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Importanti aree del cervello vanno incontro a maturazione durante l'adolescenza. Quando gli adolescenti non dormono bene, lo sviluppo del cervello ne risente, e le difficoltà nello sviluppo del cervello legate al sonno scarso sono maggiori nella prima e nella metà dell'adolescenza.

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 Migliorare il sonno negli adolescenti è fondamentale per risultati ottimali in termini di salute cognitiva, emotiva e fisica.

Mentre le osservazioni e le descrizioni del sonno umano sono antiche quanto l'umanità stessa, le teorie sulle sue funzioni e sui suoi scopi devono ancora raggiungere la piena maturità.

Solo negli ultimi decenni le relazioni tra sonno, apprendimento e memoria sono state descritte scientificamente e si stanno ancora esplorando spiegazioni plausibili.

È stato ben stabilito da diversi studi che il sonno deve essere di durata e qualità sufficienti affinché abbia luogo un funzionamento mentale ottimale. In generale, quando gli individui dormono poco, non si comportano altrettanto bene nei test di apprendimento e memoria.

Inoltre, quando il sonno di una persona viene limitato sperimentalmente e non gli si permette di dormire, le sue prestazioni ne risultano significativamente compromesse.

Sono osservazioni fatte molte volte da diversi scienziati, che lasciano però aperte ulteriori domande.

Attraverso quali meccanismi fisiologici avvengono quelle relazioni tra sonno e condizione mentale? Tutti gli individui mostrano effetti simili o ci sono differenze individuali? Perché esistono queste differenze? Quanto sono grandi queste differenze? Le diverse “dosi” di privazione del sonno producono diversi gradi di incapacità? Ci sono differenze di età negli effetti?

Progressi significativi nella scienza del sonno sono stati resi possibili dalla disponibilità relativamente recente di due tecnologie: l'imaging fisiologico e le analisi genetiche.

Entrambi hanno consentito una migliore comprensione degli scopi del sonno e dei modi in cui il sonno può influenzarci.

In un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Sleep, i ricercatori hanno utilizzato la risonanza magnetica per mostrare come le differenze nel sonno degli adolescenti fossero correlate alle differenze strutturali nel loro cervello.

Era già noto che la crescita dello spessore delle aree della corteccia è costante fino alla metà dell'infanzia (9-10) per poi diminuire gradualmente. Inoltre, era noto che il volume della corteccia aumenta fino alla media adolescenza (14-15 anni).

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Ciò che non era noto era se e come questi cambiamenti si collegassero al sonno.

Un ampio campione di adolescenti ha indossato sensori del sonno al polso per almeno cinque notti e sono state raccolti i seguenti dati: durata del sonno (minuti dall'andare a dormire fino al momento del risveglio), tempi di sonno (ore in cui si è verificato il sonno), continuità del sonno (numero di minuti di veglia durante la notte) e regolarità del sonno (quanto varia la durata del sonno nelle notti successive). Lo spessore e il volume della corteccia in diverse regioni del cervello sono stati misurati con la risonanza magnetica.

I risultati sono stati che una durata del sonno più breve, il sonno più tardivo (andare a dormire e svegliarsi più tardi) e una scarsa continuità (più risvegli durante le notti) erano associati a volumi di corteccia più sottili e inferiori in diverse regioni del cervello.

È importante sottolineare, sostengono i ricercatori di questo ambito, che queste associazioni sono state riscontrate tra la prima e la metà dell'adolescenza, ma non per gli adolescenti più grandi, il che indica possibili periodi critici durante i quali il sonno scarso è particolarmente dannoso per lo sviluppo del cervello.

Migliorare il sonno nei bambini e negli adolescenti è importante a tutte le età, ma questi risultati implicano che ci sono periodi di maggiore vulnerabilità a causa del sonno scarso.

Fortunatamente, ci sono diversi modi per definire il sonno insufficiente e metodi comprovati per migliorarlo.

Migliorare il sonno, a sua volta, si tradurrà in un minor numero di esiti avversi in numerosi ambiti, tra i quali le prestazioni e risultati cognitivi, la regolazione delle emozioni e il comportamento problematico, la salute fisica.

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