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Una recente ricerca realizzata presso l’Istituto di Ricerca sulle Dipendenze dell’Università di Buffalo, e pubblicata nel mese di ottobre 2016, indica che l'approccio alla prevenzione dell’uso di alcol e droghe da parte degli adolescenti dovrebbe iniziare nella prima infanzia.

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"I figli di genitori con problemi di alcol corrono un rischio molto maggiore di iniziare a bere da minorenni e di sviluppare un disturbo da uso di sostanze" spiega l'autrice dello studio, Rina Das Eiden, ricercatore senior presso l’istituto.

"È importante capire quando e in quali circostanze tali problemi si sviluppano, in modo che possiamo mettere in atto interventi per guidare questo gruppo di ragazzi ad alto rischio verso una strada differente, allontanandoli da quella che li condurrebbe verso l’uso di sostanze e i conseguenti problemi".

La professoressa Eiden ha esaminato diverse vie che hanno condotto all'uso di sostanze gli adolescenti, iniziando a studiare i loro casi a partire dall’infanzia per i figli di genitori che facevano abuso di alcol, e ha scoperto che il calore materno e la sensibilità nella prima infanzia hanno avuto un ruolo significativo per quello che sarebbe poi successo.

"Quando le madri possono essere affettuose e sensibili durante le interazioni con i loro bambini, nonostante le tensioni derivanti dai problemi di consumo di alcol dei loro partner, vi è una minore probabilità che i ragazzi arrivino a far uso di sostanze da adolescenti" spiega la professoressa Eiden.

I genitori con problemi di consumo di alcol, hanno dimostrato una minore sensibilità materna nei confronti dei loro bambini, la quale è poi proseguita nel corso della loro infanzia.

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Mentre i ragazzi hanno iniziato la scuola media, è risultato meno frequente che le madri monitorassero i gruppi di pari e le attività dei figli, il che ha avuto come conseguenza che i giovani mettessero in misura maggiore comportamenti a rischio, quali l’uso di sostanze, il bere alcolici e la frequentazione di coetanei autori di reato nella prima adolescenza, intorno al secondo anno della scuola superiore.

Questi bambini hanno inoltre manifestato una minore capacità di auto-controllo e di seguire le regole di contesto, in età prescolare, il che ha portato a comportamenti problematici a partire dall’infanzia più avanzata fino alla prima adolescenza, e a un maggiore uso di alcol e marijuana nella tarda adolescenza.  

I risultati hanno implicazioni sia per i tempi che per i contenuti degli interventi di prevenzione contro l'uso di sostanze tra gli adolescenti di genitori con disturbo di uso di sostanze alcoliche.

La programmazione di interventi nella prima infanzia e prima delle importanti e delicate transizioni nelle diverse fasi di sviluppo, come ad esempio l’inizio della scuola e il passaggio dalle elementari alle scuole medie, può risultare molto efficace.

In merito ai contenuti di queste attività, gli interventi più utili sarebbe quelli volti a incoraggiare e sostenere le madri ad essere più calorose e sensibili durante le interazioni con i loro bambini, e a mantenere attenzione nei confronti delle attività dei loro figli e dei gruppi di pari che frequentano, durante il problematico passaggio dalla fanciullezza alla prima adolescenza.

"Questa attenzione dovrebbe anche promuovere l’autoregolamentazione dei bambini in età prescolare, il che può portare ad una diminuzione dei comportamenti problematici dall'età scolare all'adolescenza" afferma la professoressa Eiden.


L'articolo è stato pubblicato nel numero di ottobre 2016 della rivista Developmental Psychology