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Mentre gli studenti attraversano un periodo difficile come nessun altro prima, molti di loro stanno tenendo sotto controllo loro salute mentale e cercano di fare del loro meglio per stare bene. Alcuni stanno pensando di impegnarsi di più per migliorare la loro relazione con l'esercizio e con il cibo. Eppure molti di loro scaricano su un’alimentazione disordinata le difficoltà che stanno vivendo.

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Secondo il National Institute of Mental Health, l'età media di insorgenza dell'anoressia nervosa è intorno ai 19 anni, la bulimia nervosa ai 20 e il disturbo da alimentazione incontrollata ai 25, età che posizionano gli studenti in età universitaria nel principale gruppo a rischio.

Sebbene non siano molto presi in considerazione nelle discussioni sugli studenti e sulla loro salute mentale, i disturbi alimentari sono un problema prevalente in questa fascia d’età e assumono molte forme che possono essere difficili da riconoscere.

I nutrizionisti descrivono i disturbi alimentari come un problema complesso con molte componenti.

I disturbi alimentari, dicono, sono malattie complesse che coinvolgono individui che hanno gravi disturbi nei loro comportamenti alimentari e pensieri ed emozioni correlati. Ciò include preoccuparsi del cibo al punto da influire sulla qualità generale della vita, compreso lo stato di salute e la capacità di partecipare alle attività quotidiane.

Secondo molti esperti, il contributo più significativo allo sviluppo dei disturbi alimentari è l'elogio e l'idealizzazione della magrezza nella nostra società.

Si stima che nei Paesi occidentali milioni di persone lottino con un disturbo alimentare, una percentuale che in certi Paesi sfiora il 10% della popolazione. Tra le malattie e disturbi psicologici, i disordini alimentari hanno anche un tasso di mortalità estremo che è secondo solo alla dipendenza da oppioidi.

Secondo un rapporto clinico dell'American Academy of Pediatrics, circa il 62% delle ragazze adolescenti e il 29% dei ragazzi adolescenti si concentra molto sul proprio peso o viene coinvolto nella cultura della dieta. I giovani adulti di età compresa tra 15 e 24 anni sono quelli maggiormente a rischio. Cose come le tendenze dei social media, la depressione o altri problemi di salute mentale in genere aggravano questi rischi.

La ricerca indica che il 10-20% delle donne in età universitaria sperimenta questi disturbi contro il 4-10% degli uomini. Certi ambienti, come quello universitario, hanno molti fattori scatenanti tra cui la pressione dei coetanei per essere magri o apparire in un certo modo, mangiare costantemente con gli altri, e anche altri fattori che accentuano lo stress legati al percorso accademico, alle questioni finanziarie o emotive.

Nei contesti di socializzazione dei giovani adulti, le questioni del dismorfismo corporeo o delle relazioni malsane con il cibo possono introdursi nelle conversazioni quotidiane.

Secondo i nutrizionisti, ci sono tante persone che lottano con il loro rapporto con il loro corpo e la loro dieta e un'incredibile quantità di persone ne sono segretamente influenzate.

Parte del linguaggio riferito alle necessità di bruciare calorie o di non assumere certe bevande o cibi è così profondamente radicato nella vita quotidiana delle persone che alcuni non si rendono nemmeno conto di quanto possano instillare stigmi o narrazioni dannose nella loro mente e in quella degli altri.

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Questi problemi sono ovunque e, a volte, possono essere difficili da riconoscere a causa dell'ampia varietà di forme che possono assumere.

I disturbi alimentari non sono esclusivamente un disturbo in cui qualcuno sta cercando di diventare magro, ma invece può essere visto come un meccanismo malsano per affrontare un problema di fondo nella vita. Ci sono persone con disturbi alimentari che sono iniziati come risultato del tentativo di far fronte a un'aggressione sessuale, alla morte di un genitore o ad altri traumi accaduti nella loro vita, spiegano gli esperti che si occupano della cura dei giovani con disturbo alimentare.

Questi problemi non riguardano solo le giovani donne, ma anche persone di tutti i generi. Un altro malinteso sui disturbi alimentari è che colpiscano solo le donne bianche magre. I disturbi alimentari infatti non discriminano e possono accadere a tutti i sessi, identità e livelli di status socioeconomico.

È fondamentale rendersi conto che i disturbi alimentari sono una questione trasversale. In una cultura in cui i difetti fisici di tutti sembrano essere amplificati, i giovani sono particolarmente vulnerabili a questo modo di vedere.

I fattori di rischio per lo sviluppo di un disturbo alimentare sono molteplici e possono presentarsi in diversi modi.

Avere un familiare con un disturbo alimentare o avere una storia personale di dieta cronica può contribuire allo sviluppo di un disturbo alimentare.

Le persone con alti livelli di perfezionismo, insoddisfazione corporea o storia personale con un disturbo d'ansia possono essere a maggior rischio. I fattori sociali scatenanti possono includere l'esposizione costante a messaggi di stigma sul peso, avere una debole rete di supporto o sperimentare un evento traumatico.

L'immagine del corpo non è costante e ha la capacità di cambiare a seconda del giorno, motivo per cui è importante sostenere il dialogo interiore positivo e una visione positiva del corpo.

Occorre lavorare con chi soffre di questi disturbi per ridefinire gli standard di bellezza che contribuiscono ai problemi di immagine del corpo, ma sono ancora lì, quindi è importante imparare cosa significa la bellezza per ognuno in modo soggettivo.

Soprattutto quando si è giovani, è davvero facile pensare che le piccole cose siano l’intero mondo, ma è bene portare un giovane a comprendere che nel grande schema delle cose, il suo peso non è davvero così importante, portandolo ad avere una maggiore tolleranza verso se stesso.

Non è un segreto che arrivare a quella realizzazione sia estremamente difficile, per non dire altro. Lottare con l'immagine del corpo o con i disturbi alimentari a qualsiasi livello non è un'impresa facile, ma bisogna aiutare i giovani che si affacciano all’età adulta a saperlo fare.

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