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Quando chiedete al vostro ragazzo adolescente qualcosa che riguarda (apparentemente) le cose di tutti i giorni (se ha fatto i compiti, di cosa abbia parlato con la professoressa di italiano, cosa abbia fatto a casa di un amico dopo la scuola) che reazione ottenete?

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  1. Roteazione degli occhi, accompagnata da sonori sospiri di sofferenza.

  2. Risposte di poche parole o monosillabi (no, sì, ok, non so, una cosa qualunque ...), accompagnate da un linguaggio del corpo che esprime incredulità per il fatto che qualcuno abbia avuto l’ardire di fare una domanda simile.

  3. Urla e accuse (accompagnate da un furioso sbracciarsi) a un volume tale da far pensare che abbiate appena consegnato il suo cane a un laboratorio di sperimentazione scientifica.

  4. Tutte le precedenti in sequenza.

È quanto raccolgono counsellor per la famiglia ed educatori nella loro esperienza quotidiana di lavoro con genitori e ragazzi. Non importa, davvero, quale tra le quattro risposte abbiate scelto. Occorre andare subito al nocciolo della questione: perché l'adolescente si irrita tanto con te?

Dopotutto, lo ami più di ogni altra cosa al mondo e ti butteresti da un ponte per proteggerlo. Come può comportarsi sempre in questo modo con te?

Anzitutto, è possibile che la vostra ragazza o Il vostro ragazzo stiano davvero vivendo un complicato conflitto emotivo o che stia accadendo loro qualcosa di grave che li mette sottosopra. Potrebbe essere un problema di relazioni sociali (un conflitto con un’amico, un problema con un ragazza, o l’essere stati presi in giro) oppure potrebbe avere problemi di rendimento scolastico, nonostante ce la stia mettendo tutta. Potrebbe anche aver bisogno di parlare in confidenza con qualcuno che possa aiutarlo ad affrontare quello che sta vivendo - un terapeuta o un consulente a scuola. Se credete sia così, non pensateci due volte e trovategli qualcuno con cui parlare.

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Si sentono assillati

Intorno ai 13-14 anni iniziano semplicemente a non voler attorno i genitori per tutto il tempo, almeno per quanto riguarda le piccole cose del loro quotidiano (compiti scolastici, quello che sta succedendo con gli amici, ecc) . Si sentono infastiditi se vi interessate di questo. 

Sono in un'età in cui stanno cercando di dimostrare la loro autonomia, e non vogliono condividere con voi tutti i dettagli della loro vita. Si irritano, vi allontanano isolandosi nel mondo sconfinato che cellulari e computer offrono loro.

Occorre evitare che l’interesse pressante dei genitori allontani da loro i figli anziché avvicinarli.


Sono stanchi di ricevere "piccole lezioni"

Molto spesso vedo genitori che cercano di impartire ai loro ragazzi quelle che io chiamo "piccole lezioni."  Sono piccoli consigli non richiesti che i ragazzi hanno già ascoltato da bambini ma che i genitori sentono ancora il bisogno di dare per alleviare la loro ansia in una data situazione. Di solito è possibile comprendere di aver impartito loro una 'piccola lezione' perché i loro occhi roteano o si appannano, o perché loro cercano di spostarsi fisicamente lontano da voi e borbottano sottovoce.

A volte queste "piccole lezioni" si presentano sotto forma di domande retoriche, a volte sono piene di sarcasmo, e talvolta arrivano come osservazioni sprezzanti. Ecco alcuni esempi di "piccole lezioni":

  • "Se non migliori i tuoi voti come pensi di poter raggiungere il diploma?"

  • "Lo sai che domani avrai un compito in classe! Se non studi ti andrà male come l'ultima volta!"

  • "Certo ... tu sai bene come si affronta un impegno... l'hai fatto davvero alla grande con l'ultimo che hai avuto!"

  • "Non avrai intenzione di uscire con Tom questo fine settimana, vero? Sai cosa pensiamo di lui. Andrai a finire nei guai se continui a frequentarlo."

  • "Non sei nemmeno in grado di alzarti da solo alla mattina... che cosa farai quando sarai da solo e non ci sarà più nessuno a chiamarti?"

  • "È solo un brufolo. Non preoccupartene così tanto!"

  • "Dunque, i tuoi amici non ti hanno invitato per questo fine settimana. Non mi sembra un grande problema, potrai farcela, su!"

La maggior parte delle "piccole lezioni" che i genitori impartiscono ai loro ragazzi non rafforzano il rapporto, lo indeboliscono. Non sono utili. Gli adolescenti le vivono come estranee, scontate. Sono cose di senso comune, al massimo, e quando li si tratta come se non fossero in grado di fare due più due, si mettono sulla difensiva e si allontanano.  Gli adolescenti più provocatori e duri le possono prendere anche come un incoraggiamento a fare esattamente il contrario di quello che gli si dice.

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Cosa si può fare

Alcuni consigli per frenare l'istinto a infastidirli o impartire loro piccole lezioni.

Trovare l'equilibrio tra “radici” e “ali”
"Buoni genitori danno ai loro figli radici e ali. Radici per sapere dove sia la casa, ali per volare via e mettere in pratica quello che è stato loro insegnato".

Fintanto che stanno vivendo sotto il vostro tetto, potete dare loro regole e obiettivi da rispettare. In una certa misura, hanno ancora bisogno della vostra guida. Queste sono le radici che potete dare loro. È importante che vi prendiate il tempo di pensare bene quali debbano essere queste regole di base. Come minimo, dovranno essere rispettosi con le altre persone in casa, farvi sapere dove e con chi sono quando non sono lì.

Ma si deve anche iniziare a permettere loro di avere le ali, lasciando che abbiano il loro giusto spazio. Non cercate di risolvere tutti i loro problemi. Fate un respiro profondo e affrontate la vostra ansia, senza riversarla su di loro. Per quanto vorreste evitarlo e cercate di rimandarlo, loro sono nella fase della vita in cui progressivamente dovranno allontanarsi da voi per trovare la loro strada. Comprensibilmente vorreste proteggerli dai passi falsi che sicuramente faranno, ma ormai siete limitati nella possibilità di farlo. E se continuate a cercare di intervenire, i vostri ragazzi ne risulteranno sempre più infastiditi e continueranno a tenervi lontano da loro. Lasciate che commettano errori da cui possano imparare. Si chiama crescita.

Coltivare interessi comuni
Iniziate a fare con loro attività che non comportino il discutere di cose troppo delicate – certo non quelle per cui sono sorte questioni o che hanno provocato la vostra frustrazione per le loro scelte. Andate a vedere un film insieme a loro. Giocate a pallone. Andate a pescare. Costruite qualcosa con loro. Tirate a caso, cosa si faccia davvero non importa molto. L'importante è che troviate un'attività che li coinvolga, anche se a voi sembra sciocca. Trovate un terreno comune e iniziate a costruire su di esso. Date loro la sensazione di poter trascorre del tempo insieme a voi senza che siate indiscreti o cerchiate di entrare nella loro vita con un piede di porco. Se è possibile, potreste anche cercare di coinvolgere alcuni loro amici in queste attività. Vi metterà in buona luce nel loro mondo.

Ascoltare
Provate a fare questo esercizio: nelle conversazioni che avrete con lei, o con lui, nei prossimi giorni, praticate l'ascolto di ciò che vi sta realmente dicendo. Mettete il vostro “ordine del giorno” da parte abbastanza a lungo per avere un'idea di ciò che sta realmente accadendo nella sua vita. Ascoltate senza reagire. Poi chiedetevi: cosa sta davvero cercando di ottenere? Che cosa sta cercando di raggiungere nella sua vita? Quali domande si sta veramente facendo su se stesso e sulla sua vita? Invece di cercare di risolvere i loro problemi o di sottolineare i tanti modi in cui pensiate si comporti o esprima in modo irrazionale, provate invece queste tre parole magiche: "Io ti ascolto".

I vostri punti di vista devono essere orientati alla costruzione e al mantenimento di un forte rapporto con il vostro figlio adolescente. Non indebolite questo rapporto infastidendolo o con le “piccole lezioni”. La vita è piena di incognite e di colpi di scena. Ma se il vostro adolescente sente di avere un forte rapporto con voi poi, quando ne avrà bisogno sarete voi il suo interlocutore.

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Ubiminor è una pubblicazione online ad aggiornamento continuo, indicizzata nell'International Standard Serial Number Register ISSN 2283-348X

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