L'amore è una sensazione inspiegabile, a tratti strana e complessa; è un'emozione così forte e profonda che è impossibile ignorarla.

Se ne parla da secoli, da quando l'uomo è apparso sulla terra, e continua tutt'ora ad essere il centro quasi fondamentale delle nostre vite. È presente ovunque: dall'amore per le piante, per gli animali, per la nostra famiglia e, perché no, anche per qualche oggetto.
Tutte questo, però, può essere offuscato o addirittura messo da parte quando si incontra il proprio partner. "É amore, ovviamente".
Le persone che ci sono state accanto prima dell’ingombrante presenza di quest'ultimo non vengono più associate all'amore, ma a semplice affetto pressoché secondario o addirittura futile.
"Lui mi ama come nessuno mi ha mai amato", "È la persona giusta per me"; quante frasi del genere abbiamo sentito dire o (ammettiamo le nostre colpe) abbiamo detto noi stessi!?
Si sa, le prime settimane di conoscenza, il non sapere nulla dell'altro, le prime uscite sono la parte migliore della relazione: sta nascendo un affetto che non si sa dove porterà e quanto durerà, ma si vive il momento, pensando che sia una favola senza fine.
Passano i mesi, la relazione è ancora stabile e non sembra cambiato nulla dalla prima volta che ci si è incontrati, si è innamorati e felici.
Trascorrono gli anni e si iniziano a notare i difetti del partner, poi i litigi senza controllo e quando pensi di aver superato questi ostacoli, arriva forse la prova più complicata da affrontare: la noia e di conseguenza l'abitudine.

La noia è un ostacolo insormontabile, perché è insaziabile, quando pensi di averla accontentata, lei ritorna, come un animale in cerca della vittima ideale.
L'abitudine è simile alla noia, infatti molto spesso nelle coppie va di pari passo. Si inizia a dare per scontato quella persona, i piccoli gesti d'amore (come, per esempio, dei regali inaspettati), le belle parole, i momenti che si cerca di condividere; a volte perfino la presenza diventa quasi asfissiante e fastidiosa, tanto da preferire la solitudine. Concetto impensabile nei primi mesi di relazione!
Sembra essere passata un'eternità da quel periodo, un ricordo impercettibile e sfocato, che si rammenta con nostalgia.
Si guarda la persona seduta accanto sul divano: "… era così diversa ai tempi". Si pensa a tutte le amicizie perse nel corso degli anni per dare priorità alla relazione, si pensa alla famiglia che si è costruita e ci si chiede se ne è valsa veramente la pena. Ma oramai è troppo tardi per avviare una vita che è scaduta già da un pezzo.
Te lo imponi da sola, e ti rassicuri che sei felice così.
Per concludere mi chiedo: so che l'uomo è un essere nato per stare a contatto con gli altri, ma che senso ha iniziare una relazione sapendo che nella maggior parte dei casi si finisce nel tunnel della routine? È solo per ricevere un po' di amore? Non basta quello degli amici, dei parenti, degli animali?






