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Quel ragazzo beve? I suoi amici, bevono? Sono solo due semplici domande, ma possono aiutare a prevedere già dalla scuola media se uno studente sia a rischio di abuso di alcol negli anni successivi.

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Queste semplici domande fanno parte di uno screening sviluppato dall'Istituto Nazionale per l'Abuso e l'Alcolismo statunitense. I ricercatori hanno studiato quanto possano essere efficaci le risposte nella previsione del futuro abuso di alcol.

I risultati, pubblicati dalla rivista Pediatrics, mostrano che iniziare a bere presto, o avere amici che bevono, è indicativo del fatto che si continuerà a bere da uno a tre anni dopo - e non bere, o non avere amici che bevano, corrisponde al fatto che non si berrà più avanti nel tempo.

La ricerca suggerisce che i pediatri e gli altri operatori sanitari dovrebbero regolarmente informarsi sull'uso di alcol, non solo riguardo agli adolescenti in cura ma anche rispetto ai loro amici.

Fare ciò potrebbe aiutare a ridurre i tassi di consumo di alcolici da parte dei minorenni, attraverso l'individuazione di quegli adolescenti che necessitano di un'ulteriore valutazione, e di un monitoraggio, su questa potenziale dipendenza.

Essere messi di fronte a queste domande, inoltre, secondo gli esperti di prevenzione dell'abuso di alcol, potrebbe spingere gli studenti a considerare con maggiore attenzione il proprio comportamento e le sue possibili conseguenze.

George F. Koob, direttore dell'Istituto, ha spiegato che la brevità delle domande contribuisce al loro successo, tanto quanto la fondamentale domanda sul comportamento degli amici.

"I pari hanno una grande influenza sul comportamento dei giovani. Ovviamente, anche con i membri della famiglia può andare in questo modo, in merito alle dipendenze. A volte i figli vedono tutti i danni che il bere ha causato ai genitori o ai parenti stretti e non bevono; a volte imitano il loro comportamento " spiega Koob.


La condizione di "allarme pediatrico"

Lo studio è stato il primo a esaminare se le domande di screening sviluppate dall'agenzia possano prevedere problemi futuri con l'alcol. L'lcol è un fattore di mortalità per più di 80.000 persone negli Stati Uniti ogni anno.

Per gli studenti delle scuole medie, le domande dello screening sono:

"Hai degli amici che hanno bevuto birra, vino o bevande alcoliche nell’ultimo anno?"

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"E a te? Nell'ultimo anno, quante volte è capitato di bere birra, vino o qualsiasi bevanda contenente alcol, in quantità elevata?"

Un team di ricercatori, guidato dal dott. James Linakis, ha posto le domande a più di 4.800 adolescenti, di età compresa tra i 12 e i 17 anni, che hanno visitato uno dei 16 ambulatori pediatrici presi in considerazione, tra il 2013 e il 2015. Più tardi hanno seguito quasi la metà di loro - 2209 adolescenti - informandosi sul loro consumo di alcol uno, due e tre anni dopo.

Anche se ricerche precedenti hanno dimostrato che l'uso di alcol tra i giovani aumenta con l'età, gli studenti che hanno riferito di non aver bevuto durante il primo screening, sono stati quelli che hanno indicato di aver fatto la minore quantità di consumo alcolico negli anni successivi.

Al contrario, gli studenti che apparivano inizialmente a più alto rischio, hanno avuto elevate probabilità di essere bevitori negli anni successivi.

Le domande poste agli studenti delle scuole superiori erano leggermente diverse da quelle poste a quelli delle scuole medie. In particolare, è stata posta in modo più diretto la domanda su quanto i ragazzi bevano.

Agli studenti delle scuole superiori è stato anzitutto chiesto: "L'anno scorso, per quanti giorni hai bevuto più di un sorso di birra, vino o qualsiasi altra bevanda contenente alcol?".

Poi: "Se i tuoi amici bevono, quanti bicchieri di solito bevono in quelle occasioni?"

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Gli autori dello studio osservano che le ricerche precedenti hanno mostrato un aumento pesante del consumo di alcol, che si verifica in genere tra l'ultimo anno di scuola media e l'ultimo anno di scuola superiore.

A livello nazionale, 6 studenti su 10 riferiscono di aver consumato, in certe occasioni, quantità non trascurabili di alcol prima di aver concluso il liceo, mentre il 24 per cento lo ha fatto entro la terza media, secondo il rapporto più recente di Monitoring the Future, il quale monitora il consumo di droga e alcol tra i giovani.

Poiché quasi 4 persone su 5 che sono in trattamento per disturbo da consumo di alcool affermano di aver iniziato a bere alcolici durante l'adolescenza, l'abuso di alcol è considerato una condizione di "allarme pediatrico" ha scritto il dottor Scott Hadland, pediatra e specialista delle dipendenze al Boston Medical Center, in un testo pubblicato in concomitanza con il rapporto di Pediatrics.

Hadland ha spiegato che l'alcol è un fattore determinante in oltre la metà delle tre principali cause di morte tra adolescenti e giovani adulti: lesioni non intenzionali (la maggior parte delle quali diventano incidenti mortali), omicidio e suicidio.

"Nonostante l'enorme attenzione attualmente prestata alla mortalità per overdose negli Stati Uniti, è deprimente che nel 2016 le morti causate dall'alcol siano più del doppio di quelle che riguardano gli oppioidi" ha scritto Hadland.

L'enormità del problema richiede un intervento precoce, non solo tra gli adolescenti che riferiscono di bere, ma anche tra coloro che affermano che sono gli amici a farlo, abbinando lo screening delle due domande a un altro, noto come lo screening CRAFFT  (il quale tra le altre domande, chiede se una persona abbia mai viaggiato su un’auto guidata da qualcuno che aveva bevuto), potrebbe migliorare ulteriormente  la conoscenza dei rischi affrontati dagli adolescenti.


Il bere "pericoloso"

Sebbene Linakis e i suoi coautori affermino che solo una minoranza degli adolescenti intervistati svilupperà un disturbo da abuso di alcol - circa 1 su 38 - sostengono che i risultati dello studio sollecitano un maggiore screening degli adolescenti per identificare quelli tra loro che sono ad alto rischio.

"In un recente studio fatto negli ospedali statunitensi che trattano adolescenti feriti, solo il 18 per cento di questi istituti ha dichiarato di effettuare a tutti uno screening sull'alcol" hanno scritto gli autori.

Sebbene l’uso consistente di alcol sia più frequente negli adolescenti più grandi, esistono di fatto molti giovani adolescenti che hanno già sviluppato questo disordine comportamentale.

"È importante che i genitori siano vigili e riconoscano che l'uso di alcol negli adolescenti non è solo un rito di passaggio, ma può portare a seri problemi in età adulta" conclude il professor Linakis.

Negli ultimi dieci anni, il consumo di alcolici è diminuito negli Stati Uniti, ha rilevato Koob, e potrebbe diminuire ancora di più se agli adolescenti venissero fatte regolarmente domande come queste. Un semplice screening può trasformarsi in un intervento se le domande inducono un giovane a riflettere più a fondo sul suo comportamento riguardo al bere.

"Vorremmo vedere questi screening ampiamente adottati nei laboratori pediatrici " ha detto Koob. "Cominci a pensare: 'Forse dovrei rivalutare il mio bere e le sue conseguenze future', quando quell'uomo o quella signora in camice bianco te lo chiedono".

Nel frattempo, i genitori non dovrebbero aspettare di dover andare al pronto soccorso o dal pediatra per iniziare a parlare di alcol con i loro ragazzi.

I genitori dovrebbero iniziare questo dialogo prima che un figlio si trovi a confrontarsi con la possibilità di bere. Non parlando ai loro figli dell’alcol, i genitori possono inavvertitamente contribuire al fatto i loro figli più avanti inizino a bere tardi.

"Se non ne parli, stai comunque dicendo qualcosa a riguardo" afferma l'agenzia sul suo sito web, che india cinque obiettivi per una conversazione con un figlio:

  • Esprimere la disapprovazione di bere alcolici e usare droghe.
  • Mostrare che si ha a cuore la salute, il benessere e il successo di un figlio.
  • Mostrare di essere una buona fonte di informazioni su alcol e droghe.
  • Mostrare che si sta prestando attenzione a ciò che fa un figlio.
  • Offrire strategie al ragazzo per evitare alcol e droghe.

Anche i genitori, conclude Koob, dovrebbero riflettere su quanto bevono e se il bere possa essere considerato un problema, sia per se stessi ma, soprattutto, in relazione ai possibili comportamenti dei figli.

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