Un passo dopo l’altro è un albo illustrato che racconta dell’adolescenza e delle sue sfide.
Nasce dai gesti, dalle parole e dai silenzi dei tanti adolescenti incontrati nei servizi della Cooperativa Sociale Aeper di Bergamo.

Un passo dopo l’altro è un albo illustrato con i testi di Valentina Maselli e le illustrazioni di Laura Cortinovis.
Racconta la storia di Andrea, che per proteggersi da ciò che potrebbe ferirlo costruisce un fortino con alcune scatole, nelle quali custodisce piccoli tesori, grandi dolori, ricordi e promesse infrante. Le ha chiuse, ordinate e impilate, fino a costruirsi un fortino capace di tenerlo al riparo da ciò che potrebbe ferirlo. Ma la vita, fuori, continua a chiamare. Lo fa attraverso i profumi, la luce, le stagioni e la presenza degli altri.
Ma la vita, fuori, continua a chiamare. E crescere significa anche trovare, un passo dopo l'altro, il coraggio di uscire dal proprio rifugio e tornare a incontrare il mondo.
Un passo dopo l’altro attraversa il tempo fragile e luminoso dell’adolescenza, quando crescere significa anche smarrirsi, comprendere che cosa lasciare e trovare il coraggio di ricominciare. Perché uscire dal proprio fortino è forse la scelta più difficile. E, dopo tanto buio, anche lo sguardo ha bisogno di tempo per abituarsi alla luce.
Un elemento particolare del volume è la sezione Adolescenti che cantano il proprio mondo, con canzoni originali scritte, composte e registrate da ragazze e ragazzi del Centro diurno Kaleido e della comunità Piccola Stella, in collaborazione con il musicista Nick Baracchi.
Il libro nasce dall'esperienza della Cooperativa Sociale AEPER e dall'ascolto delle ragazze e dei ragazzi incontrati nei suoi servizi educativi. Non vuole offrire risposte sull'adolescenza, ma aprire uno spazio di ascolto e di confronto intorno a un'età che spesso gli adulti faticano a comprendere.
A questo link alcune pagine del volume e il testo di presentazione firmato da Francesca Nilges, responsabile dell'Area di Neuropsichiatria Infantile della Cooperativa Sociale AEPER.







