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Indice articoli

Per gentile concessione dei curatori e dell'editore, pubblichiamo l'introduzione del volume "Strumenti operativi per CTU e periti in ambito psicoforense" (Maggioli Editore, 2014).

 20141111 Ctu Libro

INTRODUZIONE

Il presente lavoro consta di un manuale più un CD ROM ed è rivolto a tutti quei professionisti che a diverso titolo e livello sono chiamati a occuparsi delle CTU e delle perizie in ambito psicoforense.

Nel CD, attraverso una procedura “snella e immediata”, si possono trovare le principalinormative, protocolli, convenzioni, linee guida, prassi codificate, utili a orientare nel lavoro CTU, Periti, CTP (ma anche avvocati e altri addetti ai lavori). La finalità è stata di creare uno strumento di facile utilizzo, pratico e soprattutto utile per orientarsi negli ormai moltissimi documenti – a volte poco conosciuti – o di non semplice reperimento, che si è voluto sistematizzare e “ordinare”: sono divisi in internazionali, nazionali, regionali. Una cartina dell’Italia suddivisa per Regioni facilita chi volesse conoscere quali sono i documenti di indirizzo emanati da un singolo Tribunale o dal proprio Ordine di appartenenza regionale. Vengonoriportati per esteso e per ognuno è affiancato un breve abstract così che il lettore possa agevolmente essere indirizzato nel trovare ciò che in quel momento più gli interessa.

Nel Manuale sono riportati una serie di approfondimenti scritti trattati da Magistrati, avvocati e figure tecniche del settore dove sono esposti singoli argomenti che interessano l’ambito psicoforense e che in un qualche modo “ruotano” intorno alle Perizie e le CTU.

In apertura (capitolo uno) il prof Claudio Bencivenga tratta il tema delle linee guida e dei protocolli, segnalandone la necessità di un uso “accorto” ed oculato, in modo da non recepirne acriticamente i contenuti, vale a dire vagliandone accuratamente il fondamento e calandoli volta per volta sul singolo caso e sottolineando la valenza decisiva di un’organica motivazione da parte del consulente.

Seguono tre capitoli sull’ascolto del minore: il secondo e il terzo capitolo redatti da due avvocati, l’avvocato Giovanna Ruo e l’avvocato Pompilia Rossi; il quarto dal Giudice Eugenia Serrao.

L’avv. Ruo espone una chiara panoramica della normativa internazionale e dell’excursus percorso dalla giurisprudenza del nostro paese anche alla luce del recente Decreto legislativo del 28 dicembre 2013 n. 154.

L’avvocato Rossi inquadra questa tematica specificatamente nell’ambito dei procedimenti di separazione e divorzio e delle CTU, fornendo un interessante comparazione dei Protocolli in vigore nei principali Tribunali e sottoscritti dai Consigli dell’Ordine degli Avvocati dei diversi fori; chiude il capitolo una riflessione sulle potenzialità e i nodi di criticità del ruolo ricoperto dai Servizi Sociali del territorio che costituiscono spesso un’interfaccia preziosa per i consulenti nominati dal Tribunale.

Significativa è la voce del Giudice come prima conclusione di questa tranche sull’ascolto: la dott. ssa Serrao si sofferma su alcuni concetti fondamentali ricordando come, primi fra tutti, le persone “elettive” deputate all’ascolto del minore, estendendo il concetto dell’art 147 del cod civ, dovrebbero essere proprio i genitori e che “in questa luce, la scarsa capacità di ascolto è indice di limite della capacità genitoriale ed è valido criterio di misurazione dell’idoneità di un genitore …”. Rilevante la sottolineatura, come monito a molti addetti ai lavori, della differenza dell’ascolto del minore nei procedimenti di separazione e divorzio da quelli dove questi partecipa per essere esaminato come persona testimone o testimone/vittima, come ad esempio nei procedimenti di natura penale. A tal proposito puntuale è il ribadire il concetto al minore stesso che “nonostante le sue opinioni saranno tenute nel debito conto, il tribunale potrà decidere anche in modo diverso dai desideri che egli potrà manifestare assumendosi il tribunale ogni responsabilità di tale decisione”. Chiude il capitolo la possibilità di nuovi quesiti all’ausiliario del Giudice nei procedimenti di famiglia relativamente all’ascolto degli infradodicenni: non più o non solo la redazione di un elaborato concernente le dinamiche del nucleo familiare nel suo complesso, ma anche la predisposizione di una relazione specificamente mirata a valutare la capacità di discernimento del minore ovvero ad acquisire la sua opinione o eventualmente per rilevare la sussistenza di controindicazioni all’ascolto.