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Molti adolescenti ricevono regolarmente piccole somme di denaro dai propri cari, quando l’atmosfera familiare si mantiene positiva e collaborativa. È quello che viene comunemente chiamato "paghetta".

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Secondo ricerche effettuate in alcuni paesi europei, una percentuale che arriva in alcuni casi al 92% dei ragazzi, dagli 11 anni fino all’università riceverebbero soldi dai genitori, circa il 40% in modo regolare come una vera e propria paga.

Sembra poi che la gran parte delle ragazze utilizzi il denaro ricevuto per acquistare vestiti, mentre i ragazzi perlopiù comprano videogiochi.

La stragrande maggioranza dei genitori decide di dare una paghetta ai propri figli per insegnare loro il valore del denaro, introdurli alla gestione di un budget e dare loro una relativa autonomia finanziaria. Fin dalla tenera età, in alcune situazioni, i ragazzi possono anche avere accesso a un conto bancario, a un'applicazione dedicata, o anche a una carta di credito associata.

Nonostante la carta di pagamento sia sostenuta dai genitori per la sua praticità e per il suo lato educativo, solo una percentuale ridotta di adolescenti oggi ha una carta a proprio nome. In che modo la paghetta di oggi, smaterializzata, potrebbe contribuire al processo di educazione economica degli adolescenti?

Dall’inizio dell'emergenza sanitaria della pandemia, circa un terzo degli adolescenti ha ridotto le visite ai negozi, mentre un’analoga percentuale di loro ha aumentato gli acquisti online.

Avere un conto in banca diventa importante per gli adolescenti in una tale situazione.

In un momento in cui il contante sembra condannato a scomparire per dar vita ad una società “cashless”, il portafoglio virtuale appare come un mezzo per contribuire al processo di interazione sociale economica degli adolescenti, i quali possono sperimentare la gestione di un bilancio, anche esistente virtualmente, e avendo discussioni più approfondite con i genitori sull'educazione finanziaria.

Ruolo simbolico

Il denaro non è solo un mezzo di scambio, ha anche un ruolo simbolico significativo. Cosa significano i soldi per l'adolescente?

Uno studio, condotto su 510 adolescenti francesi e americani (233 ragazzi e 277 ragazze, dai 12 ai 18 anni), ha valutato le rappresentazioni degli adolescenti su questo argomento e ha mostrato l'esistenza di quattro principali significati simbolici del denaro: stato, preoccupazione, adempimento e sicurezza.

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Il fattore di status è definito come la tendenza a percepire il denaro come un segno di prestigio. Questo misura anche la tendenza a vedere il denaro come un segno di successo, ma più attraverso il focus dell'autorealizzazione. La dimensione della sicurezza rappresenta il desiderio di protezione che il denaro ispira di fronte all'incertezza del futuro. La dimensione della preoccupazione si riferisce all'idea che il denaro, in particolare la mancanza di denaro, può essere fonte di ansia per l'adolescente.

I risultati hanno evidenziato l'influenza dell'età solo sulla preoccupazione per il denaro.

Durante il passaggio alle superiori, l'adolescente comprende che i soldi a sua disposizione non garantiscono più necessariamente il suo futuro. Comincia anche a svolgere attività remunerate (dentro e fuori la sfera domestica) e si rende conto che qualsiasi stipendio deve essere guadagnato. L'origine del denaro (dono o guadagno) gioca quindi un ruolo significativo nella percezione del denaro come mezzo di realizzazione, di rivendicazione di uno status sociale o fonte di preoccupazione.

Il fatto di guadagnare da soli, attraverso attività remunerate, è un mezzo per gli adolescenti per soddisfare i propri bisogni o desideri di consumo, consentendo ai genitori di compiere il loro dovere pedagogico principale: insegnare il senso della vita e come affrontarla. Consente inoltre all'adolescente di vedere il denaro come una fonte di autorealizzazione, mentre il fatto di dipendere dalla paghetta può alimentare la paura della mancanza di risorse.

Strategie di consumo

Queste percezioni del denaro (come fonte di autorealizzazione, status, sicurezza o preoccupazione) permettono di comprendere meglio le diverse strategie di consumo adottate dagli adolescenti: la capacità di cercare prezzi vantaggiosi, la preferenza del marchio, la ricerca di novità, la capacità di ricercare informazioni prima dell'acquisto, la consultazione del gruppo di pari prima di comprare un bene.

L'analisi dei risultati, condotta da esperti, ha mostrato che esiste una relazione significativa e positiva tra le dimensioni di sicurezza/preoccupazione e la capacità di ricercare prezzi favorevoli, nonché le dimensioni di autorealizzazione/stato e preferenza del marchio, nonché la novità della ricerca.

In altre parole, gli adolescenti, vedendo il denaro come una fonte di sicurezza, tendono a spendere secondo una logica che considerano razionale, la prima regola è non spendere oltre i propri mezzi. Per soddisfare questa esigenza le strategie sono molteplici: cercare il miglior prezzo o informarsi prima dell'acquisto.

Al contrario, gli adolescenti rappresentandosi il denaro come fonte di autorealizzazione o di status sociale, cercano di soddisfare il loro bisogno di differenziazione sociale (cioè la ricerca della novità) e di approvazione sociale (cioè cercare sostegno sociale prima di acquistare, e importanza data alle marche).