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La comunicazione e il confronto sui temi inerenti al sesso, tra genitori e figli, è una componente necessaria nello sviluppo sessuale adolescenziale.

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La ricerca ha dimostrato che la comunicazione sul sesso tra genitori e ragazzi adolescenti è fondamentale per migliorare il loro benessere sessuale degli adolescenti.

Per i genitori può essere una situazione difficile, in quanto per gli adulti da un lato è importante che i figli non facciano nulla di sessuale prima del dovuto; dall’altro, gli adulti dovrebbero svolgere un ruolo positivo nello sviluppo della sessualità dei figli.

Se i genitori non svolgono un ruolo attivo nello sviluppo sessuale e nella socializzazione dei loro figli parlando loro del sesso e di tutto quanto lo riguarda, i loro figli hanno altre opzioni per ottenere informazioni e non tutte queste opzioni sono vantaggiose o positive.

I partecipanti a un recente studio incentrato sull'autosviluppo sessuale, hanno riportato nel dettaglio le principali fonti di conoscenza sessuale diverse dai genitori.

Queste fonti includevano anzitutto gli amici, altrettanto ignoranti in materia di sessualità quanto i compagni desiderosi di informazioni. Poi, l’educazione sessuale a scuola, che non è risultata completa ed era prevalentemente concentrata sulle malattie sessualmente trasmissibili e sull’astinenza. Quindi libri e riviste, televisione, film, internet (al di là della pornografia), pornografia online e offline, i media, esperienze per prova ed errore, che hanno messo gli intervistati in situazioni sessuali fisicamente e mentalmente malsane.

Non si tratta di stabilire se i genitori debbano assumere un ruolo attivo nello sviluppo sessuale dei loro figli, sottolineano psicologi ed esperti del tema: è necessario.

La domanda prevalente (quella che probabilmente molti genitori si fanno) è: cosa vogliono esattamente gli adolescenti dai discorsi sul sesso?

È una domanda che si è stata posta in una ricerca recentemente pubblicata.

I ricercatori hanno indagato la comunicazione sessuale genitore-figlio in focus group composti da 38 giovani adulti in età universitaria. Di questo campione, il 50 per cento dei partecipanti erano donne.

I partecipanti hanno riferito che la comunicazione sessuale che avevano con i genitori era rara e dominata dai genitori, con argomenti sessuali non affrontati in modo approfondito. Gli argomenti che sono stati in gran parte sollevati nelle conversazioni includevano la storia sessuale dell'adolescente, il controllo delle nascite, la contraccezione, l'astinenza/ritardare il sesso e l'esperienza dei genitori. Mancavano discussioni franche su desideri sessuali, aborto, masturbazione e soddisfazione sessuale, come spesso accade.

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I partecipanti hanno notato che la comunicazione sessuale con i loro genitori ha assunto diverse forme, che includevano:

Comunicazione chiusa — La forma di comunicazione più comune segnalata, la quale prevede una comunicazione poco frequente, spesso breve, che consente uno scarso coinvolgimento del giovane e non presenta informazioni utili.

Comunicazione aperta — La forma meno comune di comunicazione, che implica una discussione reciproca.

Comunicazione assente — Descritta dai partecipanti come comunicazione in cui nulla viene appreso.

Comunicazione imbarazzante - L'imbarazzo è stato citato come motivo per cui gli adolescenti non volevano partecipare alla comunicazione sessuale genitore-figlio.

Uso di tattiche volte a spaventare: l'uso della paura per distogliere i figli dai comportamenti sessuali e stabilire cosa giusta e cosa sbagliato in tema di sesso.

I partecipanti allo studio di Astle et al. (2022) hanno offerto suggerimenti per il miglioramento della comunicazione sessuale genitore-figlio.

Innanzitutto, hanno osservato che avrebbero voluto che i loro genitori fossero più aperti e di supporto nella conversazione, indipendentemente dalla loro storia sessuale o dalle loro decisioni. Gli intervistati nei focus group hanno anche riconosciuto di sentirsi più a loro agio nel parlare con genitori dello stesso sesso. Il fatto che i ragazzi parlino con i loro padri e le ragazze con le loro madri, può essere determinante per evitare comunicazioni imbarazzanti.

Le partecipanti di sesso femminile allo studio hanno apprezzato maggiormente le esperienze personali dei loro genitori incluse nella conversazione. Hanno notato che ascoltare e imparare da quelle esperienze passate ha aiutato nel loro stesso processo decisionale su questioni sessuale.

Detto questo, le tattiche volte a generare spavento sono state ritenute inefficaci. Non solo queste tattiche sono risultate inadeguate, ma possono anche portare a un blocco del dialogo reciproco e a diminuire il livello di fiducia che è essenziale alla conversazione sessuale.

Infine, i partecipanti hanno dichiarato che avrebbero voluto che la comunicazione sessuale genitore-figlio avesse avuto luogo prima nella loro adolescenza. Hanno suggerito che una buona regola pratica per iniziare la conversazione sarebbe di farlo all'età della scuola media, quando il fattore sesso inizia ad espandersi in modo esponenziale per i giovani.

Parlare di sesso con i propri figli in un ambiente aperto, fiducioso e solidale aumenta la loro attenzione sulla salute sessuale, fornisce supporto allo sviluppo di un processo decisionale sessuale consapevole e informato e aiuta nella prevenzione di comportamenti sessuali rischiosi.

Può non essere una conversazione gradita o confortevole, ma quando la discussione è veramente reciproca e tiene conto dei bisogni dell'adolescente, si generano e si sostengono comportamenti sessuali più responsabili e favorevoli.