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Gli anni dell’adolescenza e quelli dell’università sono spesso considerati come periodi di esplorazione, durante i quali, per la prima volta, gli adolescenti e i giovani adulti iniziano a prendere decisioni per conto proprio. Tuttavia, le strategie di esplorazione possono cambiare in modo significativo durante il passaggio dall'adolescenza alla giovane età adulta.

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È quanto emerge da uno studio recentemente pubblicato sul Journal of Experimental Psychology.

Secondo la ricerca, firmata dal co-autore psicologo Robert Wilson della University of Arizona e dai suoi collaboratori presso l'Università di Harvard e il  Weill Cornell Medical College, i giovani adulti hanno maggiori probabilità di impegnarsi in "un’esplorazione diretta", o un'esplorazione guidata dalla ricerca di informazioni, di quanto non lo siano gli adolescenti. Allo stesso tempo, i ragazzi sembrano essere più a loro agio, nel complesso, in una situazione di incertezza.

I risultati si aggiungono ad altri lavori in corso di Wilson sul dilemma di esplorare, trovare la soluzione più vantaggiosa, all'interno del processo decisionale umano.


Gli esseri umani utilizzano due strategie per esplorare

A volte gli esseri umani scelgono di esplorare. Questo accade, ad esempio, quando per curiosità si decide di provare una nuova voce di menu presso il nostro ristorante preferito. Altre volte, invece, ci piace sfruttare le informazioni che già abbiamo in base alle esperienze fatte, come quando ordiniamo il nostro "solito", spiega Wilson, professore associato di psicologia e scienze cognitive nel Dipartimento di Psicologia.

Ma il dilemma è un po’ più complesso.

L'attuale studio distingue tra due tipi distinti di esplorazione: dirette e casuali. Un esempio di "esplorazione diretta" potrebbe essere quella di andare su Google o Wikipedia per ottenere una risposta ad una domanda specifica, mentre un esempio di "esplorazione casuale" potrebbe essere quello di cliccare in modo casuale su articoli in Wikipedia, senza un obiettivo finale in mente.


l’esplorazione a caso è molto meno guidata da un obiettivo,
ma è un modo altrettanto buono di esplorare il mondo


"Ci sono due tipi di esplorazione, e la gente li usa tutti e due" ha spiegato Wilson. "L’esplorazione diretta è veramente focalizzata sulla ricerca di informazioni. L’esplorazione a caso è molto meno guidata da un obiettivo, ma è un modo altrettanto buono di esplorare il mondo".

Nello uno studio, realizzato su 149 adolescenti e giovani adulti di età compresa dai 12 ai 28 anni, i partecipanti sono stati invitati a completare su computer uno schema "slot machine" progettato da Wilson, per valutare le loro le strategie esplorative.

Con il compito di realizzare il punteggio più alto possibile, ai partecipanti sono state mostrate sullo schermo due diverse "slot machine", con diversi livelli di informazioni sui precedenti output di ogni “slot” e il numero di scelte e possibilità che sarebbero state date loro per giocare - una o sei. Hanno quindi dovuto scegliere la “slot”con cui giocare.

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Quando è stata data solo una possibilità di gioco, gli adolescenti e i giovani adulti, allo stesso modo, hanno scelto di utilizzare l'opzione con la più alta ricompensa, o la slot con il miglior tracciato di output favorevoli, sulla base delle informazioni fornite.

Tuttavia, quando sono state proposte sei opportunità per giocare - e presentata una slot di cui era noto solo un output precedente e una slot in cui i tre output precedenti erano noti e tutti all’interno di un range numerico simile - i partecipanti più anziani hanno mostrato una maggiore propensione, rispetto a quelli più giovani, di giocare con la slot di cui era noto solo un precedente output, nel tentativo di ottenere maggiori informazioni circa le sue prestazioni.

In altre parole, erano più propensi ad impegnarsi nell'esplorazione diretta.

"Gli adolescenti hanno fatto rilevare livelli molto più bassi di esplorazione diretta, quindi si sono dimostrati essere meno strategicamente alla ricerca di informazioni" ha detto Wilson. "Sembra che ci sia un aumento dell’esplorazione diretta tra i 12 e i 18 anni, e poi questa tendenza tende ad affievolirsi.

"Gli adolescenti compensano questa mancanza di esplorazione strategica con un pregiudizio generale verso le opzioni più certe. Sono più disposti a scegliere un'opzione incerta rispetto ai partecipanti un po’ più vecchi".


Questo non significa scelte sbagliate

Leah Somerville, professore associato di psicologia ad Harvard, co-autrice dello studio e direttrice dell’Harvard Affective Neuroscience & Development Lab, ha detto che i risultati contribuiscono alla comprensione del processo decisionale adolescenziale.

"Uno degli insegnamenti di questo studio è che esistono strategie che gli adulti utilizzano per raccogliere informazioni che sembrano essere orientate un po’ diversamente rispetto a quelle degli adolescenti.

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Gli adulti considerano le conseguenze a lungo termine della raccolta di informazioni - anche se questo significa rinunciare a una buona opzione a breve termine.

Gli adolescenti sono meno disposti a rinunciare a queste ricompense a breve termine per raccogliere informazioni che potrebbero essere utili solo in futuro. Il fatto che gli adolescenti sono distratti dal prendere decisioni orientate al futuro quando hanno a disposizione ricompense a breve termine, potrebbe essere particolarmente rilevante per le decisioni che gli adolescenti prendono nel mondo reale". 

È importante notare, sottolinea la dottoressa Somerville, che i partecipanti ottengono generalmente gli stessi risultati nel compito affidato loro nello studio, indipendentemente da quale strategia di esplorazione abbiano usato, tanto che una particolare strategia non dovrebbe necessariamente essere sostenuta come migliore rispetto ad altre.


non dobbiamo dare per scontato
che le decisioni degli adolescenti sia ‘di default’ peggiori


"Spesso, gli adolescenti vengono descritti come individui aventi ancora un processo decisionale 'difettoso'.

Queste scoperte contestano tale affermazione, suggerendo invece che "le decisioni adolescenziali” sono orientate a valutare diversi tipi di informazioni. Se questa disposizione li aiuta o danneggia dipende dal tipo di decisione che prendono, ma non dobbiamo dare per scontato che le decisioni degli adolescenti sia ‘di default’ peggiori".

Per quanto riguarda il motivo per cui i due gruppi di giovani abbiano diverse strategie di esplorazione, sono necessarie ulteriori ricerche, ma una teoria sostiene che è qualcosa cche ha a che fare con il modo in cui il cervello si sviluppa fisicamente in quella fase della vita, spiega il dottor Wilson.

"L'idea di organizzare strategicamente l’esplorazione nelle situazioni in cui ce n’è bisogno, è un processo decisionale abbastanza sofisticato, perciò una spiegazione potrebbe essere che sia legato alla corteccia prefrontale del cervello, che sappiamo si sviluppa attraverso l'adolescenza" conclude Wilson.


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