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Sapevate che vostro figlio aveva “sperimentato” qualche droga ma pensavate che si fosse poi fermato. È stato invece trovato positivo a un test sul consumo di sostanze. Oppure vostra figlia adolescente  frequenta ragazzi che bevono e che nel fine settimana organizzano feste. Nell’ultimo mese è tornata a casa ubriaca un paio di volte. Questa mattina avete trovato una bottiglia di vodka nella sua camera. Sono cose gravi, lo sapete. Cosa potete fare?

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K. Abraham e M. Studaker, terapiste ed esperte nel counseling e nel sostegno alle famiglie alle prese con problemi di abuso di sostanze, forniscono alcuni consigli sull’atteggiamento da tenere, in base all’esperienza fatta.

Una casa a prova di adolescenti

La prima cosa che si può fare è essere proattivi. Ricordate quando il vostro ragazzo era piccolo e mettevate cancelli sulle scale, serrature alle porte dell'armadio, posizionando tutti i vostri oggetti fragili al di fuori della sua portata? Beh, è ​​il momento di organizzare la vostra casa in modo che sia a prova di adolescente. Se bevete o fate uso di sostanze, mettete tutto sotto chiave. O meglio ancora, fatelo assolutamente al di fuori di casa. Se vi sono stati prescritti farmaci a rischio, mettete sotto chiave anche quelli. Non date per scontato che solo perché il vostro ragazzo utilizza un certo tipo di sostanza, non sia pronto a drogarsi con qualcos’altro che si trovi sotto mano.

Potreste pensare: "Questa è la mia casa, non sono tenuto a mettere sotto chiave le cose!" Lo avreste pensato anche quando vostro figlio era ancora un bambino? "Questa è casa mia! Non sono obbligato a chiudere a chiave in un armadietto i prodotti velenosi solo perché mio figlio ha due anni!".

Il vostro ragazzo adolescente è ancora minorenne e la vostra casa dovrebbe essere a prova di adolescente, questo è il punto. È ancora  parte della vostra responsabilità genitoriale, ed è qualcosa su cui potete ancora effettivamente esercitare un controllo.

Ho paura di quello che potrei trovare nella sua stanza. Inoltre, c’è sempre un odore di...

I genitori spesso si chiedono dove tracciare la linea di confine della privacy quando hanno il sospetto che un figlio adolescente utilizzi sostanze. Ricordate, quella è la vostra casa. La privacy è un privilegio. È una buona idea leggere il diario di tua figlia tredicenne solo perché ti stai chiedendo se è arrabbiata con te? Ovviamente no. Ma se si sospetta che il vostro ragazzo stia utilizzando sostanze, la privacy va del tutto fuori questione.  È la tua casa, ed è il tuo giusto diritto e tua responsabilità assicurarti che non vi siano sostanze illegali, perché se ci fossero, oltretutto, ne saresti tu il responsabile. Questa è la realtà. Se tu avessi un inquilino e pensassi che tiene droga nella stanza, diresti: "Oh, non voglio turbarlo invadendo la sua privacy". Certo che no!

Se trovate sostanze nella stanza di vostro figlio, dovrete decidere quale linea di azione tenere. Conoscete vostro figlio meglio di chiunque altro. È a vostra discrezione se fare o meno una telefonata alla polizia. Se è la prima volta che avete scoperto sostanze, potete decidere di buttarle e fare in modo che il vostro ragazzo lo sappia. "Guarda, ho trovato della droga e l’ho buttata. Se la trovo di nuovo, chiamo la polizia". Se siete preoccupati al punto da pensare che l’uso di sostanze abbia raggiunto un livello che richiede un intervento delle istituzioni, potete decidere di chiamare la polizia già la prima volta che trovate della droga. Anche il tipo di sostanza trovata può svolgere un ruolo. Se  trovate dei liquori, questo vi colpirà ovviamente in modo diverso di quanto accadrebbe se trovaste eroina. Anche per il liquore vostro figlio, in quanto minorenne, potrebbe essere incriminato. Assicuratevi di essere pronti ad affrontare il tribunale e il processo, nel caso chiamaste la polizia.

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Molti adolescenti effettivamente hanno anche il coraggio di essere arrabbiati con i loro genitori per il fatto che questi hanno buttato via le loro scorte. Potrebbero anche dire: "Ehi, adesso mi devi dei soldi per quello che hai fatto!" Si può rispondere con calma e chiedere a vostro figlio: “Vorresti dei soldi dai poliziotti se la droga l’avessero presa loro? Questa è la tua realtà, ora. Se la porterai ancora a casa mia, perderai un sacco di soldi, quindi scegli bene cosa fare". In questo modo, state rendendo problematico per lui l’uso di sostanze e stabilendo una linea di confine precisa.

Ho bisogno di un po’ di erba ... Posso avere venti euro?

Se si sa per certo o anche se si ha solo il sospetto che il vostro ragazzo stia facendo uso di sostanze, uno dei modi migliori per mettere fine ai suoi acquisti è tagliargli i fondi. Non dategli soldi per cose come film, mensa, vestiti. Se è proprio necessario, firmate un assegno o pagate direttamente la scuola. Comprategli voi dei vestiti. Non dategli soldi per compleanni o vacanze, e non regalategli cose costose che possa rivendere o scambiare con la droga.

Questo non significa che non dobbiate fare nulla per lui nelle occasioni speciali. Potreste proporgli di portarlo a vedere uno spettacolo, o di partecipare a un evento, qualunque cosa lui non possa trasformare in denaro per sostenere il suo consumo di sostanze. Se iniziate a sentirvi in colpa per il fatto di non dargli soldi, ricordate che con il denaro potrebbe alimentare la sua dipendenza e che lo fate nel suo interesse.

Oggigiorno molti ragazzi si comportano come se fosse un loro diritto avere soldi. Non è così. È un privilegio che si perde quando si fa uso di sostanze. Ed è qualcosa su cui avete un controllo completo: nessuno può costringervi a dare i vostri soldi al vostro ragazzo. Potete dire a vostro figlio: "Guarda, il mio darti dei soldi è un tuo privilegio, basato sulla fiducia. E ora hai perso la mia fiducia". Questa decisione è sia una naturale (fiducia perduta) che reattiva (interrompere la disponibilità di denaro) conseguenza all’abuso di sostanze. Aiuterà il vostro ragazzo, che si sentirà a disagio e dovrà decidere se vale la pena incorrere in questo tipo di conseguenze.

Che cosa può fare un genitore quando un parente, in buona fede, dà denaro al  suo ragazzo, dopo che lui glielo ha negato? Deve dire a una nonna o a una zia perché lo sta facendo, spiegando cosa potrebbe accadere se dessero soldi al loro nipote: comprare droghe e non, ad esempio, i jeans di cui ha detto di aver bisogno. Non è possibile controllare completamente i membri della propria famiglia, ma se si fa loro sapere qual è la situazione, potranno prendere decisioni da persone informate e non ci saranno segreti. Tenete sempre presente cosa accade nella realtà: il vostro ragazzo finirà per diventare un adulto e potrà andare dai parenti in qualsiasi momento a dire che ha bisogno di soldi per qualcosa. E loro dovranno decidere cosa fare.

E  nel caso che un ragazzo lavori e utilizzi i guadagni per droga e alcol? Cosa possono fare i genitori in questa situazione? Non molto. Questa è una cosa che non si può controllare. Il lavoro può effettivamente essere una cosa positiva per il vostro ragazzo, che potrebbe aver lavorato duramente per i soldi che ora sono a sua disposizione. Potreste ammonirlo dicendogli: “Hai lavorato tanto per un pugno di erba?”. Sarà vostro figlio che dovrà decidere se ne vale la pena. Ancora una volta ricordate che, nella realtà, molte persone buttano i loro soldi in cose che non li valgono.

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Amore, bilanciato con limiti precisi e conseguenze chiare nel caso di una loro violazione

La differenza tra la cura e la custodia si riduce, in fondo, a chiari e coerenti limiti. Quando vostro figlio aveva cinque anni, eravate letteralmente il suo custode. Gli tenevate la mano quando attraversava la strada, tagliavate la carne per lui, lo tenevate strettamente sotto controllo. Con il passare degli anni, gli avete permesso di fare scelte più adeguate alla sua età, e di cominciare a sperimentare e imparare dalle conseguenze di tali scelte. Se rimaneva alzato fino a tardi, il giorno dopo si sarebbe sentito stanco. Da qui la lezione conseguente: se non voglio essere stanco per tutto il giorno, a una certa ora devo andare a letto. Oppure: fa i compiti solo all’ultimo minuto, si precipita a scuola e prende un brutto voto. Da qui, l’insegnamento: Se non mi do un po’ più da fare, a scuola le cose non potranno andare bene. La vita quotidiana ha impartito a tutti noi lezioni del genere. Anche da adulti continuiamo ad imparare dalle conseguenze naturali delle scelte che facciamo ogni giorno.

Quindi perché abbiamo la tendenza a ricadere in un atteggiamento di custodia quando nostro figlio adolescente inizia a utilizzare sostanze? Perché fa paura, è perfino terrificante, ci fa sentire agitatissimi e coinvolti profondamente dalle sue scelte. Anbbiamo paura per quello che potrebbe accaderli. Ricordate, il meglio che possiamo sperare come genitori è  di riuscire a preparare i nostri ragazzi per la vita reale. Nel mondo reale, i ragazzi si trovano in tantissime situazioni difficili in cui quello che accadrà dipenderà dalle loro scelte. Da adulti, prendiamo  ogni giorno decisioni importanti. Vostro figlio, al vostro pari, dovrà farlo in futuro per tutta la vita. Se lo proteggete ora dalle conseguenze naturali delle sue decisioni, state semplicemente ritardando le lezioni che gli impartirà la vita.

Questo è importante: c'è una differenza tra salvaguare vostro figlio come fosse un bambino e andare all’estremo opposto rinunciando a intervenire. Grazie alla conoscenza che avete di lui, dovete fare del vostro meglio per trovare una via di mezzo.

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