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La maggior parte dei genitori dà per scontata l’esistenza di un periodo critico nella vita dei loro figli, l'adolescenza, e considera gli adolescenti come creature problematiche, soggette a difficili stati d'animo e a periodi di ribellione. Il dottor Robert Epstein, uno psicologo formatosi ad Harvard, non è d’accordo e afferma che l'adolescenza sia un'invenzione moderna dell’Occidente.

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Ancora oggi "l'adolescenza", come un distinto periodo di vita caratterizzato da turbolenze e tormenti, è completamente assente in oltre cento culture in tutto il mondo, sostiene Epstein. Di fatto, molte di queste culture non hanno nemmeno una parola per l'adolescenza o l'adolescente, sottolinea.

Epstein è l'ex redattore capo di Psychology Today e attualmente ricercatore senior presso l'American Institute for Behavioral Research and Technology. È anche fondatore e direttore emerito del Cambridge Center for Behavioural Studies in Massachusetts e autore di oltre una dozzina di libri, tra cui “Teen 2.0: Salvare i nostri ragazzi e le loro famiglie dal tormento dell'adolescenza”.

Nel corso della maggior parte della storia umana, i giovani sono diventati adulti - cioè, hanno iniziato a lavorare fianco a fianco con gli adulti - non molto tempo dopo la pubertà. Non è stato che alla fine del 1800 che questo ha cominciato a cambiare. Abbiamo iniziato a ritardare l'inizio dell'età adulta e, con il tempo, a creare ed estendere artificialmente l’adolescenza, che ora negli Stati Uniti raggiunge il suo tardo periodo all'inizio o anche nella metà dei vent’anni.

In Teen 2.0, il professor Epstein sostiene che la maggior parte delle leggi sul lavoro minorile negli Stati Uniti dovrebbero essere abolite. Queste leggi, tuttavia, gli è stato obiettato, non proteggono i bambini?

Le prime leggi sul lavoro minorile negli Stati Uniti, ha risposto, richiedevano effettivamente che i bambini lavorassero, in base alla teoria che le mani inattive sono gli strumenti del diavolo - quindi è un po’ strano, dice Epstein, che la legge sia poi tanto cambiata come è avvenuto. Questa idea che ci sia qualcosa di sbagliato nel lavoro non ha senso. Sigmund Freud ha sostenuto che il lavoro rende la vita significativa.

Ora, c'è una differenza tra lavoro e sfruttamento. Dobbiamo certamente opporci allo sfruttamento e a dure condizioni di lavoro, ma opporsi al lavoro in sé non ha assolutamente senso. Oggigiorno un giovane che ha 13 o 14 anni potrebbe facilmente avviare un'attività in Internet senza subirne alcun danno. Ma non glielo permettiamo. Diciamo: "Mi spiace, non ti è permesso lavorare. Devi andare a scuola".

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Walt Disney ha mentito e ha falsificato le firme dei suoi genitori per entrare a far parte degli American Ambulance Corps nella prima guerra mondiale, all'età di 16 anni, e ha poi guardato a questa esperienza come a una delle cose più intelligenti che abbia mai fatto. È attraverso la responsabilità significativa che non solo cresciamo ma troviamo un significato per le nostre vite. È difficile trovare un senso se sei costretto “come bestiame” a frequentare un'istituzione alla quale non vuoi partecipare.

La prima legge sull'istruzione obbligatoria negli Stati Uniti è stata approvata nel 1852 in Massachusetts, ma quella legge era basata sulla competenza. In altre parole, la legge diceva che dovevi mandare i tuoi figli a scuola se non sapevano certe cose. Se sapevano quelle cose, non dovevano andare a scuola.

Solo dal 1918 tutti gli Stati si sono dati una di legge sull'istruzione obbligatoria. Ma questo a mio giudizio, dice Epstein, è stato l'inizio di una specie di disastro negli Stati Uniti. Certamente tutti vogliamo ragazzi istruiti. Ma non dovremmo costringerli a frequentare la scuola se non sono pronti o disposti a imparare.

Molti sostengono che gli adolescenti siano immaturi - che non sappiano cosa sia meglio per loro - e, quindi, che i genitori (o i legislatori) stanno facendo loro un favore costringendoli a frequentare la scuola e a raggiungere un'istruzione di base in scienze, matematica , lingue ecc.

Io sostengo che gli adolescenti non sono per natura immaturi. Li stiamo costringendo ad essere immaturi. Sono in grado di comportarsi e agire come adulti poco dopo la pubertà.

Ho svolto ricerche su questo argomento per molto tempo e ho sviluppato un test che misura 14 diverse competenze di “adultità”. È disponibile online ed è stato provato da centinaia di migliaia di persone di tutte le età. Alla domanda su quali sarebbero stati i punteggi dei ragazzi nel test, gli adulti americani hanno previsto il 48%. In realtà, tuttavia, i ragazzi di età compresa tra 13 e 17 anni ottengono circa l'89 percento, mentre gli adulti di 18 e più anni ottengono circa il 91 percento. Gli adolescenti in realtà superano gli adulti in alcune aree e, soprattutto, circa un terzo degli adolescenti di età compresa tra 13 e 17 anni superano l'adulto medio.

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Quindi svalutare tutti i giovani considerandoli ugualmente incompetenti e immaturi è semplicemente sbagliato e, quando lo si fa, si rende, per reazione, alcuni giovani molto arrabbiati e depressi e si finisce con l’avere la metà dei nostri adolescenti diagnosticabili con almeno un disturbo psicologico.

Questo non accade nei paesi in cui esiste ancora il continuum bambino-adulto - dove i giovani sono autorizzati a crescere come previsto dalla natura.

L'adolescenza è un'invenzione. L'abbiamo inventata. In più di cento culture in tutto il mondo in cui i giovani lavorano fianco a fianco con gli adulti, non c'è adolescenza e non c'è animosità tra ragazzi e genitori. Non c'è depressione adolescenziale e nessun adolescente suicida. L'adolescenza è un'invenzione che ha solo circa cento anni ed è ancora assente in gran parte del mondo.

I genitori di adolescenti malinconici spesso li costringono a continuare ad andare a scuola o permettono loro di restare nella loro stanza tutto il giorno senza fare nulla.

Peggio di tutto, come è evidente oggi negli Stati Uniti, si fanno utilizzare ai propri ragazzi farmaci psicoattivi. Questo, naturalmente, fa loro solo del male e insegna ai giovani che i farmaci sono la soluzione a tutti i loro problemi.

Se permettessimo ai giovani di entrare nel mondo degli adulti, se dessimo loro quei diritti e quelle responsabilità che sono più che in grado di gestire, se proponessimo loro un percorso verso l'età adulta, la stragrande maggioranza degli adolescenti seguirebbe questo percorso in un lampo.

Se sottoponessimo ai ragazzitest di competenza che permettano loro di ottenere i diritti di base: diritti di proprietà, diritto alla privacy e così via; se lo facessimo, milioni di ragazzi si darebbero da fare per superarli e per entrare nel mondo degli adulti e avere un certo controllo sulle loro vite. Quando sottraiamo il controllo a persone competenti, queste si arrabbiano e si deprimono.

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Questa si chiama infantalizzazione. Sto per pubblicare un nuovo studio con 25.000 persone che esaminano l'infantilizzazione subita nel corso della vita, spiega Epstein. È piuttosto interessante. Qualsiasi gruppo che è stato infantilizzato - sia che si tratti di adolescenti o anziani in una casa di riposo – come conseguenza ne soffre. Sentono di aver perso il controllo sulla propria vita e molto spesso sviluppano tendenze suicidarie, rabbia e depressione.

Questo non vuol dire che gli adulti a mio parere dovrebbero lasciare carta bianca ai ragazzi e permettere loro di starsene a far nulla o a dedicarsi a quello che preferiscono.

Questa è una forma di abuso. Quello di cui sto parlando è di dare ai giovani responsabilità e autorità significative.

Faccio un esempio esempio. Quando ho tenuto una lezione su questo argomento in Scozia, un uomo tra il pubblico ci ha parlato di un programma da lui condotto in cui i giovani che si mettono nei guai vengono tirati fuori dal sistema scolastico e diventano apprendisti in vari mestieri e attività commerciali.

Il programma ha molto successo. I giovani amano imparare abilità preziose e fare soldi con esse. E stanno lavorando fianco a fianco con gli adulti, che è quello che dovrebbero fare - imparare da adulti responsabili come essere un adulto responsabile. Non dovrebbero avere attorno coetanei.

Nei paesi di tutto il mondo che non hanno questa bizzarra fase della vita, gli adolescenti passano solo circa cinque ore alla settimana con i loro coetanei. Qui negli Stati Uniti trascorrono circa 65 ore a settimana con i loro coetanei. Non ha senso.

Uno dei segni dell’essere adulti risiede nel trovare un lavoro, un altro segno è sposarsi e un terzo segno è avere un figlio. Quando impediamo ai giovani di entrare nell'età adulta, impediamo loro tutte e tre queste cose, indipendentemente da quanto un giovane possa essere pronto per una di loro o per tutte.

Una delle maggiori sfide che i genitori americani affrontano attualmente è quella di credere nella presentazione che viene fatta loro di un falso modello di cervello adolescente, modello completamente fraudolento; non ha assolutamente alcuna base scientifica, secondo me.

Sfortunatamente, le nostre compagnie farmaceutiche hanno avuto molto successo nel convincere i genitori che c'è qualcosa di sbagliato nel cervello dei loro figli. Di conseguenza, da qualche anno a questa parte abbiamo iniziato a prescrivere più farmaci psicoattivi per adolescenti rispetto a tutti gli altri farmaci per adolescenti sommati tra loro - più degli antibiotici o dei farmaci per l'acne.

Alcune persone si oppongono al matrimonio precoce, sostenendo che è importante che una persona anzitutto si sviluppi o "trovi" se stesso prima di sposarsi.

A mio giudizio queste sono affermazioni senza senso. Se con queste affermazioni intendiamo dire che questi giovani sono stati infantilizzati e trattati come bambini e come risultato “funzionano” ancora come bambini, dobbiamo cambiare il modo in cui esercitiamo la genitorialità. Dobbiamo riconoscere che i giovani dopo la pubertà hanno enormi capacità e che dobbiamo offrire loro percorsi verso l'età adulta.

Se mi si obietta che le mie idee sono solo bizzarrie, rispondo citando l’ampia gamma di persone che hanno fornito testimonianze per Teen 2.0, tra cui psicologi dello sviluppo di fama mondiale come Lewis Lipsitt. La prefazione al libro è stata scritta da uno dei più importanti psicologi clinici che siano mai vissuti, Albert Ellis.

Quindi direi, in generale, che i miei colleghi e molti genitori mi hanno sostenuto. Ovviamente ci sono delle eccezioni - principalmente una manciata di professionisti che sono finanziariamente interessati a proporre quel falso e fraudolento modello di cervello adolescente, conclude il dottor Epstein.

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