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La rivoluzione di internet ha prodotto grandi cambiamenti su molti fronti e ha avuto, di sicuro, un grande impatto sulla curiosità degli adolescenti, i quali attraverso i loro dispositivi elettronici credono di poter scoprire e conoscere tutto quello che vogliono.

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Un tempo i ragazzi, quando facevano a un genitore una domanda sgradita su qualche esperienza adulta, spesso si sentivano rispondere di aspettare di essere più grandi per poterne parlare. Oggi questa dilazione non è più nemmeno pensabile. I giovani hanno accesso immediato, ventiquattro ore su ventiquattro a internet per soddisfare la curiosità. Una sconfinata dimensione senza regole fatta di informazioni e di disinformazione è a portata di clic.

Limitazioni dell'accesso a Internet

A volte i genitori decidono di limitare questa esposizione monitorando o limitando l'attività su Internet, disabilitando o vietando di navigare sui dispositivi domestici dove non vogliono che il giovane adolescente vada senza controllo. Lo fanno per proteggere la figlia o il figlio da ciò che considerano un'esposizione pericolosa a tutti i tipi di influenze dannose, siano essi siti che trattano di violenza, odio, sesso, droga, gioco d'azzardo, appuntamenti potenzialmente pericolosi, violazione della legge, culti, cospirazione o qualsiasi altra cosa i genitori temano. Cercano di costruire una barriera in modo che tutto questo non entri nelle case.

Internet ha ampliato incommensurabilmente il campo di gioco della crescita, sottolineano gli esperti di sviluppo, sfidando la tradizionale supervisione dei genitori in questo processo.

È nel periodo delle scuole media che la curiosità verso le cose più “segrete” del mondo prende il volo. Internet è il luogo in cui si fanno molte scoperte. Certamente, i genitori possono sentirsi liberi di porre restrizioni alle “esplorazioni” e alle attività online, in coerenza con i loro principi e con le loro convinzioni. Tuttavia, al massimo, hanno solo una certa influenza all’interno delle mura domestiche poiché non possono controllare l'accesso e l'attività dei loro adolescenti sui dispositivi informatici degli amici o su quelli a cui possono accedere altrove.

Meglio delle limitazioni

Cosa dovrebbe allora fare un genitore? I genitori dovrebbero accettare la realtà dell'odierna disponibilità e immediatezza delle informazioni. Dovrebbero considerare qualsiasi ricerca o esperienza online degli adolescenti che trovano preoccupante, come un'opportunità di discussione e di istruzione.

Dovrebbero aiutare a valutare tutto ciò che al giovane viene detto online ed essere aperti a seguire ovunque la curiosità porti i figli. Quando un adolescente riesce ad avere un accesso a internet prima di quanto i genitori desiderino, è bene parlare di questa esperienza e delle informazioni che si possono avere online.

Occorre promuovere nei figli da subito uno spirito critico, in modo che possano valutare quello che leggono e strovano online.

Esposizione su Internet

Se un genitore si rende conto il suo giovane adolescente sta guardando cose che disapprova o che ha proibito, come ad esempio la pornografia, dovrebbe, prima di intervenire, regolare la propria risposta emotiva. Se si sente scioccato, inorridito, disgustato o furioso e quindi incline ad agire di conseguenza, ha bisogno di calmarsi emotivamente fino al punto di poter parlare dell'esperienza del figlio in modo ragionevole ed efficace. Esprimere paura, critica, delusione o rabbia riduce la probabilità che si stabilisca una comunicazione utile.

Una semplice regola per affrontare un'esposizione a internet proibita o indesiderata è quella di calmarsi prima di entrare in comunicazione. Fare una pausa. Fare un respiro profondo. Andare in un posto tranquillo. Magari parlarne prima con un amico. Prendersi un momento per considerare ciò che si ama del proprio figlio, per prepararsi ad ascoltare, imparare e infine parlare con lui.

Se si lascia che le peggiori paure prendano il sopravvento, si rischia di far sì che il proprio turbamento diventi il fulcro della comunicazione, invece di parlare e scoprire cosa è stato sperimentato e appreso dal ragazzo.

I ragazzi hanno bisogno dell'aiuto di un adulto per valutare la loro esperienza su Internet, per vederla per ciò che è, per ciò che non è e per ciò a cui è veramente destinata. Ad esempio, si può considerare un'esposizione alla pornografia su internet, che sta diventando sempre più comune già nell'età della scuola media.

Meglio trattarla come un punto per aprire la discussione e non come qualcosa da criticare o punire, atteggiamento che porterebbe solo a chiudere la comunicazione.

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Quindi, dopo essersi calmati, si può dichiarare che è importante condividere non solo la giornata offline ma anche quella online. L'esistenza in due mondi di esperienza ha reso la vita più complicata per entrambi, genitori e figli, ci sono molte più cose con cui stare al passo.

Dal momento che un ragazzo ha fatto tanto da guardare quel genere di contenuti, gli si può chiedere di fare altrettanto rendendosi disponibile a discuterne, assicurando che non gli si vuole fare cambiare idea o forzarlo ma solo offrirgli la propria prospettiva di adulto in modo che la prenda in considerazione.

Cosa potrebbe includere una simile affermazione di prospettiva? In primo luogo, i genitori possono spiegare come la curiosità sessuale sia normale, proprio come i pensieri e i sentimenti sessuali sono normali. Ciò che la pornografia mostra sono persone nude che fanno sesso, quindi, per questo rispetto, è visivamente informativa.

I genitori possono poi spiegare quali siano gli obiettivi di chi produce pornografia, come sia intesa per l'intrattenimento sessuale, non per l'istruzione sessuale, per suscitare interesse, come abbia un fine di mera eccitazione, non di educazione. Finge e distorce più di quanto non informi accuratamente. Ritrae il sesso come puro piacere sensuale, non come modo di creare intimità emotiva tra due persone. Fa sembrare accettabile qualsiasi tipo di trattamento sessuale e ignora gli abusi. Può far sembrare cosa normale avere rapporti sessuali non protetti. Tratta le persone più come oggetti sessuali che come esseri umani. Rende le relazioni umane principalmente basate sul sesso e poco altro. Può ritrarre il sesso violento e pericoloso come normale e consensuale.

In questo senso, la pornografia è per la fantasia, non è la realtà. Nel peggiore dei casi, la pornografia con minorenni è coercitiva, sfruttatrice e distruttiva. Un genitore dovrebbe far capire a un figlio come quei giovani vulnerabili sono spesso profondamente feriti da quello che vivono.

La sfida dei genitori

Ogni volta che si scopre che si è verificata un'esposizione indesiderata a internet nella vita di un figlio, questo è un momento per incoraggiare la comunicazione, non per esprimere critiche o dare correzioni punitive.

Oggi, i genitori hanno bisogno di consentire la vita su internet degli adolescenti, con tutte le sue complessità, lasciando sempre aperta la discussione e la possibilità per i ragazzi di condividere anche la loro esperienza online, nel bene e nel male.

Per gli adolescenti attratti da esperienze “emozionanti”, la vita online è irresistibile. Internet, la realtà virtuale, i social network e i giochi per computer hanno scatenato un'esplosione evolutiva della creatività umana, infrangendo i limiti temporali della crescita. I giovani affascinati o entusiasti, affrontano prima degli adulti la sfida emozionante del cambiamento prodotto dalla tecnologia.

Di solito in ritardo, i genitori a volte possono sentirsi contrastati: desiderano che il loro adolescente tenga il passo con le possibilità emergenti, preoccupandosi al contempo dei rischi e dei possibili danni.

Può essere efficace educativamente trattare il proprio ragazzo adolescente che si avventura con le possibilità offerte dalle tecnologie, come un istruttore. Sta imparando tante cose che non si sanno. Gli si può chiedere di insegnare e di consentire di affiancarlo per capire meglio.

Diventare un insegnante adolescente di genitori “ignoranti” può essere un ruolo di valore da ricoprire per un ragazzo, suggeriscono gli psicologi, e diventare studenti di un adolescente può aiutare a mantenere i genitori adeguatamente informati e in relazione con i figli.