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L’imperversare della pandemia di coronavirus, insieme alle turbolenze politiche e all'incertezza personale, hanno travolto molti. Quasi dall'inizio del 2020 tante persone hanno dovuto affrontare prospettive difficili e deprimenti poiché malattia, morte, isolamento e perdita di posti di lavoro sono diventati parti indesiderate della realtà.

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Gli psicologi il cui lavoro si concentra sulla psicologia positiva, in relazione a chi affronta sfide e difficoltà, affermano che questo più che mai è un tempo in cui considerare e discutere sulla speranza.

Speranza contro ottimismo

Per prima cosa, spiegano, cerchiamo di capire cos'è la speranza. Molte persone confondono l'ottimismo con la speranza.

In genere si definisce la speranza come la tendenza a vedere gli obiettivi desiderati come possibili e ad avvicinarsi a tali obiettivi con la convinzione di avere la capacità di raggiungere tali obiettivi. La speranza è una sorta di focus sulla mappatura di percorsi e piani per raggiungere questi obiettivi.

L'ottimismo è diverso, spiega la psicologia. L' ottimismo è come un'aspettativa generale che in futuro accadranno cose buone. Gli ottimisti tendono a cercare il positivo e, a volte, a negare o evitare le informazioni negative.

In sintesi, l'ottimismo riguarda l'aspettarsi cose buone; la speranza riguarda il modo in cui pianifichiamo e agiamo per ottenere ciò che vogliamo.

Esistono strategie chiave per coltivare la speranza anche in questi tempi difficili.

Fare qualcosa, partendo dagli obiettivi

Le persone piene di speranza non desiderano: immaginano e agiscono. Stabiliscono obiettivi chiari e raggiungibili e fanno un piano preciso. Credono nella loro azione, cioè nella loro capacità di raggiungere i risultati.

Riconoscono che il loro percorso sarà segnato da tensioni, impedimenti e fallimenti ma non per questo desistono. Secondo alcuni psicologi, le persone fiduciose sono in grado di anticipare queste impedimenti e di scegliere i giusti percorsi.

Inoltre, le persone piene di speranza si adattano. Quando le loro speranze vengono frustrate, tendono a concentrarsi maggiormente sul fare cose per raggiungere i loro obiettivi.

Le persone che coltivano la speranza tendono a pensare che gli obiettivi desiderati siano raggiungibili anche se le risorse personali sono allo stremo. In altre parole, le persone speranzose persistono anche quando le prospettive potrebbero non essere così favorevoli.

È importante sottolineare, spiegano gli psicologi positivi, che le evidenze suggeriscono che la convinzione di essere in grado di raggiungere i propri obiettivi può essere più importante per la speranza che sapere come raggiungerli.

Sfruttare il potere dell'incertezza

Diversi ricercatori hanno sostenuto che, affinché sorga speranza, gli individui devono essere in grado di percepire la "possibilità di successo".

La ricerca mostra che molte delle incertezze della vita potrebbero aiutare le persone a coltivare la speranza nei momenti difficili. Ad esempio, uno studio del 2017 ha mostrato che i genitori di bambini con diagnosi di sclerosi multipla hanno utilizzato il fatto che si sa così poco su questa condizione nell'infanzia per alimentare e sostenere il loro senso di speranza.

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I genitori pensavano che, poiché è così difficile diagnosticare con precisione la sclerosi multipla infantile e la prognosi è così varia, c'era la possibilità che i loro figli ricevessero una diagnosi errata e potessero guarire e vivere una vita normale.

Insomma, un futuro incerto ha molte possibilità. In base a questo, anche l'incertezza può essere non motivo di paralisi ma di speranza.

Gestire la propria attenzione

Le persone piene di speranza e ottimiste mostrano somiglianze e differenze nei tipi di stimoli emotivi a cui prestano attenzione nel mondo.

Alcuni psicologi hanno scoperto che gli ottimisti tendono a cercare immagini positive, come quelle di persone felici, ed evitare immagini di persone che sembrano depresse.

Le persone piene di speranza non cercano necessariamente informazioni emotivamente positive. Tuttavia, dedicano meno tempo a prestare attenzione a informazioni emotivamente tristi o minacciose.

In un mondo in cui siamo sopraffatti dalle alternative per ciò che possiamo leggere, guardare e ascoltare, mantenere la speranza potrebbe anche non richiedere di cercare solamente informazioni positive, ma richiede di evitare immagini e messaggi negativi.

Sviluppare senso di comunità. Non affrontare le cose da soli

La speranza è difficile da sostenere in isolamento. La ricerca dimostra che per alle persone che lavorano per promuovere il cambiamento sociale, in particolare gli attivisti contro la povertà, le relazioni e la comunità hanno fornito la ragione della speranza e acceso la loro convinzione di continuare a impegnarsi.

Il collegamento con gli altri ha permesso agli attivisti di provare un senso di responsabilità, di riconoscere che il loro lavoro era importante e che facevano parte di qualcosa di più grande di loro stessi.

Le relazioni sono importanti, ma la ricerca sulla salute suggerisce anche che il sostegno alla speranza dipende, in parte, dal particolare gruppo di persone con cui ci si mantiene in relazione.

Ad esempio, i genitori di bambini malati cronici spesso hanno mantenuto la speranza isolandosi o evitando le interazioni con persone negative che sfidavano i loro sforzi per credere in un’evoluzione positiva della malattia.

Possiamo mantenere la speranza se ci connettiamo con altri che ci ritengono responsabili e ci ricordano perché le nostre lotte e le nostre sfide sono importanti.

Guardare le evidenze

La speranza richiede anche fiducia. Le persone piene di speranza mettono la loro fiducia nei dati di fatto, in particolare nelle prove fornite dalla storia.

La ricerca dimostra, ad esempio, che gli attivisti contro la povertà traevano speranza dal sapere che, storicamente, quando le persone si univano nella resistenza erano in grado di produrre un effettivo cambiamento.

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