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solitudine

  • Crescere in un balloon. Nathan Never

    Cinque figure dell'immaginario fumettistico come altrettanti simboli di adolescenze "sul limite" tra perdita di sé e riscoperta dell'appartenenza a un gruppo.

    Nathan Never: la solitudine

    L'esperienza della solitudine acquisisce una tonalità fondamentale e decisiva in età adolescenziale; potremmo dire che chi non è stato davvero solo a sedici anni forse non lo sarà mai davvero per tutta la vita, e forse non c'è da invidiarlo. La solitudine degli e delle adolescenti è un misto di tratti tragici ed eroici; fa soffrire ma fa anche sentire eletti; è la solitudine dei dannati, dei diversi e forse degli dei; la solitudine di cui parla Roberto Vecchioni in una canzone di tanti anni fa: "Non si è soli quando un altro ti ha lasciato/si è soli se qualcuno non è mai venuto".

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  • Filastrocca dell’amarezza e del rifiuto

    Ah, non ce la faranno
    a costringermi in sposa.
    Posso fingere un malanno
    inventare qualcosa
    ma io non sono in vendita
    e dovranno accettarlo.

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  • Filastrocca dell’amarezza e dell’assenso

    Ora tu vuoi sapere
    perché ho accettato.
    Non mi puoi giudicare
    per averlo sposato.

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  • Filastrocca ribelle, dal gusto amaro

    Ci sono famiglie dove il maltrattamento, la violenza fisica e psicologica, sono un dato strutturale, magari accentuato da una cultura che li legittima. Se un membro della famiglia – ad esempio una adolescente, e perciò due volte ribelle e due volte fragile: per età e per sesso – non lo tollera, la sua reazione può, raramente, essere trasformativa e di crescita per tutti. Molto più spesso è, per la ragazza, l’ingresso in una solitudine sconfinata. Occorre molta forza e un pizzico di fortuna per non tornare sui propri passi e continuare a credere di avere fatto la scelta giusta, perché deve esserci un’altra possibilità. A scapito dell’appartenenza, certo, ma a vantaggio della propria crescita, della propria libertà.

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  • La solitudine del capro espiatorio della famiglia

    Il ruolo assegnato a questo figlio è quello di servire come zimbello della famiglia e di essere il destinatario di tutta la rabbia che si produce al suo interno. Trattato come un disadattato, il capro espiatorio inizia a reagire in modo scomposto per la rabbia che viene inconsapevolmente diretta a lui, e dimostra così alla famiglia di essere nel giusto riguardo nel modo in cui lo considera e lo tratta.

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  • Perché gli adolescenti solitari non riescono a vincere la solitudine

    Per gli adolescenti che hanno la tendenza a starsene da soli, in un modo quasi cronico, senza trovare quasi mai la forza di vincere quello che li tiene lontani dagli altri, anche un raro invito ad un evento sociale rischia di essere considerato con sospetto. Tra sé e sé diranno: "Me l’hanno inviato non  perché mi vogliano con loro o perché ne sia degno, è stato solo un caso. Solo fortuna".

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