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Vivere in una grande città potrebbe aumentare in modo significativo la vulnerabilità dei giovani alle esperienze psicotiche, secondo un nuovo studio condotto dal King College di Londra e dalla Duke University.

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Pubblicato in Schizophrenia Bulletin, lo studio ha rilevato che gli adolescenti britannici cresciuti nelle principali città dell’Inghilterra e del Galles hanno un 40% di probabilità in più di aver fatto esperienze psicotiche (ad esempio, sentire voci o sentirsi estremamente paranoici) rispetto ai loro compagni cresciuti nelle aree rurali.

Le condizioni del quartieri di residenza e il tasso di criminalità sono risultati essere fattori che hanno fortemente contribuito a queste forme di disagio. Tra gli adolescenti che sono cresciuti nei quartieri più disagiati e che sono stati vittime di un crimine violento, il 62 per cento ha riferito di aver avuto esperienze psicotiche.

Questo tasso di esperienze psicotiche è risultato quasi tre volte superiore a quello riportato tra gli adolescenti che vivono in condizioni ambientali più favorevoli, i quali non avevano fatto esperienza di crimini violenti (21 per cento).

L'adolescenza è un momento particolarmente vulnerabile per lo sviluppo di problemi di salute mentale – si pensa che circa il 70 per cento degli adulti con problemi di salute mentale, abbiano manifestato per la prima volta uno stato di malesse di malessere durante l'adolescenza.

Un giovane su tre a un certo punto ha avuto esperienze psicotiche, e questi ragazzi sono ad elevato rischio di schizofrenia e di avere altri problemi di salute mentale in età adulta, così come, per loro, aumenta il tasso di suicidio. Eppure, ancora poco si sa riguardo al potenziale impatto di un particolare ambiente sociale – come, appunto, quando si vive in una città - sulle manifestazioni adolescenziali della psicosi.

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Precedenti ricerche fatte dal team del King College di Londra e della Duke University avevano già riscontrato tassi più alti di sintomi psicotici tra i bambini che vivono in città, ma questo nuovo studio è il primo a esaminare gli effetti della vita cittadina sulle esperienze psicotiche durante l'adolescenza.

I ricercatori del King’s hanno intervistato più di 2.000 ragazzi britannici di 18 anni sulle loro esperienze psicotiche a partire dall’età di 12 anni.

Gli autori fanno notare che stavano solo indagando le esperienze subcliniche di psicosi, e non erano alla ricerca di prove di un disturbo clinico diagnosticabile. Gli adolescenti intervistati, sono stati considerati soggetti a esperienze psicotiche se riferivano di aver avuto almeno uno su tredici potenziali sintomi di queste esperienze, tra cui, ad esempio, l’aver sentito voci che altri non potevano sentire, o di aver ritenuto di essere stati spiati, o che il loro cibo venisse avvelenato.

I livelli e la qualità di urbanizzazione sono stati stabiliti per ciascun partecipante tramite il suo codice postale, utilizzando i dati del Office of National Statistics. I fattori sociali positivi del quarteire, come la fiducia, il sostegno e la cooperazione tra vicini di casa, e gli indicatori di pericolo, come gli scippi, le aggressioni e gli atti di vandalismo, sono stati misurati attraverso indagini su oltre 5.000 vicini immediati dei partecipanti. Infine, la vittimizzazione personale a causa di crimine violento è stato valutata attraverso interviste con i partecipanti stessi.

Gli adolescenti cresciuti in quartieri urbani rispetto a quelli cresciuti in zone rurali, hanno fatto rilevare significativamente molte più probabilità di avere avuto esperienze psicotiche, e questa associazione si è confermata significativa anche dopo aver considerato una serie di altri fattori, tra cui lo stato di famiglia socio-economico, la storia psichiatrica di famiglia, e l'uso di cannabis tra gli adolescenti.

Tra coloro che vivevano nelle più grandi e più popolose città, il 34 per cento ha riferito esperienze psicotiche tra i 12 ei 18 anni di età, rispetto al 24 per cento degli adolescenti inseriti a contesti non metropolitani.

Quasi la metà dell'associazione tra la vita della città e le esperienze psicotiche è stata motivata dalle caratteristiche sociali negative e minacciose dei quartieri urbani, includendo la mancanza di fiducia e di sostegno tra vicini, e gli alti livelli di pericolistà del quartiere.

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Gli autori dello studio suggeriscono una serie di motivi per cui vivere in una città potrebbe rappresentare un rischio per le esperienze psicotiche, tra cui una risposta biologica intensificata allo stress, che può a sua volta interrompere l'attività della dopamina nel cervello.

Un eccesso di dopamina è attualmente la migliore spiegazione biologica che i ricercatori abbiano per le malattie psicotiche come la schizofrenia.

Suggeriscono inoltre che gli adolescenti che crescono in quartieri pericolosi possono sviluppare risposte cognitive maladattive, come l’ipervigilanza (per esempio diventando troppo preoccupati delle potenziali minacce) e attribuendo intenzioni negative alle persone, il che potrebbe portarli a diventare paranoici riguardo a quelli che li circondano.

Jo Newbury, primo autore dello studio, dell’Istituto di Psichiatria, Psicologia e Neuroscienze (Io PPN) del King College di Londra, ha affermato: “Il nostro studio suggerisce che gli effetti della vita cittadina sulle esperienze psicotiche non sono limitati all’infanzia, ma continuano fino alla tarda adolescenza, che è uno dei periodi di picco in cui i disturbi psicotici clinici vengono in genere diagnosticati”.

La dottoressa Helen Fisher, autore senior presso lo PPN al King College di Londra, ha detto: “Questi risultati sottolineano l'importanza di adottare precoci strategie preventive per ridurre il rischio di psicosi e suggerisce che gli adolescenti che vivono in quartieri minacciosi all'interno delle città dovrebbero essere una priorità degli interventi.

Se interveniamo abbastanza presto, per esempio offrendo terapie psicologiche e sostegno per aiutarli a far fronte in modo più efficace alle esperienze stressanti, potremmo ridurre il rischio nei giovani di sviluppare di psicosi e altri problemi di salute mentale più avanti nel tempo”.

Il professor Candice Odgers, autore senior della Duke University, ha spiegato: “Dato che un numero sempre maggiore di giovani di tutto il mondo vivono in grandi città, vi è una crescente necessità di migliorare la nostra comprensione di come sia le caratteristiche architettoniche che sociali dei contesti urbani stiano in realtà sostenendo e o minacciando la salute mentale dei giovani”.


Riferimento bibliografico:
Joanne Newbury, Louise Arseneault, Avshalom Caspi, Terrie E. Moffitt, Candice L. Odgers, Helen L. Fisher. Cumulative Effects of Neighborhood Social Adversity and Personal Crime Victimization on Adolescent Psychotic ExperiencesSchizophrenia Bulletin, 2017.