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Quasi tutte le persone, fin da molto giovani, hanno ricevuto dagli adulti il messaggio che definire i propri obiettivi sia una parte importante dello sviluppo personale. Obiettivi scolastici, di interesse personale e poi di carriera professionale.

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C'è molta verità in questa idea. Psicologi, counselor, insegnanti, si affiancano ai genitori per indicare ai ragazzi quanto sia importante per loro stabilire con precisione gli obiettivi che vogliono raggiungere. Tuttavia, tali obiettivi, possono risultare dannosi e opprimenti per una positiva crescita emotiva.

Da un lato, gli obiettivi possono essere un'ancora che impedisce a un giovane di sentirsi alla deriva, senza uno scopo da raggiungere nel suo futuro. Danno una prospettiva, indicano una direzione, il che aumenta la motivazione. Inoltre, mettere alla prova le proprie capacità di raggiungere quanto ci si è prefisso, aumenta l’autostima.

Nonostante questi benefici, tuttavia, essere costantemente diretti a degli obiettivi può privare della gioia. La definizione dei traguardi da raggiungere può aumentare l'ansia derivante dalla paura del fallimento. Quando gli obiettivi non vengono raggiunti, la diminuzione dell’autostima può avere effetti depressivi.

La psicologia indica peraltro come sia, al contrario, interessante notare che la depressione può aumentare anche quando gli obiettivi vengono raggiunti. In questi casi, la depressione deriva dalla sensazione di vuoto in assenza della continuità di impegno che richiedeva l’obiettivo poi raggiunto.

Quando si ha a che fare con adolescenti in condizioni di disagio, definire degli obiettivi diventa una componente fondamentale del percorso che si stabilisce con loro. Molti di loro manifestano comportamenti a rischio o problematici, come l’assunzione di sostanze, l’abbandono scolastico o l'impulsività. Una volta che questi adolescenti identificano obiettivi precisi da raggiungere, sono in grado di vedere quanto i loro comportamenti problematici li allontanino dal loro raggiungimento.

In questi casi, gli obiettivi favoriscono l’acquisizione di una più alta consapevolezza dei processi decisionali. In questi ragazzi, inoltre, raggiungere gli obiettivi stabiliti genera un senso di controllo che, che, a sua volta, porta a una maggiore fiducia in se stessi e a una maggiore regolamentazione delle emozioni.

Al contrario, ci sono adolescenti che sviluppano alti livelli di depressione e ansia derivanti dal costante impegno che devono esercitare per raggiungere gli obiettivi. In questi casi gli obiettivi, di fatto, provocano quasi di necessità comportamenti problematici per aggirare la paura di fallimento e portano a una diminuzione dell’autostima. Con questi adolescenti, indicano i terapeuti, è bene ridurre l'importanza della definizione degli obiettivi e aumentare invece quelle attività il cui unico scopo è produrre piacere e benessere.

Questo porta a un dilemma. Se gli obiettivi possono essere sia la soluzione che la radice di così tanti problemi, come si possono incoraggiare gli adolescenti a stabilire obiettivi utili evitando al contempo che possano risultare dannosi? Non esiste una risposta semplice, tuttavia ci sono diversi fattori che possono aumentare un uso efficace degli obiettivi.


Incoraggiare un equilibrio tra le attività orientate all'obiettivo e quelle orientate alla gioia

Molti adulti osservano come tanti bambini abbiano una ridotta capacità di essere solo dei bambini. Questa caratteristica è spesso indicativa di troppe loro attività basate sugli obiettivi. Sia in ambito scolastico che ricreativo, si dovrebbero incoraggiare i ragazzi a trovare un equilibrio. Mandarli a scuole superiori impegnative, che li preparino al meglio per l’università, ma anche che tali scuole abbiano materie e impostazioni per loro accattivanti. Stabilire degli obiettivi nelle attività sportive agonistiche, lasciando però loro anche il tempo per partecipare ad altre puramente ricreative. Consentire che siano coinvolti in molte attività incentrate sul divertimento proprio del processo.

Nel promuovere questo equilibrio, occorre tener presente che l'attività orientata all’obiettivo per un ragazzo, per un altro può essere puro divertimento. Un ragazzo può aver bisogno di traguardi da raggiungere in matematica, per un altro aver a che fare con espressioni e calcoli può essere invece piacevole.


Incoraggiare gli obiettivi del processo anziché gli obiettivi del risultato

I risultati da raggiungere sono soggetti a molti fattori che sono al di fuori del controllo di una persona. Occorre incoraggiare gli adolescenti a fissare obiettivi sui quali possano esercitare il maggior controllo possibile.

L'autostima e la motivazione possono subire un duro colpo quando i giovani non riescono a raggiungere un obiettivo personale per ragioni indipendenti dalla loro volontà. Ad esempio, negli sport, un risultato modesto può essere dovuto in parte a errori di giudizio altrui, al maltempo, a infortuni o semplicemente alla sfortuna.

I risultati raggiunti sono una cosa meravigliosa da festeggiare ma, allo stesso tempo, legare tutti gli obiettivi al risultato porta a legare l'autostima e l’impegno solo al suo raggiungimento.

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Incoraggiare la definizione di obiettivi raggiungibili

La determinazione di obiettivi raggiungibili comporta due fattori. Innanzitutto, occorre stabilire obiettivi che riconoscano aspettative realistiche. Questo non significa non incoraggiare gli adolescenti a fissare mete che li spingano a superarsi. Ogni ragazzo dovrebbe stabilire sia obiettivi con un’aspettativa realistica, sia slanciarsi verso obiettivi “stellari".

Può anche essere utile stabilire obiettivi intermedi, in modo che si possa avere una progressione di successi e non solo un livello finale.

Ad esempio, uno studente potrebbe avere l'obiettivo di aumentare un voto da una sei a nove. Questo può essere pensato come due obiettivi sequenziali per raggiungere prima un otto e a quel punto il voto più alto prefissato. Questo consente al ragazzo di avere molteplici opportunità di successo. Inoltre, Il senso di realizzazione prodotto dal primo obiettivo raggiunto, aumenta la motivazione per raggiungere il secondo.


Incoraggiare la consapevolezza del presente

Spesso, ci si concentra così tanto sull'obiettivo finale da dimenticare di godersi il processo.

Si possono incoraggiare i ragazzi adolescenti ad avere mete ambiziose pur facendo in modo che l’orientamento al successo non sopravanzi il godimento del momento presente.

Molti ragazzi, a una certa età, sono tanto motivati alla preparazione per entrare in un corso di laurea selettivo e prestigioso, da impoverire la loro esperienza della scuola superiore. Gli obiettivi per il futuro possono anche richiedere un certo sacrificio, ma non dovrebbero completamente oscurare il godimento di quanto si sta vivendo. Ci sarà sempre un altro obiettivo da porsi, nella vita.


Incoraggiare l'uso efficace del confronto

Molte persone sono istintivamente portate a fare confronti sfavorevoli. Questi includono il confronto con i compagni percepiti come più bravi, nonché il confronto tra lo stato corrente in cui si trovano e quello desiderato.

Occorre ricordare agli adolescenti che il confronto più efficace è quello di dire a se stessi: "guarda quanto sono arrivato lontano". Sebbene sia bello tenere d'occhio il punto d’arrivo, è importante fare attenzione ai progressi già compiuti.

Un ragazzo, ad esempio, può essere molto frustrato quando non raggiunge determinati obiettivi di tempo nel nuoto. Si può condividere la sua frustrazione. Ma è bene ricordargli i tempi che faceva in passato per renderlo consapevole del punto cui è arrivato.

Incoraggiare i ragazzi in questi cinque modi può essere un modo efficace di aumentare la loro consapevolezza che stabilire obiettivi non è del tutto positivo o negativo.

Uno dei punti basilari sull'uso efficace degli obiettivi è ricordarne la definizione. Il dizionario Garzanti definisce un obiettivo come "scopo, meta, risultato che ci si propone di ottenere”. Da nessuna parte viene definito come "uno strumento con cui stabilire il nostro valore". Gli adulti dovrebbero ricordarlo a se stessi e darne esempio ai ragazzi con cui hanno a che fare.

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