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Un Natale diverso questo senza il calore della convivialitá, della gioia e dell’allegria che si sprigiona quando si ritrovano gli affetti familiari messi in sordina dal tempo che scorre inesorabile e che ci fa incontrare tutti sempre meno. Questo Natale l’incontro con l’altro è interno e si sprigiona dal nostro cuore che conserva ogni attimo, ogni momento, ogni passaggio del tempo che fu e di quello che, in un domani migliore, ancora sarà.

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Un Natale nostalgico colmo di vuoti, di desideri, di sospiri, di mancanze che possiamo affrontare con il coraggio e nel ricordo dei tanti momenti passati insieme alle persone amate che non ci sono più e che vorrebbero assistere al rinnovarsi della ritualità natalizia che hanno costruito negli anni con la gioia del donare agli altri parti di sé.  

Ci si riunisce oggi nell’ intimità di un nucleo familiare ristretto, in cui i posti a tavola sono ben distribuiti e dove regna sovrana l’assenza di volti, di sorrisi, di abbracci che hanno scaldato il cuore e che oggi suggellano il dolore di uno strappo affettivo di una violenza che toglie il fiato anche a chi è rimasto.

Ci si chiude in casa da soli, in due, tre, quattro, senza aver paura di sentirsi abbandonati ma con la gioia nel cuore, nel ricordare chi non c’è più ma è sempre e comunque dentro di noi, chi è dall’altra parte della città ma non può essere con noi, chi avrebbe il desiderio ma è impossibilitato per malattia a stare lontano da noi e uniamoci tutti in un abbraccio collettivo che dalle nostre case si diffonde nel mondo.

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E allora, oggi più che mai, le feste natalizie assumono la loro veste sacra di una spiritualità che va oltre l’immediato, il superfluo, il materiale e dona amore e speranza all’altro nel calore di una tavola imbandita in cui il cibo è veicolo di un’affettività che tocca l’anima e lenisce il dolore dell’assenza e della mancanza. Cuciniamo anche per chi non c’è, doniamo e scambiamoci pietanze natalizie per continuare a ricreare la condivisione e la trasmissione di pane e amore, sorrisi e calore, che rendono così suggestivo il cenone della vigilia e il pranzo di Natale.

Un morso ad un pezzetto di cibo che solletica, insieme alle nostre pupille gustative la nostra memoria del cuore e ci dona la luce per andare avanti anche quando la strada davanti a noi è poco illuminata.

Accendiamo candele, luci, imbandiamo la tavola di speranza, armonia, coraggio e nell’assaporare la nostra pietanza preferita, cucinata con amore e gratitudine anche per chi non c’è più, siamo grati alla vita per poter rinnovare l’amore di chi ha suggellato il nostro ricordo del Natale che oggi, per testimonianza affettiva abbiamo il dovere di donare con gioia ai nostri figli anche nella difficoltà del momento.

Sereno Natale 2020 a tutti!

Barbara Volpi
Psicologa, specialista in Psicologia clinica, Phd in Psicologia Dinamica e Clinica - collabora con il Dipartimento di Psicologia dinamica e clinica della Sapienza - Università di Roma. È membro dell’Italian Scientific Community on Addiction della Presidenza del Consiglio dei ministri-Dipartimento Politiche Antidroga e Socio Fondatore della SIRCIP (Società Italiana di Ricerca, Clinica e Intervento sulla Perinatalità). È docente al Master biennale di II livello sul Family Home Visiting presso la Sapienza e dell’ Accademia di Psicoterapia Psicoanalitica di Roma. È autrice di numerose pubblicazioni e articoli scientifici. Tra le sue pubblicazioni recenti: «Gli adolescenti e la rete» (Carocci, 2014) e per il Mulino «Family Home Visiting» (Tambelli, Volpi, 2015), «Genitori Digitali» (Volpi, 2017), «Che cos'è la cooking therapy» (Volpi, 2020), «Docenti Digitali» (Volpi, 2021), «I disturbi psicosomatici in età evolutiva» (Volpi, Tambelli, 2022) Per informazioni scrivere a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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