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Apro il frigorifero di un mio amico.
Sono a casa sua, ho fame e vorrei sgranocchiare qualcosa. Tra tutte le pietanze poste all'interno, la prima cosa che noto sono i tortellini alla carne dell'Esselunga. Io vado matta per i tortellini dell'Esselunga, in particolare quelli alla carne. 

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La confezione è già aperta, ne rimane giusto una porzione, neanche troppo abbondante. 

Penso a voce alta voce e gli chiedo quasi indignata perché quei tortellini, a mio parere così gustosi, sono lì a prendere aria, all'angolo del frigorifero. 

Lui mi risponde che prima o poi li avrebbe mangiati, anzi mi propone addirittura di mangiarli io stessa. Ammetto che la proposta mi alletta ma è pomeriggio inoltrato, tra poche ore dovrò tornare a casa per cena. 

Andai altre volte a casa del mio amico. Ogni volta che aprivo il frigorifero, quei tortellini erano sempre lì.

Stessa posizione, stessa quantità. Restavano a fissarmi, e per qualche secondo li continuavo a guardare facendomi sempre la stessa stupida domanda: "… perché non li mangia?". I tortellini erano lì ad aspettare di essere messi in pentola, essere conditi e poi finalmente finire nella stomaco del proprietario di casa. 

Invece, rimasero lì a marcire, in quel frigorifero in cui si spostavano gli alimenti, si utilizzavano e si finiva di tutto, tranne loro

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Un dettaglio importante è che la scatola era mezza aperta, quindi il proprietario li aveva assaggiati,  gli erano piaciuti perché li aveva conservati nel frigorifero e non buttati nella spazzatura,  ma non così tanto da finirli. 

Questa esperienza mi ha portato a riflettere: quante persone ci sono al mondo che si fanno mettere in un angolino, la maggior parte delle volte,  senza neanche accorgersene, a  decomporsi pian piano. 

A volte si incontrano persone che comprendono il nostro valore e ci diranno che puoi essere di più; ma per paura di esporsi, si rimane all'angolo, e quando si capisce l'errore commesso, spesso, è troppo tardi. 

A mio parere, è importante anche se difficile, farsi ogni tanto un esame di coscienza e chiedersi se quel luogo, quel lavoro, il proprio partner o le proprie amicizie, sono le persone o i posti più adatti noi

Se ci danno un senso di oppressione, malinconia e tristezza, forse sarebbe il caso di andarsene e salvarsi prima di diventare completamente muffa.

Camilla Boldi
Camilla Boldi è lo pseudonimo di una studentessa che compirà quest'anno diciassette anni, suoi testi sono stati pubblicati su siti giornalistici sia generalisti sia di divulgazione per i più giovani.