieguo amministrativo”, colpendo, inspiegabilmente, proprio ragazze e ragazzi avviati in un percorso di inclusione e adottando un approccio che sembra voler sottrarre al controllo giudiziario sempre più passaggi. Esse inoltre possono avere un impatto drammatico in caso di ragazzi e ragazze con bisogni particolari, vulnerabilità e fragilità. Il prosieguo amministrativo è un istituto che consente a coloro che, essendo arrivati da minori non accompagnati, necessitano di supporto oltre il compimento dei 18 anni, di accedere alla continuità dell’accoglienza, dietro decisione del Tribunale per i minorenni. Questa misura al momento è prevista dalla legge fino al ventunesimo anno di età e consente ai ragazzi neomaggiorenni di completare i percorsi di istruzione, formazione o inserimento lavorativo, nonché il consolidamento di relazioni e legami, avviati prima dei 18 anni e funzionali a una piena integrazione. Il prosieguo amministrativo non è un “beneficio accessorio”, quanto piuttosto la disposizione di un tempo necessario per consolidare competenze, completare un ciclo scolastico, ottenere una qualifica professionale o entrare nel mondo del lavoro con strumenti adeguati. In altre parole, diventare parte della comunità, imparandone anche obblighi e responsabilità.
Qualora le modifiche restrittive contenute nel testo informalmente circolato del DDL venissero confermate nel testo ufficiale e approvate dal Parlamento – ipotesi che le Organizzazioni firmatarie chiedono di scongiurare - si rischierebbe un ridimensionamento delle garanzie oggi riconosciute ai minori e neomaggiorenni stranieri non accompagnati, con il risultato concreto di comprimere gli strumenti di protezione e accompagnamento. Intervenire sul prosieguo amministrativo rischia di produrre un duplice danno, da un lato ostacolando l’autonomia di giovani che stanno costruendo un percorso positivo, dall’altro aumentandone la vulnerabilità sociale, spingendo molti di loro ai margini, a condizioni di precarietà abitativa e sfruttamento lavoraTIvo e rendendo più difficile ogni forma di inclusione reale. Tali norme non farebbero che aumentare il rischio di marginalità sociale, creando nuove sacche di vulnerabilità e indebolendo un sistema già messo alla prova, con risultaTI disastrosi.
Le modifiche proposte, inoltre, comporterebbero una disparità di trattamento tra i minori e neomaggiorenni stranieri non accompagnati e i loro coetanei fuori famiglia a seguito di un provvedimento del Magistrato. L’ordinamento[1] infatti consente a questi ultimi di accedere a misure di accompagnamento fino ai 21 anni, beneficiando della continuità del progetto educativo individualizzato intrapreso. Allo stesso modo e ispirandosi agli stessi principi, il prosieguo amministrativo per minori non accompagnati nasce come strumento pensato per i ragazzi che affrontano il passaggio alla vita adulta senza una rete familiare su cui contare.
Non avere una famiglia accanto durante l’adolescenza significa trovarsi, a 18 anni, improvvisamente soli proprio nel momento in cui normalmente ogni giovane continua ad avere bisogno di sostegno: un luogo dove tornare, qualcuno che accompagni nelle scelte, un aiuto nel sostenere un percorso di studio, nel cercare lavoro, nel costruire un progetto di vita.
Per i ragazzi che crescono fuori dalla propria famiglia, il compimento dei 18 anni non coincide infatti con una reale autonomia, ma con la perdita improvvisa di una parte delle tutele che li hanno accompagnati fino a quel momento. È proprio in questo passaggio che il diritto ad un accompagnamento graduale diventa ancora più essenziale, per evitare che l’uscita dal sistema di accoglienza si trasformi in una condizione di solitudine e vulnerabilità.
Sono diverse migliaia i ragazzi nella fascia 18-21, ancora in una condizione di fragilità, presenti attualmente nel sistema ed è semplice calcolare che altre migliaia se ne aggiungeranno quando i diciassettenni attualmente accolti compiranno 18 anni. Le norme che impattano sul prosieguo amministrativo sarebbero estremamente dannose per la qualità dei percorsi di accoglienza e inclusione, la loro sostenibilità nel tempo e, di fatto, la vita di tanti ragazzi e ragazze.
Le misure proposte dal DDL immigrazione andrebbero anche a peggiorare le procedure di rimpatrio assistito e volontario: la centralità del Tribunale per i minorenni, che nel sistema attuale ha il compito centrale di prendere una decisione a riguardo, garantisce che essa venga adottata dopo un’attenta valutazione, nel rispetto del superiore interesse del minore e delle convenzioni internazionali, ambito in cui l’organo giurisdizionale ha competenza specifica. Il DDL immigrazione trasferirebbe questa competenza al Prefetto, sentito il Tribunale: verrebbe dunque spostata dal giudice all’autorità amministrativa la prerogativa di una decisione che impatta sui diri> fondamentali dei minori. Tale trasferimento ridurrebbe le garanzie di tutela. Mantenere la competenza in capo al Tribunale per i minorenni resta quindi essenziale per avere decisioni prese nell’interesse superiore del minore, come indicato dalla Convenzione ONU sui diri> dell’infanzia e dell’adolescenza, evitando la prevalenza di criteri amministrativi, priorità di ordine pubblico o disomogeneità territoriale.
Per queste ragioni, il Tavolo Minori Migranti chiede con forza al Governo di ritirare le proposte restrittive avanzate e al Parlamento di non approvare le modifiche previste dal DDL Immigrazione che incidono sul sistema di tutela dei minori stranieri non accompagnati e, in particolare, sul prosieguo amministrativo e sul rimpatrio assistito.
Il Tavolo ribadisce la sua disponibilità ad un confronto immediato approfondito e costruttivo con Governo e Parlamento, affinché venga valorizzato il sistema attuale di tutela che rappresenta un presidio avanzato di garanzia dei diri> per i soggetti più vulnerabili, quali sono i minori migranti soli che, anche attraverso l'affidamento familiare, possono essere generatori di infrastrutturazione sociale, portatrice di sicurezza endogena ed esogena.
La piena attuazione della L.47, ancora non adeguatamente realizzata, non soltanto propone fondamentali garanzie ma costituisce il sistema e le traiettorie per un'accoglienza adeguata, efficace e sostenibile. Se si vuole contribuire al benessere dei ragazzi e delle ragazze, alla loro piena inclusione, e quindi alla coesione sociale e al benessere dell’intera collettività, è necessario far vivere questa legge in tutte le sue parti ed evitare interventi peggiorativi come quelli proposti.
Roma, 17 febbraio 2026
[1] in forza del combinato disposto dell’art. 29 R.D. n. 1404/34, in base al quale i provvedimenti minorili proseguono fino al ventunesimo anno di età, ed all’art. 23 della legge n. 39/75 che abbassando a 18 anni la maggiore età, ha mantenuto il ventunesimo anno come limite entro cui l’interessato ha diritto a continuare il progetto educativo o formativo in atto.
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Il fenomeno degli hikikomori. Disagio giovanile e isolamento sociale
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Adolescenti tra solitudine, disuguaglianze e intelligenza artificiale
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