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Di fronte al preoccupante succedersi di eventi di notevole violenza fisica e psicologica all’interno delle mura domestiche, spesso a danno anche -e soprattutto- di minori, nell’Agosto 2013 è stata introdotta nel nostro ordinamento una nuova misura precautelare: l’allontanamento d’urgenza dalla casa familiare.

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L’art. 384 bis c. p. p., inserito nel nostro codice di procedura penale con il cosiddetto “decreto legge femminicidio”, prescrive infatti che la polizia giudiziaria sia legittimata ad ordinare l’immediato allontanamento da casa ed il divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati abitualmente dalla persona offesa di chiunque venga sorpreso a commettere uno dei reati indicati dall’art. 282 bis, co. 6° c. p. p. nei confronti di un prossimo congiunto o di un convivente.

Affinché tale ordine sia legittimo, è poi necessario che la polizia ritenga che l’evento delittuoso non costituisca un episodio isolato: presupposto per l’allontanamento d’urgenza è la convinzione che il comportamento violento verrà reiterato in futuro, con grave e attuale pericolo per la vita o per l’integrità fisica o psichica di chi sia stato costretto a subirlo.

La polizia giudiziaria dovrà poi personalmente preoccuparsi di fornire alla vittima del reato ogni informazione utile circa i Centri Antiviolenza presenti sul suo territorio e, qualora ve ne sia richiesta, metterla in contatto con tali Centri.

L’obiettivo perseguito dal legislatore è evidente: permettere alla polizia giudiziaria di porre un immediato “schermo protettivo” fra chi risulti essere il più debole all’interno del proprio ambiente domestico e chi sembri essersi approfittato di tale debolezza.

In quale modo? Allontanando immediatamente dalla casa familiare chi venga colto in flagranza di certi reati, senza dover attendere il provvedimento di un giudice che, a causa di lunghi tempi burocratici, potrebbe risultare tardivo e conseguentemente inefficace.

Obiettivo senza dubbio lodevole, così come è lodevole la volontà di offrire questa istantanea protezione senza necessariamente costringere subito al carcere chi, a prima vista, appaia essere autore di una violenza domestica. [...]

Il saggio integrale su Ubiminor Rivista

L'autore.
Laureata in legge presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Genova. Praticante avvocato presso lo Studio Legale Raimondo di Genova specializzata in diritto penale.

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