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Gli adolescenti diventano più esplorativi nei loro comportamenti con il crescere dell'età, sentendosi sempre più propensi a visitare nuovi posti, a conoscere contesti inusuali e ambienti diversi. Una maggiore esplorazione è associata a un maggiore benessere psicologico e a reti sociali più ampie.

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È quello che ribadisce un nuovo studio, all’interno del quale viene comunque confermato che i ragazzi che più esplorano e si avventurano, sono anche quelli che mettono in atto un numero maggiore di comportamenti a rischio.

"Sebbene l'assunzione di rischi da parte degli adolescenti sia generalmente vista come un comportamento problematico, abbiamo scoperto che una maggiore esplorazione era anche collegata a una maggiore connettività sociale e benessere emotivo" afferma Catherine Hartley, professoressa associata presso il Dipartimento di Psicologia della New York University e autrice senior dello studio, pubblicato da Psychological Science. "Questo suggerisce e per certi versi conferma che l'assunzione di rischi può avere una funzione adattiva durante l'adolescenza".

In precedenti ricerche, la Hartley e Aaron Heller dell'Università di Miami avevano mostrato che nuove e diverse esperienze sono collegate a una maggiore felicità e che questa relazione è associata a una maggiore funzionalità dell'attività cerebrale. Questi risultati, apparsi sulla rivista Nature Neuroscience, avevano mostrato la connessione esistente tra gli ambienti fisici che si vivono quotidianamente e il proprio senso di benessere.

Nel nuovo lavoro su Psychological Science le ricercatrici hanno cercato di comprendere meglio l'esplorazione dei loro ambienti da parte di adolescenti e giovani adulti, e come si colleghi ai comportamenti che tendiamo a vedere come "rischiosi" e cosa potrebbe essere il significato psicologico di questi comportamenti.

Studi precedenti hanno suggerito che, rispetto a bambini e anziani, adolescenti e giovani adulti tendono a impegnarsi in comportamenti più esplorativi e di ricerca di novità, che si tratti di provare nuovi hobby, provare nuovi gruppi di amici o visitare nuovi posti.

Tuttavia, la maggior parte degli studi sui comportamenti esplorativi degli adolescenti si è basata sull'autovalutazione o sul comportamento in ambienti di laboratorio controllati, lasciando aperta la questione se l'esplorazione adolescenziale intensificata sia vera anche nel mondo reale, quando i partecipanti si trovano in contesti quotidiani naturali.

Per valutare e cogliere meglio questi fenomeni, gli scienziati hanno misurato la vita quotidiana di 58 adolescenti e giovani adulti (dai 13 ai 27 anni) a New York City, utilizzando il tracciamento GPS per misurare la frequenza con cui i partecipanti hanno visitato nuovi luoghi nel corso di tre mesi.

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Da queste misurazioni, sono stati in grado di raccogliere informazioni reali sull'esplorazione quotidiana basata sul movimento. Sulla base di questi dati GPS e dell'autovalutazione, i ricercatori hanno trovato diversi schemi di comportamento di particolare interesse.

Anzitutto esiste un'associazione tra l'esplorazione quotidiana e l'età, con giovani tra i 18 e 21 anni mostravano i livelli di esplorazione più alti.

Indipendentemente dall'età, i giovani hanno riportato stati d'animo migliori nei giorni in cui hanno esplorato di più, supportando l'idea che l'esplorazione sia collegata al benessere psicologico.

Le persone che avevano livelli medi di esplorazione più elevati hanno anche mostrato di poter contare su amicizie e reti sociali più grandi, misurate dal numero di individui unici con cui i soggetti hanno interagito tramite telefonate e strumenti di messaggistica.

Gli adolescenti che hanno esplorato maggiormente i loro ambienti naturali hanno anche fatto riscontrare un maggior numero di comportamenti rischiosi (p. es., gioco d'azzardo, alcolismo, uso di droghe illecite, ecc.), un'associazione non evidente nei giovani adulti.

"Questi risultati indicano e confermano un ruolo importante dell'esplorazione nel sostenere il benessere degli adolescenti e stabilire la connessione sociale" osserva la professoressa Hartley.

"E sebbene i comportamenti a rischio pongono indubbiamente delle sfide e dei problemi, una buona dose di esplorazione è importante, in particolare quando i ragazzi individui diventano adulti, ottengono l'indipendenza e formano e consolidano la propria identità".