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Una nuova nuova ricerca, pubblicata sul Journal of Adolescent Health, indica che un ragazzo su cinque tra i nove e i diciassette anni si troverà a vedere online materiale indesiderato a contenuto sessuale. Lo studio ha anche rilevato che un adolescente su nove viene fatto oggetto di richieste online indesiderate.

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Per esposizione indesiderata si intende la visualizzazione di immagini o video sessualmente espliciti in finestre pop-up o e-mail di spam, nonché su siti Web – senza che si siano cercati intenzionalmente o ci si aspettasse di trovare tali contenuti.

Le richieste e gli adescamenti online possono includere sollecitazioni a impegnarsi in discorsi o attività sessuali indesiderati o alla richiesta di inviare informazioni o immagini sessuali personali di qualcun altro, sempre online.


L'"istigazione” da parte di altri adolescenti

Il team di ricerca ha riunito e riassunto i dati disponibili nella letteratura di ricerca su questo tema riferiti a oltre 50.000 adolescenti negli Stati Uniti, in Europa e in Asia.

I ricercatori non sono stati in grado di descrivere in modo analitico chi avesse chiesto ai giovani di impegnarsi in discorsi sessuali o nella condivisione di loro immagini o video a contenuto sessuale.

Gli articoli giornalistici che si occupano di questo argomento, spesso sottolineano che i giovani vengono sollecitati online dagli adulti. Ad esempio, nel maggio 2018, un uomo di 21 anni della Nuova Scozia è stato accusato di aver attirato e sfruttato sessualmente un bambino di 12 anni. Nell'aprile 2018, quattro uomini adulti sono stati accusati di adescamento online di un minore, attraverso un'operazione effettuata sotto copertura in Texas.

Ma la sollecitazioni a condivedere materiali e informazioni a sfondo sessuale online possono provenire anche da giovani della stessa età. In altre parole, gli adolescenti possono chiedere, esigere o costringere un altro adolescente - che conoscono nella vita reale o hanno incontrato online - a condividere foto o video di loro stessi impegnati in atti sessuali.

Queste richieste e pretese possono essere effettuate online tramite computer e tablet, nonché tramite smartphone .


Paura, aggressione e “sextortion”

Non tutti i giovani si sentono infastiditi o turbati da ciò che vedono online. Tuttavia, alcune di queste esperienze sono psicologicamente sconvolgenti. Uno studio ha mostrato che circa il 25% dei giovani che vedono, o sono stati invitati a fornire, contenuti a sfondo sessuale online riferiscono sentimenti di estrema paura o angoscia .

L’adescamento online può anche portare a conseguenze più gravi, tra cui l'aggressione sessuale favorita dai contatti via Internet (connettersi con un estraneo online, quindi incontrarlo offline e venire aggrediti), oltre alla “sextortion”. Questa si verifica quando qualcuno viene ricattato con richieste di denaro o di altre immagini a sfondo sessuale per fermare la pubblicazione o la distribuzione online delle immagini già inviate.

Uno dei casi più gravi di “sextortion” è stato quello di Amanda Todd . Quando aveva 13 anni, Amanda Todd è stata persuasa a mostrare il suo seno a qualcuno che aveva incontrato online. Questo individuo, successivamente identificato come un uomo di 35 anni, ha scattato una foto della schermata e ha cercato di ricattare Amanda Todd per l'invio di altre foto, con la minaccia di subire l'umiliazione di inviare la sua foto a seno nudo a tutti i suoi amici. Alla fine ha pubblicato la foto su Facebook.

Amanda Todd in seguito a questo si è suicidata, per le umiliazioni subite a da questo episodio e a un violento bullismo online.

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I rischi sono diminuiti nel tempo

La scoperta che il 20% degli adolescenti viene esposto a contenuti sessuali indesiderati online e l'11% a richieste e pressioni indesiderate è allarmante.

Tuttavia, lo studio ha riscontrato anche alcune tendenze positive. Tra il primo studio sui rischi online per i giovani nel 2004 e l'ultimo nel 2015, la prevalenza di questi rischi online è diminuita nel tempo per i ragazzi.

Ora più che mai, genitori, insegnanti e operatori sanitari sono consapevoli dei potenziali rischi e pericoli di Internet. Il dato incoraggiante è che c'è stato un crescente movimento impegnato a discutere e a far conoscere questi rischi ai giovani.

Nella maggior parte dei percorsi scolastici è stato inserito un programma di educazione alla sicurezza in Internet. Questo è a beneficio di tutti gli studenti, indipendentemente dal contesto culturale della famiglia. Infatti, solo quattro genitori su dieci attualmente parlano e si confrontano in modo regolare della sicurezza online con i loro figli adolescenti.

Una maggiore sorveglianza in merito a questi problemi relativi a Internet da parte delle forze dell'ordine potrebbe aver ridotto anche il numero di individui attivi online che cercano di sfruttare sessualmente minori e giovani. L'aumento dell'uso e della disponibilità di filtri e spamware ha anche contribuito a bloccare i contenuti sessuali indesiderati.

I giovani di oggi stanno crescendo online. Sebbene Internet offra indubitabilmente molti vantaggi, presenta anche rischi per i ragazzi. Genitori, educatori, insegnanti e professionisti della salute fisica e psicologica dovrebbero parlare regolarmente ai ragazzi di cui si occupano dei rischi online e offline in modo che possano essere protetti e consapevoli che anche un atto apparentemente banale può avere conseguenze imprevedibili e ingestibili.

Allo stesso modo in cui si insegna fin da piccoli ai giovani che, ad esempio, non devono salire in auto con uno sconosiuto, occorre insegnare loro a manentersi al sicuro durante le loro attività online.

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