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Un tempo i ragazzi si rivolgevano molto più spesso ai genitori per chiedere consiglio o aiuto, e trovavano le loro risposte divertenti, interessanti e anche utili. Oggi molti di loro preferiscono rivolgersi ai social e agli influencer di YouTube per trovare risposte anche a domande difficili.

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Questo sta succedendo a molti genitori che, a partire dalla prima adolescenza dei figli, vengono considerati improvvisamente “inaffidabili”.  Cosa si può fare per colmare questo divario e rimanere in contatto?

Quando la comunicazione si interrompe

La prima fase dell'adolescenza è caratterizzata dai nuovi desideri di individuazione dei ragazzi, nel tentativo di capire cosa pensino o chi siano al di là dei loro genitori, secondo le fasi di sviluppo psicosociale definite da Erik Erikson.

Dal momento che l'adolescenza dura dai 10 ai 19 anni, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, si potrebbe notare che il proprio figlio inizia ad allontanarsi già a 10 anni. La comunicazione tra genitore e figlio è una delle prime cose a deteriorarsi.

Di fatto il linguaggio è lo strumento utilizzato per mantenere il legame tra le persone, è quindi abbastanza prevedibile che quando gli adolescenti iniziano il processo di rottura dei legami, non parlino più con i genitori allo stesso modo di quando erano piccoli, con la stessa intimità o con la stessa frequenza.

Le conversazioni piacevoli sono sostituite da grugniti, occhiate al cielo e un nuovo gergo pensato per mettere distanza.

Questo non significa che un genitore debba far finta di niente e aspettare che i figli tornino a parlare con lui quando si sentiranno pronti.

Significa piuttosto che gli adulti devono cambiare il modo in cui parlano con i figli ora adolescenti, per entrare in contatto con loro in base alla loro fase di sviluppo.

Imparando a comunicare meglio con gli adolescenti, un genitore migliora il rapporto, garantisce una migliore sicurezza del ragazzo e mantiene piacevole la convivenza.

Normalizzare i sentimenti di un ragazzo

In un periodo di conflitto o di incomprensione, è bene iniziare normalizzando i sentimenti di un figlio, non importa quanto estranei o addirittura sbagliati possano sembrare. Accogliendoli e “lavorandoci”.

Il ragazzo magari è arrabbiato perché gli si è chiesto di sistemare la sua stanza nel momento sbagliato, gli si deve dare il tempo di calmarsi per riprendere il confronto.

Un ragazzo a quell’età sta cambiando corpo, cervello e identità allo stesso tempo. Paradossalmente quello che vuole, spesso, è solo di sentirsi “normale”.

Quando un adulto rende “normali” i sentimenti di un adolescente, come genitore, insegnante o mentore, trova un ottimo modo per smorzare il suo atteggiamento difensivo e aprire la porta a una comunicazione più produttiva.

Non mostrare le proprie emozioni attraverso l’espressione

Parlare senza mostrare alcuna espressione sul proprio viso sembra una cosa impossibile, ma con la pratica ci si può riuscire, ricavandone grandi vantaggi.

Mantenere un'espressione neutra è la chiave per avere conversazioni migliori, perché adolescenti e adulti usano diverse parti del cervello per leggere le espressioni facciali.

I preadolescenti e gli adolescenti tendono a fare appello all'amigdala, il centro emotivo del cervello, più degli adulti, quando capiscono come si sente un'altra persona. Potrebbero interpretare erroneamente la l’espressione di un adulto come rabbia quando questi si sente affatto arrabbiato.

Gli si chiede benevolmente come sia andato il compito in classe e il ragazzo magari si chiede come mai il padre sia così arrabbiato. I ragazzi che interpretano male i sentimenti di un genitore possono mettere rapidamente fine a una conversazione.

Sarà sorprendente vedere come apparire neutrale, indipendentemente da come ci si sente veramente, apra la porta a conversazioni più frequenti e profonde con un figlio adolescente.

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Evitare la conversazione diretta

Può sembrare controintuitivo, ma a volte il modo migliore per restare vicini è sperimentare nuovi modi di comunicare insieme: messaggiare, un diario condiviso, registrazioni vocali e persino lasciare appunti e disegni in casa può essere un invito a rimanere in contatto che un figlio può accettare.

Al giorno d'oggi ci sono molti modi per "parlare", si può quindi approfittare della tecnologia o di altri mezzi di comunicazione, anche in modo creativo.

Diventare l'”assistente" di un figlio

Un ragazzo adolescente ha bisogno di sviluppare le capacità per esprimere giudizi sani e risolvere i problemi in modo indipendente. Non può farlo senza avere l'opportunità di fare molta pratica.

Se si controlla e gestisce al millimetro un preadolescente o un adolescente, questi allontanerà in modo da poter trovare opportunità per esercitarsi senza che il genitore osservi e giudichi.

Invece di essere un “controllore”, di imporre come e quando devono venire eseguiti i compiti, supervisionare le date delle partite o interferire con gli insegnanti, è meglio diventare dei semplici “assistenti”.

Per farlo, basta pensare al peggior “capo” che si sia avuto. Cosa lo rendeva così insopportabile? Era probabilmente eccessivamente emotivo, troppo controllante, sempre presente e anche passivo -aggressivo.

Si può fare un elenco delle peggiori qualità che si potrebbe incontrare in un responsabile al lavoro e scrivere il loro contrario per avere una valida descrizione di cosa si dovrebbe fare come “assistenti” dei propri figli.

Non dimenticare di divertirsi

È bene prenderla un po’ alla leggera. Quando un figlio inizia ad allontanarsi, si può essere tentati di ricorrere a richieste o entrare in conflitti emotivi per cercare di riportare le cose al punto in cui erano prima.

Meglio ricordare a se stessi di non fare sempre il genitore responsabile in modo da potersi godere reciprocamente la relazione.

Ciò può significare appoggiarsi alle cose che i ragazzi amano, anche quelle più strambe riferite all’abbigliamento, al trucco, ai film che guardano o alla musica che ascoltano.

Trovare il modo di giocare ancora con il proprio ragazzo, con quello che ora predilige e non con quello che amava in passato, è un modo conquistare la sua fiducia e avere con lui conversazioni migliori.

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