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Nascere in una famiglia con gravi difficoltà economiche, soffrire nell’infanzia dei problemi causati dalla povertà porta a conseguenze negative nell’adolescenza. È una possibilità non scontata ma che si verifica e ripete in modo preciso nella maggior parte delle situazioni. Una nuova ricerca ha approfondito le dinamiche di questa causalità.

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I bambini più svantaggiati di età compresa tra lo zero e i cinque anni avevano quattro volte e mezzo più probabilità di avere difficoltà scolastiche e pessimi risultati all'età di diciassette anni rispetto a quelli appartenenti alla fascia di reddito più alta.

Lo studio, pubblicato su The Lancet Public Health, ha utilizzato i dati del Millennium Cohort Study, un importante studio su oltre 15.000 bambini nati nel nuovo millennio (settembre 2000 - gennaio 2002) che ora hanno poco più di venti anni.

Disagio psicologico

I ricercatori hanno raccolto dati su cinque caratteristiche sanitarie e sociali negative negli adolescenti di diciassette anni, note per limitare le possibilità di vita: risultati scolastici, fumo, cattive condizioni di salute, obesità e disagio psicologico.

I bambini che erano cresciuti nelle condizioni di grande svantaggio oltre a una notevole probabilità di insuccesso scolastico a diciassette anni rispetto a quelli nella fascia di reddito più alta, avevano anche tre volte e mezzo più probabilità di iniziare a fumare.

I nati nel gruppo del quintile di reddito più basso avevano anche maggiori probabilità di soffrire di una serie di fattori di vulnerabilità sempre a diciassette anni e avevano una probabilità 12 volte maggiore di sperimentare tutti - o almeno quattro - dei cinque esiti sanitari e sociali negativi esaminati dai ricercatori.

Tuttavia, una sola fuoriuscita delle famiglie con bambini dal gruppo del quintile di reddito più povero per passare al gruppo successivo, di relativamente minore povertà, comporterebbe, secondo gli studiosi, solo una modesta riduzione della serie di avversità adolescenziali (all’incirca del 4,9%).

Politiche amministrative

Di conseguenza, i ricercatori sostengono l’importanza di avviare un'azione coordinata sullo svantaggio infantile trasversale a sanità, istruzione, assistenza sociale e altri servizi pubblici, coinvolgendo tutte le funzioni dello spettro sociale.

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I ricercatori suggeriscono che i responsabili politici dovrebbero, come minimo, mirare a prevenire la povertà assoluta nell'infanzia, caratterizzata oggi da una diffusa povertà alimentare e energetica. Sostengono che questo è un passo necessario ma insufficiente senza uno sforzo concertato per fornire servizi pubblici coordinati alle comunità svantaggiate.

Il professor Richard Cookson, del Center for Health Economics dell'Università di York, ha dichiarato: "Per migliorare le possibilità di vita, ridurre le disuguaglianze e liberare il potenziale umano dei giovani, il governo del Regno Unito deve trovare modi fantasiosi per fornire sostegno alla popolazione prescolare in tutte le dimensioni dello spettro sociale - non solo attraverso il sistema fiscale e previdenziale, ma anche attraverso la fornitura coordinata di servizi pubblici tra le organizzazioni insieme alla riforma dell'occupazione e degli alloggi".  

Disuguaglianze

Il professor Eric Brunner, dell'UCL Institute of Epidemiology & Health, ha dichiarato: “Quasi un terzo dei bambini nel Regno Unito viveva al di sotto della soglia di povertà nel 2019-20, poiché i costi degli alloggi e la povertà infantile hanno continuato a salire.

“Le conseguenze in relazione alle future disuguaglianze sanitarie (diabete, infarto, cancro, multimorbilità) sono evidenti in termini netti nell'esperienza della Millennium Cohort. La frammentazione sociale negli interventi, al modo in cui la vediamo oggi, non è un buon modo di intervenire in alcun senso”.

La ricerca arriva nel Regno Unito in una condizione sociale per molti versi simile a quella del nostro paese: politiche fiscali che avvantaggiano i redditi più alti a scapito di quelli più in bassi, mancata distribuzione del reddito attraverso aumenti di stipendio o la pensione e altre modifiche fiscali, congelamento delle soglie dell'imposta sul reddito, limitazione dei sostegni alle famiglie più indigenti.


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