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disabilità psichica

  • Quando metto giù il telefono, il 26 dicembre 2015 alle 19:13, il tempo, per un interminabile secondo, si ferma.
    Il mondo si ferma, sospeso in un vuoto definitivo, che non sarà più possibile riempire.

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  • L’unica cosa certa fino a quel momento è che Stefano era francamente delirante e totalmente fuori dalla realtà. E quindi... come ho fatto a dare per scontato che fosse vero?! Come ho fatto a crederci???
    Cosa vuol dire per lui “Stoccolma”?!

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  • “Lascia che il tuo io entri intimamente in comunicazione con tutte le tue parti.
    Liberati, per poter avere delle possibilità
    E per usare queste possibilità liberamente e creativamente.
    Per sapere che qualunque cosa sia stata nel passato, è stato il meglio che potevamo fare.
    Poiché essa rappresentava il meglio di ciò che sapevamo
    essa rappresentava il meglio della nostra coscienza.
    Man mano che la nostra conoscenza si amplia, e noi diventiamo sempre più consapevoli,
     entriamo anche più in sintonia con noi stessi.
    E entrando in sintonia con noi stessi possiamo entrare in sintonia con gli altri.”
    (Satir, Banmen, Gomori & Gerger, 1991)

    La disabilità, e in particolare il disturbo psichiatrico, presentano una complessità di problematiche che vanno affrontate con una serie di interventi ad ampio raggio, di tipo socio-sanitario integrato. Accanto al disturbo occorre considerare la qualità di vita del paziente e dei suoi familiari, l’opportunità di vivere integralmente l’ambiente, le relazioni sociali, il lavoro, gli interessi e lo sport.

    20160330 famiglia disabilità psichica - a

  • La relazione d’aiuto: la riattivazione del legame di attaccamento
    Premessa indispensabile e fondamentale per la relazione d’aiuto è l’autentico interesse per la persona, tenendo conto delle sue premesse esistenziali (le precoci esperienze, vissute nella relazione primaria) e dei suoi modi di relazionarsi.

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